Il ruolo di una guida cicloturistica è molteplice e complesso. È la persona a cui l’escursionista o il viaggiatore si affida per godere della propria esperienza o per poter vivere nella pienezza il proprio cicloviaggio. La guida deve saper gestire le eventuali difficoltà che possono insorgere durante il tour e deve creare un clima positivo e collaborativo all’interno del gruppo.
Il lavoro sul campo
Ci sono alcuni aspetti che attengono direttamente al suo “lavoro sul campo” ovvero: saper pianificare e guidare itinerari cicloturistici quindi conoscere a fondo il territorio in cui opera, scegliendo percorsi adatti al livello di esperienza e alle caratteristiche del gruppo. Ha il compito di valutare le condizioni meteorologiche del traffico e del fondo del terreno, garantendo la sicurezza dei ciclisti. Deve essere responsabile dei mezzi e dell’attrezzatura, intervenendo in caso di guasti meccanici o imprevisti. Durante il viaggio deve monitorare il ritmo del gruppo, assicurandosi che nessuno resti indietro e che l’andatura imposta sia sostenibile per tutti. La guida deve essere in grado di rispondere alle domande dei ciclisti e di fornire assistenza tecnica in caso di necessità.

Deve saper trasmettere la sua passione per la bicicletta e per il territorio ai ciclisti. Una guida che non trasmette questa passione agli ospiti perde di credibilità.
Con l’acquisizione di maggior esperienza deve poter pianificare soste e punti di ristoro, organizzando in collaborazione con guide turistiche locali autorizzate, visite ed esperienze culturali e naturalistiche dei luoghi attraversati.
La conoscenza e la relazione con il territorio
Uno degli elementi più importanti però per ambire ad essere una guida 2.0, è la capacità di creare una connessione permanente con il territorio e valorizzare i propri contatti in funzione della costruzione dell’esperienza o del pacchetto turistico da sottoporre al tour operator. È piuttosto importante infatti che la scelta di un viaggio, insieme all’itinerario, venga elaborato principalmente da chi conosce in profondità i luoghi e le persone che accompagneranno i cicloturisti durante tutto l’arco della loro esperienza. Chi meglio di una guida in bicicletta saprà trasmettere le esigenze di chi viaggia in bicicletta agli operatori e a chi offre ospitalità lungo il percorso? Il professionista sarà il naturale tramite tra viaggiatori e strutture ricettive, tra gli stessi uffici turistici del territorio e ciclisti poiché la guida è a sua volta un fine valutatore dei servizi e delle necessità di chi viaggia.
In sostanza quindi la guida può considerarsi un ambasciatore del cicloturismo e del territorio in cui opera.

La collaborazione con i tour operator e le strutture ricettive
Un tour operator o agenzia che desideri offrire dei pacchetti ha bisogno di un professionista che sia in grado di creare e guidare le scelte su itinerari, strutture e servizi presenti sul territorio. Hotel e ristoranti che abbiano interesse a definirsi “bike-friendly” possono dialogare con la guida che grazie alla sua esperienza può suggerire alcune scelte di ordine pratico ma anche comunicativo.

Un ruolo importante che la guida può svolgere è quella del mediatore culturale, un medium che opera per facilitare l’interazione, la collaborazione e la convivenza negli ambienti, soprattutto laddove l’itinerario si sposta in luoghi sconosciuti ai partecipanti o dove i cicloturisti non hanno confidenza con culture, lingue e pratiche diverse rispetto all’ambiente domestico.
Promuovere il cicloturismo significa promuovere il territorio
Uno degli aspetti che riguarda chi pianifica e lavora nell’incoming, è comprendere che promuovere il cicloturismo significa promuovere il territorio. Una buona guida deve saper valorizzare le risorse locali, sostenendo attività economiche e culturali, spesso sa essere attento alle risorse non massificate, alle specialità e tipicità del territorio.
La sua sensibilità può favorire l’ascolto delle persone che durante un viaggio o un’esperienza si incontrano lungo l’itinerario. Può condurre un filo logico lungo tutta l’avventura che il gruppo va a vivere, offrendo più punti di lettura di storie e racconti raccolti e che possono sedimentare fino alla fine dell’esperienza e oltre.

In fondo il viaggio lento, sia esso a piedi o in bicicletta, ha il vantaggio di poter raccogliere elementi, informazioni ed emozioni lungo tutto il suo tragitto. Sensazioni che si amplificano grazie al continuo contatto con l’ambiente, con la natura e il paesaggio.
Oltre a queste competenze tecniche e organizzative, una guida cicloturistica deve ovviamente possedere anche buone capacità comunicative e relazionali. Deve essere paziente, affidabile e sempre disponibile ad aiutare i viaggiatori.
In sintesi, la guida cicloturistica è un professionista che svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza, il divertimento e la soddisfazione dei viaggiatori ma può e deve essere la persona che opera trasversalmente nei rapporti tra tour operator e fornitori di servizi. Questo ruolo gli viene affidato poiché conosce bene il cicloturista e la scenografia che il viaggiatore vivrà da protagonista nel suo personale film dall’inizio alla sigla di coda.
Formazione: il Forum del Cicloturismo

Per evitare il rischio improvvisazione e approfondire il ruolo della guida cicloturistica, il 5 aprile a Bologna Active Italy terrà una sessione di formazione intitolata “Qualità e competenze ricercate dal mercato nella guida cicloturistica, figura professionale di accompagnamento dei turisti in bicicletta. Esempi e casi studio sulla collaborazione tra guide cicloturistiche e tour operator specializzati.”
ActiveItaly è una Rete di imprese per il turismo attivo e sostenibile nata a luglio 2020. Ne fanno parte più di 30 tour operator e agenzie viaggi del settore del turismo attivo e sostenibile (cicloturismo, trekking, arrampicata, barca a vela).




















ESATTO. confermo tutto quanto scritto da Jennifer! l’assenza di una normativa nazionale che riconosce e disciplina la professione di guida cicloturistica, penalizza fortemente chi come noi ha svolto regolari corsi di formazione professionale (anche a pagamento!) riconosciuti e promossi dalla Federazione Ciclistica Italiana. Mentre si moltiplicano una miriade di pseudo corsi abilitanti alla professione di guida o accompagnatore cicloturistico, promossi dalle asd, che rilasciano attestati a seguito di corsi della durata di un weekend!!!
Ovviamente in questa situazione regna la confusione e l’improvvisazione..a discapito della qualità dei servizi!
Buongiorno articolo in linea con quello che è il mio pensiero in merito alla figura Guida Cicloturistica Sportiva .Parlate di “professionalità “,peccato che il 90 per cento delle “guide “ lavorano “in nero “,perché magari è “il secondo lavoro “….ma soprattutto non c’è nessuna legge specifica che ci tuteli e riconosca come categoria !
Mi chiamo Jennifer Scadassa e sono una guida cicloturistica sportiva e tecnico TA2 (con corso federale F.C.I. )…ma poco importa perché ritrovo a fare le guide gente improvvisata e non siamo riconosciuti! Aggiungo pure per quanto riguarda la mia zona …per 5/6 mesi all’anno figure molto importanti per numerosi hotel ..ma SOTTOPAGATI