Bikemeron #11 | Cambiare punto di vista

17 Marzo 2020

Bikemeron è una raccolta di racconti di storie belle e all’insegna dell’ottimismo che stiamo raccogliendo per offrire un po’ di sollievo ai fruitori di internet che in questi giorni sono assediati dalla paura del contagio da un nuovo virus. Pubblicheremo un racconto al giorno per tutta la durata dell’emergenza. Se vuoi contribuire alla raccolta, invia il tuo racconto su come la bicicletta ti ha salvato o cambiato la vita a info@bikeitalia.it

Cambiare punto di vista

di Niccolò Minotti

Nell’estate 2018 ritrovai quel vecchio telaio rosso nella rimessa di casa. Una bicicletta vecchiotta e malconcia da rimettere in sesto da capo a piedi: una piccola sfida personale, un piccolo progetto da portare a termine investendo molto tempo e una trascurabile somma di denaro.

Non so se fu a causa dell’orgoglio per aver realizzato quanto mi ero ripromesso o se davvero ritrovai una parte di me quasi dimenticata che iniziai con pazienza e dedizione a utilizzare la mia bici rossa sgangherata il più possibile: per uscire ad acquistare quelle cosine di cui si ha bisogno per la vita di tutti i giorni, per visitare gli amici, per riscoprire da un altro punto di vista il mondo più vicino, che da quel momento mi sembrò più curioso e interessante se visto dall’alto di un sellino e due pedali.

Senza rendermene conto, mi ritrovai a pedalare tutti giorni, con crescente facilità e ricevendo una sempre maggiore gratificazione.

Poi molti cambiamenti: un nuovo lavoro, nuove abitudini e routine dopo gli studi. Restava però quella sensazione che il mondo sia decisamente più vivo mentre si pedala. E pure meno stressante.

Allora mi sono ripromesso che non mi sarei piegato a quella quotidianità che ci vede seduti e rinchiusi in coda, passivi e irascibili: avrei sempre cercato di muovermi nel mondo con occhio vigile e attivo, coltivando mente e corpo facendo sì che la quotidianità diventasse un alleato, un amico, e non un’abitudine corrosiva e monotona.

Ora, dopo tanti chilometri fatti sia nel quotidiano sia per puro piacere di faticare nei weekend, il percorso verso l’ufficio si copre tutti i giorni completamente in bici, senza la necessità di eccessivi sforzi o radicali cambiamenti di orari. Il segreto è stato certamente quello di approcciarsi gradualmente e con convinzione.

Ed è ancora un piacere alzarsi tutte le mattine sapendo che quelle due ore al giorno tra andata e ritorno passate pedalando è tutto tempo investito: per stare meglio dentro, fuori e con il prossimo, per cambiare abitudini e testimoniare con umiltà che davvero noi tutti, persone normalissime, possiamo sottrarci al sistema, riconquistandoci. Tutto sta nel prendere consapevolezza che possiamo vedere il mondo da un altro punto di vista e che la bicicletta è un alleato potente per farlo.


Da ciò, una speranza: che questi giorni di astensione forzata dai nostri impegni portino almeno un risultato positivo. Il movimento frenetico della nostra “avanzatissima” società si è dovuto fermare, ma non altrettanto devono fare le nostre menti e le nostre gambe. Trasformando così una necessità in un’occasione, credo che proprio in questo momento debba consolidarsi nelle persone la convinzione in un futuro sostenibile, affinché questa rottura dello status quo porti un’assolutamente necessaria ripartenza positiva e migliori quotidiane abitudini.

Perché posso finalmente testimoniare che è possibile, nel nostro piccolo, cambiare punto di vista, partecipare allo sviluppo e alla crescita della nostra società con rinnovata passione e partecipazione. Il tutto solo scegliendo di pedalare un poco, ogni giorno.

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