L’Urbanismo Tattico è la chiave per cambiare le città post-pandemia

2 Dicembre 2020

Vogliamo vite più sane e ambienti più puliti, più ampi e maggiormente a contatto con la natura, più tempo per noi e servizi sempre più di prossimità: sono questi alcuni tratti che emergono dalla situazione che abbiamo vissuto e per certi versi stiamo ancora vivendo in questi mesi di pandemia.

E se per qualcuno la riposta a queste necessità è la fuga dalle città per tornare a vivere nei borghi per altri, e soprattutto per gli amministratori, la soluzione deve essere invece di trasformare le città e i comuni per renderli più a misura di persona e più resilienti, capaci di adattarsi ai cambiamenti repentini e di sapere rispondere in modo veloce alle necessità degli abitanti.

Ciclabili temporanee a Parigi

La chiave per questo cambiamento? Almeno sotto il profilo spaziale una grossa mano ci è stata (e ancora ci può essere) data dall’Urbanismo Tattico, e quindi dalla possibilità di adeguare i nostri ambienti in modo semplice e immediato. Del resto l’abbiamo visto più e più volte nel corso di questi mesi: da Parigi a Bogotà, da Berlino a Milano, dai quartieri residenziali di Londra alle strade pedonali di Barcellona, quello che sembrava un movimento di pochi visionari si è tramutato in poco tempo nella soluzione per cambiare dalla sera alla mattina le nostre città.

Piazza Sicilia liberata dalle auto a Milano

E proprio questi cambiamenti, che in certa parte della popolazione erano richiesti da anni, in pochissimo tempo sono diventati oggetto di discussione alla portata di tutti, perché tutti noi viviamo gli spazi urbani e tutti noi abbiamo una percezione diversa degli spazi pubblici.

Ciò che ancora fatica a passare in una certa fascia di popolazione è che cambiare è possibile ma soprattutto è necessario, per il bene di tutti. I cambiamenti innescati e i progetti iniziati devono e dovranno essere giudicati solo quando saranno messi pienamente a regime e quando dalla fase “sperimentale” passeranno alla fase “duratura”, ma proprio in questa transizione si nasconde l’elemento distintivo dell’Urbanismo Tattico, ovvero la capacità di migliorarsi nel tempo a fronte di piccole modifiche che vadano nella soluzione migliore per tutti.

Ciclovia temporanea a Bogotà

Per questo motivo è necessario continuare a puntare su piccoli cambiamenti soft, che nel complesso possono però innescare un cambio duraturo nei comportamenti e nella visione di spazio pubblico e di città, da parte soprattutto di chi vive queste realtà.

Prime proteste “tattiche” in Olanda

Del resto, i primi interventi di Urbanismo Tattico realizzati nei Paesi Bassi risalgono agli Anni ’70, soluzioni che nel lungo periodo hanno resto la nazione una delle realtà più interessanti a livello globale sui temi della mobilità e della pianificazione spaziale. Oggi sappiamo già dove portano queste sperimentazioni, conosciamo i benefici e gli obiettivi, proprio per questo dobbiamo accelerare ed evitare di fare passi indietro, la strada è tracciata e diverse realtà mondiali l’hanno capito ormai da tempo.

Rendere i luoghi dell’abitare e del vivere quotidiano spazi dove al centro della progettazione è messa la persona e l’ambiente circostante, con particolari attenzioni a dare più spazio alle aree verdi e ai servizi di prossimità è un approccio vincente per rivedere non solo le nostre abitudini di mobilità ma anche e soprattutto le nostre scelte di vita.

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