Un autovelox davanti a ogni scuola

18 Ottobre 2019

Ieri è successo di nuovo: un uomo ha travolto con un SUV una donna di 67 anni e la sua nipotina di 8 anni sulle strisce pedonali davanti alle scuole.

La bambina è stata trasportata in ospedale per accertamenti, la nonna, Anna Maria Frois, invece non ce l’ha fatta, forse in un estremo atto di sacrificio per proteggere la propria nipote dall’impatto col veicolo. A Iglesias.

Due giorni fa, la stessa dinamica a Bari, dove due bambini di 6 e 7 anni hanno riportato solo lievi ferite.

Non c’è giorno che Dio mandi in terra senza che un automobilista investa qualche povero cristo davanti a una scuola. Perché è così: le strade davanti alle scuole sono pericolose, non perché ci siano dei malintenzionati, ma perché ci sono degli sconsiderati che schiacciano l’acceleratore quando dovrebbero schiacciare il freno.

E gli sconsiderati non possono essere messi in condizione di non nuocere perché non ci sono abbastanza vigili per presidiare ogni strada né altre opzioni disponibili.

Eppure basterebbe che davanti a ogni scuola d’Italia ci fosse un sistema che impedisca agli imbecilli di fare del male agli altri. Magari un autovelox pronto a multare chiunque proceda a una velocità superiore ai 20 km/h perché non esiste alcun motivo per cui chi transita davanti a una scuola possa procedere a una velocità superiore.

Autovelox Scuola
È che basterebbe solo questo per riportare un po’ di pace e sicurezza sulle nostre strade: un limite di velocità molto basso in prossimità di luoghi sensibili e una sonora legnata per chi non lo rispetta. Facile, no?

Solo che in Italia esiste una legge che lo impedisce, è l’art. 4 della legge 168/2002 che giace immutato nel nostro ordinamento e miete vittime.
Giorno dopo giorno.

E mentre ogni giorno noi Italiani piangiamo dieci morti e curiamo 660 feriti, una “manina” ha inserito nel Decreto Legge del Ministero dei Trasporti di prossima approvazione una norma che prevede il divieto di installare autovelox fissi anche sulle strade provinciali e sulle superstrade.

Perché nel nostro paese punire chi mette in atto comportamenti antisociali non è previsto e io mi chiedo se chi dalle istituzioni continua a generare morte sulle strade (la prima causa di morte tra i giovani) non abbia una coscienza e come faccia a guardarsi davanti allo specchio alla mattina.

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