Monocorona, doppia o tripla? La giusta scelta per il cicloturista

11 Marzo 2020

Monocorona, doppia o tripla? Per un cicloturista qual è la scelta corretta? Esiste in assoluto una soluzione migliore delle altre?

Io credo che questo sia uno dei quesiti più diffusi tra chi, per un motivo o per l’altro, sta iniziando a percorrere i primi passi nella direzione del cicloturismo. Questa domanda ci viene posta davvero molto spesso, durante i corsi di meccanica o gli eventi vari durante i quali noi del team di Bikeitalia ci troviamo a contatto con moltissimi appassionati di ciclismo a chiacchierare del più e del meno.
In questo articolo cercheremo di darvi delle linee guida per aiutarvi nella scelta della tipologia di guarnitura con la quale allestire la vostra bici da turismo.

Innanzitutto è importante comprendere le differenze tra una guarnitura monocorona, una guarnitura doppia e una guarnitura tripla, dopodiché ognuno dovrà capire che tipologie di viaggi affronterà con la propria bicicletta e quindi conoscere la propria esigenza.
Non esiste la soluzione perfetta, esiste la soluzione migliore.

Le tipologie di guarniture si differenziano proprio sulla base del numero delle corone che montano su di sé.
La guarnitura che prevede una corona sola la definiremo “monocorona” e questo è il sistema ormai in auge nel mondo della Mtb e spesso usato anche nel ciclocross (e sempre più presente nel gravel).
La guarnitura con due corone sarà definita “doppia”, che è un sistema presente da generazioni sulle biciclette da corsa e per un periodo è appartenuto anche alla Mtb, lasciando però il posto negli ultimi anni ai sistemi monocorona.
La guarnitura con tre corone la chiameremo “tripla”. La tripla oggi è la guarnitura meno diffusa nonostante dopo il suo avvento, risalente a qualche decennio fa, ogni Mtb degna di questo nome doveva averla. Questo sistema è stato inizialmente apprezzato così tanto che per un breve periodo è apparso anche su alcuni gruppi da corsa, ma è durato poco, lasciando di nuovo spazio alla doppia.

Le differenze tra un monocorona, una doppia e una tripla, seppur minime, generano delle differenze importanti sulla bicicletta:

Differenze di peso

la presenza di corone in più pesa ma senza essere una differenza significativa, il salto grande è quello dal monocorona alla doppia, dove in un caso non si ha il deragliatore anteriore con cavo, guaina e comando sul manubrio, mentre nell’altro caso c’è tutto. Non è raro vedere ciclisti che passano da guarniture doppie a sistemi monocorona (anche su bici da corsa) perché sono alla ricerca di un peso della bici sempre più contenuto. Anche la scelta della doppia piuttosto che la tripla a volte viene fatta per risparmiare qualche decina di grammi.
Per biciclette dedicate al cicloturismo il fattore del peso viene preso molto meno in considerazione rispetto a biciclette selezionate per un uso sportivo e dedicate alla massima performance.
Forse su qualche gravel in carbonio concepita più per allenamenti alternati con la bici da corsa e a eventi tipo la “Nova Eroica” qualche etto risparmiato potrebbe dare dei piccoli vantaggi, ma credo che in questi casi siamo quasi usciti dai tanti significati di cicloturismo.

Differenza di ingombro

Come si usa dire: “quello che non c’è non si rompe”. Se su una bicicletta dedicata al turismo si optasse per un monocorona non si avrebbe il rischio di incorrere in danni al deragliatore anteriore, dato che non c’è.
Bisogna ricordarsi anche che lo spazio a disposizione su una bici per turismo è sacro, ma ovviamente questa affermazione è declinabile in diversi modi:
Se si possiede una Mtb (tendenzialmente front suspended o rigida se si usa per viaggiare) o una gravel con le quali si fa del cicloturismo caratterizzato da un grande spirito di avventura con tanto off-road ma su distanze tutto sommato brevi (0-800 km circa), allora un classico allestimento sarà quello in stile “bikepacking”, sfruttando quindi tutto lo spazio disponibile sui tubi della bici stessa senza dover montare portapacchi o accessori vari. In questo caso la presenza di un monocorona vi permetterà di sfruttare un po’ meglio il telaio stesso non avendo il deragliatore anteriore, e lo spazio sul manubrio con un comando in meno per le Mtb.
Se invece il vostre esperienze da cicloturisti sono o saranno nell’ordine dei 1000 km o più con tanto di portapacchi e un carico nelle borse laterali ben superiore a ciò che permette il bikepacking, allora non sarà il caso di preoccuparsi per un piccolo ingombro in più di questo tipo e potrete optare tranquillamente per una doppia o per una tripla.

Diversi “range” di sviluppi metrici

Tendenzialmente la presenza di più corone significa la possibilità di avere un range di sviluppi metrici più ampio, quindi in sostanza sarebbe come dire “più corone, più rapporti”.

Innanzitutto ricordiamo che lo sviluppo metrico è la distanza percorsa dalla ruota della bicicletta (quindi dal ciclista sulla bici) ogni giro completo di pedivella.
Più lo sviluppo metrico è lungo, più si tratta di rapporti duri da spingere, non votati a l’agilità di pedalata ma che permettono di pedalare anche ad alte velocità di percorrenza senza esagerare con il numero di giri al minuto, ovvero gli “rpm”.
Più lo sviluppo metrico è corto, più si tratta di rapporti agili che consentono di pedalare a un alto numero di giri al minuto anche a basse velocità di percorrenza, quindi si parla di rapporti dedicati alla salita.
Lo sviluppo metrico si calcola facendo il rapporto (frazione, divisione) tra il numero di denti della corona anteriore e il numero di denti del pignone posteriore sui quali sta girando la catena, questo rapporto poi va moltiplicato per la circonferenza esterna del copertone da gonfio.

Tuttavia potrebbe essere possibile che un setting con monocorona abbia un range migliore per un certo tipo di utilizzo anche da turisti piuttosto che con una tripla.
Ricordatevi che ogni deragliatore posteriore ha delle tolleranze precise, che per questioni di conformazione del parallelogramma e lunghezza della sua gabbia devono essere rispettate.
Queste tolleranze servono per capire che dentature minime e massime potete avere sul pignone piccolo e sul pignone grande e la differenza massima di denti che potete avere tra la corona grande e la corona piccola. Questo è sempre un fattore da considerare nel ragionamento sugli sviluppi metrici che volete ottenere se state scegliendo una bicicletta nuova, un gruppo nuovo o anche semplicemente di fare un upgrade a ciò che avete già.

Facciamo un esempio di confronto di sviluppi metrici tra un sistema con tripla e un monocorona:
se su una bicicletta abbiamo una tripla 26-36-48 T tipo la Deore di Shimano, ma con al posteriore un pacco pignoni 11-36 T vorrebbe dire che il rapporto più agile sarebbe 26/36 e quindi 0,72 mentre il rapporto meno agile sarebbe 48/11 e quindi 4,36.
Con un setting da monocorona con 34 T all’anteriore ma un pacco pignoni al posteriore 11-46 abbiamo un rapporto più agile di 0,74 e un rapporto meno agile di 3,09.
Come si può notare confrontando i risultati abbiamo ottenuto sul rapporto più agile quasi la stessa cifra ma quello che cambia molto è il rapporto più lungo, quello per la discesa, infatti ipotizzando di avere una circonferenza esterna di copertone di 2 m lo sviluppo metrico nel primo caso sarebbe di 8,72 m (41,86 km/h a 80 rpm) e nel secondo caso di 6,18 m (29,66 km/h a 80 rpm).
Come notate con i due sviluppi metrici maggiori a 80 rpm le velocità cambiano di circa 12 km/h.

Ora occorre chiedersi se con una bici da turismo si passerà tanto tempo a pedalare a queste velocità, o piuttosto se in discesa più che la trasmissione ci si vuole preoccupare dei freni.
Un monocorona potrebbe essere indicato se si dovesse caricare tanto la bici e quindi si potrebbero sfruttare molto di più i rapporti agili e meno i più lunghi, ma come scelta sarebbe giustificata anche dal bisogno di liberare spazio e ingombrare meno, e dal fatto che “ciò che non c’è, non si rompe” come descritto nel punto precedente.
Oppure una scelta come il monocorona potrebbe essere valida per Mtb dedicate a turismo di pochi giorni in stile bikepacking, pensando a viaggi avventurosi esclusivamente o prevalentemente su sentieri sterrati.

Tempi di usura della catena e costi

Esiste un fatto innegabile: un sistema monocorona aumenta notevolmente l’usura della catena e della trasmissione in generale, portandosi dietro un investimento notevole nel tempo per sostituire più di frequente catena, pacco pignoni e corone, per non parlare dei rischi di rottura in un villaggio sperduto in Nepal o in Madagascar. In questa situazione trovare i ricambi per un sistema molto sofisticato quale è il monocorona (11 V o 12 V) potrebbe essere più difficile del previsto.

Io ho sempre usato molto la bicicletta per spostarmi, per fare sport e per qualche esperienza da turista, avendo avuto ogni tipo di bicicletta con i vari sistemi in commercio ho potuto constatare che a parità di km, di tipo di utilizzo e di cura regolare del proprio mezzo (pulizia regolare e buona lubrificazione) i sistemi più duraturi sono sempre stati quelli con la tripla all’anteriore, dato che permettono di lavorare il più possibile con la catena allineata sulle varie combinazioni di rapporto.
Io credo che una soluzione con la tripla all’anteriore, che sia un sistema 3×9 o 3×10 potrebbe essere la soluzione migliore per chi parte per un viaggio importante in luoghi abbastanza sconosciuti lontani dalle varie forme conosciute di civiltà, perché si usura tutto molto lentamente e se dovesse capitare qualcosa in un modo o in un altro si riesce a risolvere tutto.
Invece quando si valutano sempre vacanze o viaggi in luoghi dove i meccanici di bici e i negozi di ricambi esistono si può stare più tranquilli scegliendo una doppia o anche un monocorona.

Ora si dovrebbero comprendere le differenze che si hanno sulla bicicletta da turismo se si volesse montare un sistema monocorona, anziché una doppia o una tripla.
Avviandoci verso la fine proviamo ad analizzare qualche esigenza specifica del ciclista, e non della bicicletta, per le quali potrebbe valere la pena di spendere qualche minuto per la scelta corretta della guarnitura.

Abitudine del ciclista

Una doppia o un monocorona credo che siano entrambe scelte più che valide per le avventure in bikepacking leggero o pesante, per giri di 2 giorni o anche 2 settimane. Magari per tutti questi casi, dai trail organizzati alle avventure improvvisate tra amici, si potrebbe scegliere se monocorona o guarnitura doppia sulla base delle proprie abitudini, quindi se si arriva dalla bici da corsa con la doppia si sceglierà un allestimento con doppia anche per la bici da turismo, se invece si arriva dalla Mtb con un monocorona ci si può orientare su questo versante.

Agilità di pedalata

Si potrebbe adottare come criterio di scelta per il sistema migliore per sé la tipologia di pedalata che si predilige, se molto agile o piuttosto sempre a basse cadenze, facendo prima un paio di conti sugli sviluppi metrici di un certo allestimento e di un altro per poi paragonarli, proprio come spiegato nel punto dedicato al discorso dei “range di sviluppo metrico”.
In questo caso ci si orienterà su un monocorona, su una doppia o una tripla non tanto per il tipo di bici, per la scelta delle borse o per questioni legate ai tracciati che si percorreranno ma sulla base del proprio gusto di pedalata in termini di agilità.
Nell’eventualità di qualche upgrade all’allestimento presente ricordatevi di verificare sempre prima le tolleranze dei deragliatori posteriori, come ho già descritto in precedenza.

Grado di allenamento

Il grado di allenamento del ciclista è un fattore da considerare sempre in una scelta come questa.
Se ci si conosce molto bene e si sa che il proprio grado di allenamento è davvero buono allora la scelta si fa più semplice perché non si dovrebbero riscontrare particolari difficoltà nel superare certi ostacoli anche se i rapporti che ho a disposizione non spaziano poi così tanto (soprattutto verso i rapporti agili).
In caso contrario, cioè quando il proprio allenamento (precedente al viaggio o in generale durante tutto l’anno) non è propriamente adeguato per permetterci di ottenere una forma fisica smagliante una scelta più saggia potrebbe essere quella di studiarsi un bel sistema con una doppia o una tripla all’anteriore e un bel range di rapporti al posteriore, così da avere la possibilità di adeguarsi meglio ad ogni pendenza o tipo di terreno che si affronterà, anche con una bicicletta molto carica. In questo caso un bel gruppo dedicato alla Mtb con una doppia o una tripla all’anteriore potrebbe essere una scelta valida.
E’ bene ricordare che il grado di allenamento deve essere comparato anche alla scanalatura (ovvero al numero di pignoni) che si vanno a montare. Per esempio il nuovo gruppo Shimano 1×12 per mtb permette di raggiungere un’accoppiata 30T davanti e 51T dietro, che presenta uno sviluppo metrico molto basso e permette di non piantarsi anche su strappi impervi. Quindi non sempre la scelta del monocorona richiede un grado di allenamento maggiore. Ciò che conta quindi è sempre controllare quali siano i rapporti disponibili e valutare se questi siano adatti al vostro stato di forma e alla vostra “gamba”. Inoltre entrano in gioco anche variabili ambientali: spingere rapporti lunghi su asfalto è molto più facile che spingerli su sterrato o nel fango e anche questa variabile va tenuta in considerazione, poiché determinerà sia il grado di affaticamento al quale dovrete far fronte sia la velocità di marcia del vostro viaggio.

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