“Urbanistica e mobilità sostenibile”, Omar Di Felice dialoga con Matteo Dondé [video]

25 Ottobre 2021

La pedalata dell’ultracyclist Omar Di Felice verso la COP26 di Glasgow, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima, prosegue per le strade d’Europa. Domenica 24 ottobre la missione “Bike to 1.5°C” ha fatto tappa a Friburgo, città tedesca faro per la ciclabilità con le sue fahrradstraße e dove l’utilizzo dell’auto privata riguarda soltanto uno spostamento su cinque (come emerso anche a febbraio scorso nel corso del simposio digitale Mobilitars 2021 organizzato da Bikenomist).

Friburgo: città per biciclette e pedoni

Al suo arrivo, Omar Di Felice ha dedicato un post entusiasta all’atmosfera che si respira in questa città a misura di biciclette e di persone: “Arrivare a Friburgo, dopo 190 km e 2000 metri di dislivello e trovare una città in mano alle biciclette e ai pedoni è una delle note più positive del viaggio affrontato sin qui. Una città esemplare per la gestione e l’efficienza energetica, con zone vietate al traffico veicolare e un ambiente urbano che sembra la normale prosecuzione del contesto naturale in cui sorge, la foresta nera. Un esempio che andrebbe replicato a partire dalle nostre città italiane”.

E, a corredo del testo, ha pubblicato una foto dall’alto scattata con il drone che lo segue in questa spedizione da Milano a Glasgow per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici.

Omar Di Felice foto scattata dal drone a Friburgo su una strada a priorità ciclabile
Omar Di Felice: mobilità sostenibile a Friburgo

Omar Di Felice dialoga con Matteo Dondé

La tappa di Friburgo si è chiusa con una diretta social in cui Omar Di Felice ha dialogato con Matteo Dondé – architetto urbanista, direttore scientifico per Bikeitalia.it e Bikenomist – che da 20 anni si occupa di mobilità ciclistica, moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pubblici per dare strada alle persone.

Nel corso della chiacchierata di circa un’ora sono stati affrontati molti temi inerenti alla mobilità sostenibile, dalle “Città 30 km/h” fino all’elevato tasso di motorizzazione in Italia che è circa il doppio di quello di molti capitali europee e va ridotto per poter redistribuire lo spazio pubblico a favore delle persone: sottraendolo alle auto, che stanno ferme per il 92% del tempo.

Ecco la registrazione integrale dell’incontro “Urbanistica e mobilità sostenibile: la sfida delle città del futuro”:

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