Le balle di Striscia la Notizia su ciclabili e segnaletica stradale

27 Ottobre 2021

Nelle ultime settimane Striscia la Notizia, il tg satirico di Antonio Ricci in onda su Canale 5, ha trasmesso una serie di servizi sulle nuove corsie ciclabili e la segnaletica stradale in alcune città mettendo alla berlina i lavori realizzati dai Comuni e dando ai telespettatori la netta sensazione che fossero stati fatti male o al di fuori delle regole. I servizi dell’inviata Chiara Squaglia sono stati confezionati proprio per dare quest’impressione, ma la realtà è ben altra.

Non è la prima volta che mi capita di occuparmi di Striscia la Notizia su Bikeitalia (per il pasticciaccio brutto che hanno fatto con un loro pessimo servizio sulla sicurezza stradale in Via Merulana devono ancora chiedere scusa, ndr) ma spero francamente che sia l’ultima: dopo aver ricevuto diverse segnalazioni su questi servizi andati in onda nelle ultime settimane mi sono sentito in dovere di scriverne. D’altra parte la nostra testata si occupa da sempre del tema della sicurezza stradale e questa battaglia di civiltà deve fare i conti con i tanti ostacoli e bastoni tra le ruote che vengono sistematicamente messi allo sviluppo della mobilità ciclistica.

Striscia la notizia ciclabile

I servizi andati in onda su Canale 5, realizzati dall’inviata di Striscia la Notizia Chiara Squaglia, seguono più o meno tutti lo stesso schema: si va sul posto, si presenta la realizzazione come sbagliata/fatta male, si documenta la presunta irregolarità chiedendo il parere ai passanti, si inserisce il contributo filmato di una persona presentata come esperto (sempre la stessa, ci torneremo in seguito, ndr) che boccia senza appello la ciclabile o l’intervento in segnaletica in oggetto; in coda servizio, a volte, c’è una minireplica di pochi secondi affidata all’assessore competente in materia che, puntualmente, in televisione finisce per passare come incompetente perché il montaggio taglia-e-cuci del servizio di Striscia la Notizia non dà il giusto spazio al suo pensiero.

Striscia la Notizia contro le corsie ciclabili

Ecco: Striscia la Notizia, che come mission principale ha quella di fare audience nel prime time di una rete ammiraglia di Mediaset, confeziona una serie di servizi-fotocopia suggestionando il pubblico di telespettatori (ahimè, milioni di persone, ndr) con titoli in sovrimpressione come “Cuneo, segnaletica da capogiro” (13 ottobre 2021), “Ciclabili folli, la corsia dei sopravvissuti a Livorno” (21 ottobre 2021), “Corsie ciclabili da pazzi” (25 ottobre 2021) e sul sito della trasmissione con la spiegazione “Chiara Squaglia prosegue nel suo tour alla ricerca delle corsie ciclabili più folli (e pericolose) d’Italia. Questa volta tappa a Genova”.

Ma la cosa ancora più grave è che questi servizi di Striscia la Notizia raccontano balle, spacciano per verità ciò che verità non è. E, per farlo, si rivolgono sempre a una stessa persona individuata come esperto sul tema: Enrico Bonizzoli, titolare della ditta Beyond Sas cioè una «società al servizio di imprese ed istituzioni impegnate nello sviluppo di prodotti e progetti applicati alla mobilità ed alla sicurezza stradale. Particolare attenzione è dedicata alla segnaletica e alle sue importanti valenze nell’organizzazione del traffico», come specificato sul sito aziendale. Dunque si tratta di un semplice consulente che si occupa di segnaletica e sicurezza stradale: perché non interpellare un esperto del MIMS (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili) titolato a dare un parere e un’interpretazione autentica delle realizzazioni di ciclabili e segnaletica?

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Peraltro non è affatto vero che queste novità non siano normate dal Codice della Strada: la corsia ciclabile (che è diversa dalla pista ciclabile, ndr) è stata introdotta dal decreto legge n. 76 del 16/07/2020, convertito con modificazioni nella legge n. 120 del 11/09/2020. E sull’applicazione della normativa esiste un documento di 40 pagine – disponibile in download gratuito anche su Bikeitalia – redatto da un pool di esperti in cui viene indicato come progettare correttamente le nuove corsie ciclabili in base all’aggiornamento della normativa.

Spiace constatare come il tema della ciclabilità e della sicurezza stradale sia trattato ancora una volta da Striscia la Notizia in modo così superficiale e fuorviante. Come avevo già avuto modo di scrivere in un’altra occasione: “Nella guerra sulle strade la prima vittima è chi pedala: nella rincorsa degli indici di ascolto, invece, a farne le spese sono l’accuratezza e la verità dei fatti”. La strage sulle strade in Italia nel 2020 ha mietuto 2.395 morti e quasi 160.000 feriti: fare satira sulle novità introdotte dal Codice della Strada e presentarle come pericolose follie ritengo sia intellettualmente disonesto. Su Bikeitalia continueremo a sottolineare tutte le storture di un sistema dell’informazione che presenta le opinioni spacciandole come fatti: la sicurezza stradale è un tema troppo serio e delicato. Per questo va presidiato e difeso, giorno per giorno.

Da oggi “Striscia la Notizia” entra nei temi del momento: monitoreremo attentamente il loro operato sulle materie che ci stanno a cuore, perché sulla sicurezza stradale continueremo ad essere sempre in prima linea.

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Commenti

12 Commenti su "Le balle di Striscia la Notizia su ciclabili e segnaletica stradale"

  1. luigi casini ha detto:

    Buon giorno. Sono un ciclista livornese. Non conosco la normativa riguardo le ciclabili però vorrei fare una considerazione sulla ciclabile “incriminata” da Striscia. Indipendentemente dalla regolarità della esecuzione che non voglio mettere in dubbio, domando: ma non sarebbe stato più sicuro porre la ciclabile adiacente al marciapiede con il parcheggio auto sulla sinistra? Al momento bisogna infatti stare attenti oltre che alle auto in circolazione, anche alle auto che parcheggiano o che escono dal parcheggio, che devono per forza invadere la ciclabile stessa?

  2. Enrico Bonizzoli ha detto:

    Caro Manuel Massimo, la ringrazio per la risposta, ma non ha evaso la mia domanda ed in più ha aggiunto una serie di inesattezze una su tutte riguardo gli attraversamenti pedonali colorati, come indicato nella normativa che Lei stesso cita al punto 5, si evince che gli attraversamenti pedonali NON possono essere colorati con vernice, ma eventualmente si può ottenere la colorazione in pasta nel conglomerato. Non mi risulta aver affermato nulla di diverso. Quanto alla sua ultima affermazione, mi trova pienamente d’accordo, come professionista io condanno tutto ciò che NON è a Norma e mette in pericolo la sicurezza soprattutto dei più deboli, quindi Lei è concorde con me!

  3. Lorenzo ha detto:

    Le corsie ciclabili servono, perché forniscono alle bici uno spazio che altrimenti non ci sarebbe. In Italia, purtroppo, la maleducazione della minoranza, legittimata dal senso di impunità ha spesso il sopravvento. Venerdì, ho percorso la corsia di viale monza a Milano; da Loreto a Turro ho contato almeno 20 auto (soprattutto in corrispondenza di bar) e 2 camion tranquillamente parcheggiati sulla corsia.
    Per dire, qualche multa in più non guasterebbe..

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