Bikemeron #21 | Un giro da Leonardo

8 Aprile 2020

Bikemeron è una raccolta di racconti di storie belle e all’insegna dell’ottimismo che stiamo raccogliendo per offrire un po’ di sollievo ai fruitori di internet che in questi giorni sono assediati dalla paura del contagio da un nuovo virus. Pubblicheremo un racconto al giorno per tutta la durata dell’emergenza. Se vuoi contribuire alla raccolta, invia il tuo racconto su come la bicicletta ti ha salvato o cambiato la vita a info@bikeitalia.it

Un giro da Leonardo

di Nicolas Hémard

Abito vicino ai castelli della Loira da tre anni. Da Leonardo, a Amboise. Lo conoscete? Un certo Leonardo Da Vinci, la cui Gioconda viene rivendicata oltralpe… Ah no? Pensavo.

Vabbeh. Questo Leonardo, così dicono, ha inventato la bici. Io non c’ero. Così dicono.

Comunque, vado in bici da più di trent’anni ormai. Avevamo un grande cortile, condiviso con la proprietaria di casa nostra, una signora immobile davanti alla TV tutto il giorno. Noi, i tre fratelli, eravamo la sua distrazione. Adesso, starebbe ascoltando tutte le bellezze del Coronavirus e ogni tanto guarderebbe fuori come qualcuno che guarda gli uccelli ingenui per distrarsi. Sono fortunati questi uccelli di non sapere nulla. Eravamo fortunati di aver questo cortile tutto per noi.

E poi? E poi, i miei mi hanno lasciato andare da solo in bici tra le viti del Beaujolais. Era l’epoca in cui smontavo le bici senza saper rimontarle. Adesso mi sono migliorato perché le smonto solo se le rimonto dopo. Comunque, il Beaujolais non è solo un vino cattivo, sono anche delle case dalle pietre color oro. Quando potrete uscire di nuovo, andateci, vale la pena. Era l’anno della maturità. Più si avvicinavano gli esami, più andavo in bici… e meno buoni erano i voti. Ma ce l’ho fatta lo stesso. Con gli studi l’ho lasciata dai miei: metropolitana, macchina… Tristezza adesso che ci penso.

L’anno scorso, cioè 15 anni dopo, è stato l’anno dei grandi cambiamenti, una specie di rinascita. Mia moglie ha trovato lavoro lontano da casa, allora faccio il casalingo e mi occupo dei nostri tre figli. Durante la giornata, vado (andavo) in bici vicino ai castelli più belli del mondo. Più bello di tutti, quello di Chenonceaux.

Quando venite, andate pure sul sentiero di fronte al castello: ci si può avvicinare senza pagare l’ingresso e la vista è splendida. Dall’estate scorsa mi alleno per fare dei viaggi lunghi col bikepacking. Ho scoperto una disciplina che mi piace proprio tanto.

Io sono francese, ma la mia bici è italiana: è una Cinelli Hobootleg. Anche solo guardarla mi fa viaggiare con la mente. Guidarla, poi… Da gennaio ho un’altra bici fantastica: è gialla, si chiama Helly (nome dato dai figli) e può portare fino a 200 chili. Con questa porto i tre figli in giro. È una Yuba Mundo Lux, una long tail. Da gennaio, la macchina serve solo per i viaggi lunghi.

Vivent le printemps et le vélo!

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