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Ritiro della patente per chi guida con il cellulare: i ciclisti spingono la petizione a 60.000 firme

News, Rubriche e opinioni • di 4 Dicembre 2019

Non è un caso che proprio in questi giorni sia tornata attuale una petizione online lanciata qualche tempo fa da Marco Cavorso, rappresentante per la sicurezza dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e papà di Tommaso (ucciso a 13 anni da una persona alla guida di un’auto nel 2010 mentre si stava allenando in bici, ndr), perché l’investimento in bici delle cicliste Vittoria Bussi e Letizia Paternoster nello stesso giorno ha riacceso i riflettori della cronaca sul tema, troppo spesso dimenticato, della sicurezza di chi pedala.

La petizione, rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, parte da un dato di fatto sotto gli occhi di tutti: “L’utilizzo del cellulare alla guida sta diventando, a causa della veloce modificazione delle abitudini sociali legati allo stesso, la causa maggiore degli incidenti stradali, in molti casi mortali, insieme all’alta velocità”, si legge nel testo sulla piattaforma Change.org.

Per arginare questa piaga sociale che provoca tanti morti e feriti sulle strade manca al momento una legge che funga da deterrente: e così gli investimenti di pedoni che attraversano sulle strisce o di ciclisti tamponati da autoveicoli che viaggiano nello stesso senso di marcia sono imputabili sempre più alla distrazione dovuta all’utilizzo dello smartphone alla guida.

La petizione, che recentemente è stata firmata e condivisa sui social anche dai ciclisti professionisti Matteo Trentin ed Elia Viviani, viaggia verso le 60.000 firme e chiede una legge severa nei confronti dei trasgressori che preveda l’immediato ritiro della patente contestualmente alla prima contestazione, dotando di strumenti e procedure adeguate agli organi di polizia che sorvegliano la circolazione stradale.

Il tema della sicurezza stradale dei ciclisti tutti – professionisti, amatori e urbani – rappresenta un’emergenza nazionale: è inaccettabile che le nostre strade continuino ad essere un campo minato per chi si allena o semplicemente si sposta in sella a una bici e la situazione negli ultimi anni è peggiorata proprio per gli utenti fragili, come i pedoni e appunto i ciclisti.

Se davvero dovesse passare una norma così stringente molto probabilmente si alzerebbe la soglia di attenzione al volante con conseguente diminuzione delle collisioni dovute alla distrazione da smartphone alla guida: fatto sta che al momento continuiamo a pedalare, tutti, in una situazione di pericolo dovuto alla presenza di troppe auto che vengono guidate senza rispettare i limiti di velocità e le regole della strada.

Il ritiro della patente a chi guida con il cellulare chiesto dai 60.000 firmatari della petizione e supportato dai ciclisti professionisti rappresenta il tentativo di arginare una delle cause della violenza stradale che continua a provocare centinaia di morti e migliaia di feriti ogni anno. Una petizione che è al contempo un’invocazione di aiuto e una battaglia culturale: le strade devono essere rese più sicure e accoglienti per tutti, mettendo i potenziali assassini al volante in condizione di non nuocere.







6 Risposte a Ritiro della patente per chi guida con il cellulare: i ciclisti spingono la petizione a 60.000 firme

  1. Simone Montis ha detto:

    Dovrebbero inventare una applicazione obbligatoria da mettere sullo smartphone che quando lo stesso è in movimento e non connesso ad un vivavoce Bluetooth, si blocchi automaticamente tutte le funzioni social, e naturalmente il consenso alle forze dell’ordine di verificare la presenza di essa nello smartphone.

  2. Bruno ha detto:

    E se uno non è al volante ma usa il telefono da passeggero?

  3. Maurizio Lombardo ha detto:

    L’idea di Simone sarebbe ottima se non fosse per il fatto che non potresti usare lo smartphone sui treni, come passeggero in auto o autobus, sulle navi, cioè su tutto quello che si muove.
    questo se la funzione fosse strutturale nel dispositivo se invece fosse un’applicazione con facoltà d’uso da parte dell’utente, bhè non credo che gli irriducibili del messaggino al volante a 180 KMH in tangenziale zizaganndo tra camion e auto troverebbero l’applicazione appetibile.
    comunque l’idea è buona.

  4. Leonardo ha detto:

    Non avete mai sentito parlare di viva voce e di smettrela di messaggire mentre si guida anch’io vado in macchina e il telefono non guardo

  5. ALBERTO ha detto:

    Ma se uno vuole firmare dove si rivolge?

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