Ridicolizzare l’attività fisica è la peggior strategia per questo Paese

16 Aprile 2020

Martedì 14 Aprile 2020, all’interno della trasmissione “Pomeriggio 5”, in onda su Canale 5 e condotta da Barbara D’Urso, è stata trasmessa la caccia in elicottero a un runner solitario sulla spiaggia di Jesolo. La tv spazzatura è da sempre fonte di sollazzo per gli italiani ma quel momento ha toccato un nuovo climax del trash: la gogna in diretta di un uomo che sta facendo attività fisica. Un uomo che sta correndo in solitudine, braccato come un latitante, anzi peggio di un latitante, perché nemmeno Totò Riina è stato ricercato con tanto zelo.

Il problema non sta nel trash televisivo in sé ma nel messaggio che ne esce: fare attività fisica è pericoloso, è illegale, chi la pratica è un untore che sta aiutando la diffusione del virus. Immaginate gli spettatori del programma, seduti sui divani come stanno facendo da 2 mesi per via della “sedentarietà di stato” alla quale siamo costretti. Qualcuno lancerà improperi al malcapitato runner, mentre qualche altro penserà che starsene sul divano sia davvero qualcosa di virtuoso, qualcosa da bravo cittadino zelante, qualcosa cui venire, magari, anche premiato.

Ma non è così.

Il Coronavirus è stato particolarmente aggressivo in Lombardia per via di un mix di fattori altamente pericolosi: elevata percentuale di popolazione anziana, inquinamento costantemente sopra la soglia, gestione non tempestiva dell’emergenza da parte dell’amministrazione regionale, elevata densità abitativa. Ma soprattutto – e i dati dell’Istituto superiore della Sanità lo confermano – il Coronavirus è stato così letale perché siamo un paese di malati cronici, dai fisici indeboliti e con sistemi immunitari compromessi.

E la causa di questa debolezza fisica è appunto la sedentarietà prolungata, che provoca l’insorgenza del diabete, dell’ipertensione e di tante altre malattie facilmente prevenibili con attività fisica costante e moderata.

E quindi i media, anziché promuovere l’attività fisica, la ridicolizzano, la condannano, la espongono alla pubblica gogna. In tempi di emergenza sanitaria, la promozione di uno stile di vita deleterio e la ridicolizzazione dell’UNICO metodo possibile per migliorare la salute italiana con costi bassissimi dovrebbe essere considerato alla pari di un sabotaggio, un tradimento alla Patria, di un attentato alla salute degli italiani.

Perché il messaggio veicolato è pericoloso. Da un lato legittima uno stile di vita che ha prodotto, tra le altre cause, l’elevata mortalità del virus e dall’altro può istigare gli italiani a diventare “cacciatori di streghe”. Chi mi assicura che, dopo il 4 Maggio, quando tornerò a pedalare su strada, non mi si affianchi un SUV dal quale il conducente inizi a insultarmi?

O, peggio, che il conducente decida di fare una diretta Facebook in cui mostra ai suoi amici come mi “mette in riga”, cercando di farmi cadere dalla bici?

Vi sembra illogico e irrazionale?

A me no, finché si veicoleranno messaggi di questo tipo.

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