Se la viabilità del LEGO si dimentica delle ciclabili

26 Maggio 2020

Il popolare marchio danese di giochi da costruzione, LEGO, è sotto i riflettori da qualche mese dopo che un politico olandese, Marcel Steeman, giocando con il proprio figlio, si è accorto dell’assenza di percorsi ciclabili tra le piattaforme su cui costruire città in miniatura e ambientazioni con i vari mattoncini.

Alla domanda “Perché non prevedete anche piste ciclabili oltre che marciapiedi e strade per le auto?”. La casa madre di LEGO ha risposto con un generico “Vendiamo i nostri mattoncini in tutto il mondo e le piste ciclabili hanno simbologie e colori differenti in base allo stato che le realizza, in Olanda sono rosse, in Danimarca azzurre e così via, sarebbe difficile esprimere un messaggio inequivocabile…”

Ma i giocattoli LEGO hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini, mostrare loro che le città non sono delle auto ma delle persone è indispensabile per avere ragazzi e adulti che si approcciano in modo sostenibile alla città e alla mobilità.

Per questo Steeman non si è arreso e grazie all’aiuto di Marco te Brommelstroet, professore associato di pianificazione urbana presso l’Università di Amsterdam, sono nate alcune immagini per mostrare alla LEGO e ai social network come potrebbero essere i famosi mattoncini con un po’ più di spazio per le biciclette.

Ma non finisce qui, grazie al tam tam sui social innescato dal docente universitario, riconosciuto in tutto il mondo come esponente di punta della mobilità ciclistica, il web ha risposto con immagini di vecchi mattoncini LEGO degli anni ’90 dove lo spazio per le auto era inferiore, i marciapiedi più ampi e le ciclabili erano presenti.

Sembra dunque che negli anni LEGO abbia seguito alla lettera i cambiamenti delle nostre città: strade più grandi, auto più grandi (i SUV), meno spazio per i pedoni con marciapiedi che si restringono e nessuna nuova ciclabile.

Brommelstroet non ha abbandonato la presa e sono bastate alcune ricerche per riportare alla luce il passato di LEGO, spesso finanziata dalla multinazionale petrolifera Shell, di cui si è liberata solo qualche anno fa su pressione dei propri clienti che chiedevano una LEGO più sostenibile e attenta all’ambiente.

Come Bikeitalia non possiamo che unirci all’appello perché LEGO decida di inserire tra i suoi bellissimi mattoncini con cui tutti noi siamo cresciuti anche maggiori spazi per la mobilità attiva e più in generale per città più sostenibili, così da dare maggiore slancio alla fantasia delle prossime generazioni.

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