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Le “due foci” del Sele: viaggio da Santa Maria di Leuca a Paestum seguendo la traccia della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Diari, News • di 24 Dicembre 2018

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L’intuizione della concreta fattibilità di poter utilizzare l’acqua del Sele per cercare di risolvere la grave carenza d’acqua in terra di Puglia risale all’inizio del secolo scorso (1906) quando si decise di avviare la costruzione di una grandiosa opera in grado di invertire il senso del fiume facendolo andare verso l’Adriatico anziché verso il Tirreno. In realtà il fiume continua tuttora la sua corsa verso il Tirreno anche se le sue sorgenti principali dette “della Sanità” localizzate nel Comune di Caposele in provincia di Avellino, vengono quasi del tutto incanalate per alimentare appunto l’Acquedotto Pugliese fino ad arrivare a Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce.

Il progetto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un percorso cicloturistico di circa 500 km che segue il tracciato di due condotte storiche dell’acquedotto: il Canale Principale, da Caposele (AV) a Villa Castelli (BR), che in soli nove anni (1906-1915) riuscì a far arrivare l’acqua a Bari ed il Grande Sifone Leccese, che dal punto terminale del primo giunge fino a Santa Maria di Leuca (LE), dove l’infrastruttura è celebrata con una cascata monumentale realizzata nel 1939. Si tratta di un “itinerario narrativo” unico nel suo genere che attraversa tre regioni del Mezzogiorno (Campania, Basilicata e Puglia), mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti ed ancora poco valorizzati della penisola: Alta Irpinia, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria, Terra d’Arneo ed entroterra del Salento.






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