Perché il monocorona non va bene per te?

3 Settembre 2021

Perché il monocorona non va bene per te? Con l’avvento delle bici gravel il mondo della bicicletta ha allargato la sua offerta, abbracciando soprattutto coloro che vedono nel “cicloturismo” la possibilità di esprimere appieno il proprio desiderio di avventura; senza spingersi su impegnativi percorsi da MTB, oppure tracciati tecnici come quelli da ciclocross.

In un precedente articolo abbiamo già affrontato le differenze peculiari tra un monocorona, una doppia o una tripla per agevolare “la scelta giusta” di un cicloturista. Cerchiamo ora di affrontarlo da un altro punto di vista. Quando un cicloturista sceglie di pedalare con un assetto da viaggio composto da differenti borse da bikepacking, su percorsi non troppo lineari, davvero la scelta di un monocorona all’anteriore è quella più adeguata?

Primo: la prevalenza di utilizzo

Non è banale innanzitutto approfondire su quali percorsi un cicloturista utilizza prevalentemente la sua gravel.
C’è chi predilige percorsi prevalentemente sterrati, per restare immersi nella natura; percorrere strade prive di traffico e con poche difficoltà, senza alcuna pretesa di guardare velocità media e tempo di percorrenza su salite e discese.
La bici gravel è scelta invece da coloro che prediligono l’asfalto per le posizioni in sella più comode, con pneumatici più grandi che danno maggiore sicurezza su fondi non propriamente perfetti; per la sua versatilità in caso di pioggia o fondi bagnati.

Monocorona Shimano XTR

Infine c’è chi sceglie una bici gravel perché può “pedalare senza confini”. In un utilizzo quotidiano per gli spostamenti casa lavoro, per una uscita nel fine settimana, per una vacanza di più giorni; tra strade bianche e tratti di asfalto, senza alcuna preoccupazione, se non quella di stare attenti alla direzione da percorrere mentre si lascia assorbire da suoni, profumi e colori del mondo che lo circonda.

Come per le MTB, così per le gravel l’orientamento al monocorona anteriore non solo è visto in base ai percorsi che si seguono durante l’anno, ma anche motivato da quanto “carico” si porta sulla bici.

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Vantaggi di un monocorona

  • Il peso. Un monocorona è più leggero, non solo per la guarnitura, ma anche per l’assenza del deragliatore anteriore con cavo, guaina e comando sul manubrio. Ma per biciclette dedicate al cicloturismo il fattore del peso viene preso molto meno in considerazione rispetto a biciclette selezionate per un uso sportivo e dedicate alla massima performance
  • Utilizzo immediato. L’assenza del comando cambio sulla sinistra permette di restare maggiormente concentrati su altro: la frenata, la cambiata in situazione di carico senza pericolo di slittamento di catena nel passaggio da una corona all’altra.
  • Meno ingombro. Come si usa dire: “quello che non c’è non si rompe”. Se si opta per un monocorona non si ha il rischio di incorrere in danni al deragliatore anteriore, dato che non c’è. Questa assenza permetterà di sfruttare un po’ meglio il telaio stesso con borse leggermente più ampie che possono arrivare a sfruttare tutto lo spazio disponibile sui tubi della bici senza dover necessariamente montare portapacchi o altri accessori.
  • Estetica/eleganza | Un monocorona è sicuramente più bello da vedere, perché rende la visione laterale della bici più “leggera”, meno impegnativa perché permette di distinguere meglio tutte le linee del telaio (soprattutto in prossimità del movimento centrale).
Mtb montata con guarnitura monocorona Shimano

Vantaggi di un doppia corona

  • Tempi di usura e costi. Un sistema a doppia corona garantisce un’usura della catena e della trasmissione in generale inferiore rispetto al monocorona. Ciò comporta notevoli risparmi di tempo e di costo per la sostituzione più di catena, pacco pignoni e corone.
  • Maggiore libertà. Un utilizzo di una corona doppia all’anteriore garantisce maggiore possibilità di scelta dei tracciati. Grazie all’ampia gamma di rapporti a disposizione (alcuni anche ridondanti), facilitano soprattutto i cicloturisti meno allenati.
  • Range di rapporti. Un sistema a doppia corona offre maggiore possibilità di trovare un rapporto di pedalata più adatto al terreno che si sta percorrendo. Oltreché al proprio stato di forma in quel momento. Avere una corona doppia offre minore scarto tra un rapporto e l’altro consentendo cambiate più fluide; un più facile trasferimento di potenza e quindi una facilità di ripartenza, soprattutto su salite non troppo ripide.
  • Maggiore velocità. La presenza di rapporti molto lunghi, e di conseguenza la possibilità di avere sviluppi metrici maggiori consente ai possessori di un sistema a doppia corona di affrontare i tratti in piano ad andature più elevate con possibilità di cadenze di pedalata inferiori rispetto al monocorona.

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Utilizzo del monocorona

L’utilizzo del monocorona, allora è da prediligere soprattutto su tracciati prevalentemente sterrati e percorsi ad andature elevate. Nei single track non troppo impegnativi, come anche in situazioni di bagnato e fango, l’assenza del deragliatore anteriore fa diminuire il rischio di caduta della catena e di possibili rallentamenti dovuti al passaggio di corona. È altresì consigliabile con bici poco carica: è vero che c’è la possibilità di utilizzo di borse leggermente più ampie, tuttavia il monocorona porta con sé alcuni limiti: maggiore usura e costi, assenza di rapporti molto lunghi, una percentuale di incremento dei rapporti più limitata.

Monocorona GRX
Guarnitura monocorona Shimano GRX

Sram sui gruppi monocorona ha un range di cambiata molto ampio, dato dalla cassetta pignoni 10-50, unito ad una corona da 38, 40 o 42T, che facilita la giusta agilità anche nei tratti più duri.
Lo sviluppo metrico di Sram permette di passare da 8,78 mt del rapporto 40/10 con una velocità a 80rpm di 42,10 km/h a 1,74 mt del 40/50 con una velocità a 80 rpm di 8,4 km/h.
Anche il Campagnolo Ekar può essere un’ottima alternativa, magari con un pacco pignoni 10-44 e corona da 38T o 40T.

Guarnitura monocorona Campagnolo Ekar


Lo sviluppo metrico di Campagnolo Ekar permette di passare da 8,77 mt. del rapporto 40/10 con una velocità a 80rpm di 42,10 km/h a 1,99 mt. del 40/44 con una velocità a 80rpm di 9,6 km/h

Versatilità del 2X

Ma per i bikers che si approcciano al mondo del cicloturismo, e per quelli meno votati alle “prestazioni agonistiche” e più per i viaggi a lunga percorrenza con un bikepacking importante, o semplicemente per quelli che intraprendono un viaggio alla scoperta di territori senza la pretesa di raggiungere una meta prefissata, la corona doppia è quella più consigliata. Senza essere presi dalla moda del momento, la valutazione principale è data anche dal proprio gradi di allenamento, dall’abitudine di pedalata (se si arriva ad esempio dalla bici da corsa) e dal fatto di avere a disposizione una gradualità della scala posteriore e il maggior numero di combinazioni possibili, così da avere sempre una buona cadenza di pedalata.

Gruppo Shimano GRX disponibile sia con guarnitura monocorona che 2X

In commercio Sram e Shimano offrono diverse combinazioni per quanto riguarda le trasmissioni 2X.
Prendiamo ad esempio il gruppo GRX di Shimano. La doppia corona offre le combinazioni 48/31 o 46/30 per con pignoni posteriori che generalmente seguono una scala che parte dal 11 per arrivare al 34 o 36.
Il vantaggio della corona 2X di Shimano per la tipologia di cicloturisti appena indicata è evidente.

Sviluppo metrico

Lo sviluppo metrico del GRX 2×11 (corone 46/30 – cassetta 11/34) permette di passare da 9,17 mt del rapporto 46/11 con una velocità a 80 rpm di 44 km/h a 1,93 mt del 30/34 con una velocità a 80 rpm di 9,3 km/h.
Come per gli altri monocorona lo sviluppo metrico del GRX 1×11 (corona 40 – cassetta 11/42) invece permette di passare da 7,97 mt del rapporto 40/11 con una velocità a 80rpm di 38,4 km/h a 2,08 mt del 40/42 con una velocità a 80 rpm di 10 km/h.

parco della sila ciclovia dei parchi della calabria
Bici gravel Canyon Grizl montate Shimano GRX 800 (all’anteriore con 2X da 48-31 denti)

Concludendo

Insomma, su bici gravel soprattutto, ma anche su MTB, ai cicloturisti meno votati all’agonismo e più alla ricerca del “viaggio (breve o lungo che sia) come scoperta” una doppia corona porta i suoi vantaggi: su terreni differenti, in condizioni di carico importante, con condizioni di allenamento non da “pro”, permette di approcciare in modo “differente” e più serenamente il percorso che si vuole affrontare.

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