Codice della Strada: attribuite le deleghe al viceministro Alessandro Morelli

4 Maggio 2021

Torna di attualità il tema del Codice della Strada e del suo iter di Riforma in Parlamento. Il 28 aprile scorso, infatti, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) Enrico Giovannini ha attribuito le deleghe ai due viceministri e al sottosegretario del suo dicastero e, in particolare, la materia del Codice della Strada è stata assegnata al viceministro della Lega Alessandro Morelli, già presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dal 21 giugno 2018 al 29 luglio 2020.

Dunque – come si legge nel decreto di nomina – al viceministro Morelli sono state attribuite le deleghe “alle proposte e alle iniziative legislative per la revisione del Codice della Strada” nonché “iniziative per la digitalizzazione delle infrastrutture stradali” e “al coordinamento funzionale delle attività svolte dai Commissario straordinari per gli interventi stradali”. Oltreché una serie di altre materie tra cui l’edilizia scolastica e le attività inerenti gli interventi da realizzare/completare relativamente ai Giochi Olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026.

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A proposito di Codice della Strada, ricordiamo il suo tweet del 24 febbraio scorso quando – da viceministro del MIMS fresco di nomina – il suo primo pensiero fu di “mettere la quinta e andare a 150” (con chiaro riferimento alla sua storica battaglia per l’innalzamento del limite fino a 150 km/h in autostrada, ndr):

Le urgenze nell’agenda della mobilità post Covid, però, riguardano soprattutto gli spostamenti urbani e la redistribuzione dello spazio pubblico nelle città per decongestionare il traffico motorizzato e garantire l’adeguato distanziamento fisico tra le persone: dunque l’ampliamento di marciapiedi e la realizzazione di corsie ciclabili transitorie (da rendere auspicabilmente definitive, ndr) e la moderazione della velocità con più Zone 30 e la realizzazione delle Strade Scolastiche che possono costituire una solida base su cui rifondare la mobilità delle città nel post pandemia.

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Per questo ci auguriamo che l’iter di Riforma del Codice della Strada tenga conto della situazione e persegua quegli obiettivi che già numerose associazioni per la ciclabilità e l’ambiente avevano sostenuto nel corso delle loro audizioni in tempi non sospetti, ben prima di questa emergenza con cui stiamo facendo e continueremo a fare i conti nei prossimi anni.

C’è da dire che l’attribuzione delle deleghe non viene fatta “a scatola chiusa” ma – come si legge nel decreto di attribuzione – “resta, comunque, riservata al Ministro la potestà di diretto esercizio delle competenze inerenti le materie delegate nei casi di particolare rilevanza politica e strategica”. E le recenti dichiarazioni del ministro Giovannini in merito alla volontà di investire risorse e attenzione nella ciclabilità lasciano ben sperare.

Le prossime settimane saranno dunque decisive e daranno un chiaro indirizzo in merito alla ripresa dell’iter parlamentare di Riforma del Codice della Strada: su Bikeitalia terremo monitorato il tema per darne conto ai nostri lettori.

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