Decreto Clima: 255 milioni per demotorizzare l’Italia

12 Ottobre 2019

Giovedì 10 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il tanto discusso decreto Clima, con cui il Ministero dell’Ambiente ha allocato l’ingente cifra di 255 milioni di euro per invitare i cittadini italiani ad abbandonare l’automobile e il motorino per sempre.

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Il provvedimento principale di quello che il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha definito come “il primo atto della storia della Repubblica Italiana per l’urgenza ambientale, l’atto normativo del nuovo governo che inaugura il Green New Deal” istituisce i buoni mobilità per chi rottama la propria auto o il proprio motorino e non li sostituisce.

I buoni mobilità potranno essere spesi nelle città con la qualità dell’aria peggiore per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico o per l’acquisto di biciclette, anche elettriche.

Il decreto Clima prevede buoni mobilità dell’importo di 1.500 € per chi rottama un’auto fino alla classe Euro 3 e 500 € per chi rottama un motociclo fino alla classe Euro 2 e Euro 3 a due tempi.
I buoni mobilità potranno essere utilizzati entro i successivi 3 anni.

Con questi 255 milioni di euro il Ministero dell’Ambiente sembra aver prestato orecchio alle richieste avanzate da noi e delle associazioni della mobilità ciclistiche all’apertura della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. E per la prima volta lo Stato italiano ha approvato una norma che non mira ad aumentare il numero di automobili in circolazione, ma piuttosto a ridurlo.

L’Italian Cycling Embassy ha lanciato subito un appello al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo la completa attuazione della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica attraverso la redazione del Piano Nazionale per la Mobilità Ciclistica per prepararsi alla modifica delle abitudini di mobilità dei cittadini italiani: meno auto, più bici, più trasporto pubblico.

La FIAB riconosce che il pacchetto va incontro a una battaglia storica: quella del diritto allo spazio pubblico nelle nostre città, non soltanto per avere aria più pulita, ma anche per restituire vie e piazze ai cittadini, togliendolo alle auto.

Ricordando che l’Italia è anche il maggiore produttore di biciclette in Europa, questo aspetto del decreto Clima (pur deficitario di molte parti importanti) è una gran buona notizia.

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