Eventi

InSuperAbile: a piedi e in bici la staffetta dell’inclusione

InSuperAbile: a piedi e in bici la staffetta dell’inclusione

Dal 29 agosto al 6 settembre InSuperAbile, la terza edizione della staffetta dell’inclusione.

Che ognuno faccia la propria parte. Per dare un segnale in questo senso, cosa c’è di meglio di una staffetta? Quelli di InSuperAbile lo fanno dal 2021. E anche quest’anno, con la terza edizione della staffetta dell’inclusione. Persone con e senza disabilità, con e senza patologie a sensibilizzare sul valore dell’inclusione, che non è dare a qualcuno “la possibilità di”, ma costruire dall’inizio qualcosa alla quale tutti sentano di appartenere.

2700 i chilometri percorsi finora, 140 comuni coinvolti, dove si sono tenuti incontri informali e istituzionali. Il prossimo mese andranno aggiunti al conteggio i 300 chilometri della staffetta 2024, questa volta tutta lombarda.

InSuperAbile Programma 2024

Si svolgerà da giovedì 29 agosto a venerdì 6 settembre. Nove giorni, nove frazioni sulla via dell’Oglio. Si parte dalla fonte del fiume, presso il Passo del Tonale, a 1.883 metri di altezza, per arrivare a Brescia. Unendo, come è consuetudine, cammino e pedalata: le prime cinque frazioni a piedi, le altre quattro in bici. E un testimone con il logo dell’iniziativa che passa di mano in mano a ogni tappa.

Giancarlo: la prima volta di un campione

Di Rovato, dunque lombardo come il fiume che i partecipanti costeggeranno è Giancarlo Galli. Curioso di partecipare per la prima volta a InSuperAbile in sella al suo tandem. La curiosità è stato sempre il motore della vita di Giancarlo, ciclista paralimpico che ha un palmarès da far invidia tra titoli italiani, Paralimpiadi e Campionati del Mondo di Paraciclismo. Curiosità che non gli è stata strappata quel giorno del 1981 quando, a 18 anni, un terribile incidente in auto gli ha invece portato via vista e olfatto.

InSuperAbile A destra: Giancarlo Galli
A destra: Giancarlo Galli

Oggi Giancarlo, oltre alla passione della bicicletta, è istruttore Shiatsu. Lavora tantissimo, dalle 5 del mattino alle 10 di sera. Ha 150 clienti e non vuole dire di no a nessuno: sapere che le persone stanno bene grazie al suo lavoro lo rende felice.

«Sono sempre alla ricerca di emozioni – ci rivela Giancarlo –. E ogni volta che pedalo queste emozioni le trovo. Non vedo e non sento gli odori, ma i suoni sì. Quando in tandem, con l’altro ciclista nella posizione anteriore, giro intorno al Lago d’Iseo, le cascate che scendono dalla montagna sono il suono più bello. A InSuperAbile conoscerò nuova gente e sarò accompagnato dallo scorrere dell’Oglio. Già pregusto quei momenti!».

Mariella: la forza di mille nuovi incontri

Le quattro frazioni da percorrere in bici insistono su un territorio interamente pianeggiante. Non bisogna dunque essere atleti come Giancarlo per partecipare a InSuperAbile.

Ne è una riprova Mariella Faustinoni, di Iseo, che l’evento lo organizza come rappresentante dell’ASD Rosa Running Team (associazione che accoglie atleti con disabilità e patologie) e di Lamu – Libera Accademia del Movimento Utile (che promuove il movimento come pratica inclusiva).

 Mariella Faustinoni, Roberto Dalla Pellegrina e Maria Luisa Garatti
crediti di Fabiana Zanola
Mariella Faustinoni, Roberto Dalla Pellegrina e Maria Luisa Garatti crediti di Fabiana Zanola

Mariella, già per Rosa Running organizzatrice del Festival del Cammino, rimprovera un po’ a se stessa di usare pochissimo la bici durante l’anno, perché appena ha del tempo libero lo trascorre camminando nei boschi con il suo cane. Eppure sarà presente, come in tutte le edizioni, all’intero percorso. «Del resto – conferma Mariella – sono io che prendo contatti con le associazioni che partecipano o quelle che incontriamo lungo l’itinerario, le amministrazioni, le strutture dove pernottiamo. Anche Maria Luisa Garatti, di “Se vuoi puoi”, l’associazione che dà una mano alle persone con sclerosi multipla e che promuove con noi InSuperAbile, sarà presente in tutto l’itinerario. Che è sempre scelto con cura. Il primo criterioprosegue Mariella è che soprattutto la parte in bicicletta sia percorribile da tutti: da me che non sono una biker specializzata alle persone con disabilità che utilizzano mezzi speciali come i tandem».

La sfida di InSuperAbile

Percorso che quest’anno sarà più breve del solito. «Alle edizioni precedenti hanno partecipato associazioni da diverse parti d’Italia: Sardegna, Emilia Romagna, Piemonte ecc. Quest’anno abbiamo voluto rimanere in zona per favorire la partecipazione di associazioni locali così da poterle conoscere e farci conoscere meglio. Ti dico solo che la prima edizione, del 2021, l’itinerario di InSuperAbile era di 1000 chilometri: la Via Francigena dal Gran San Bernardo a Roma. Quindi sì, stavolta sarà più breve ma sempre sfidante, perché ci si mette comunque alla prova. Bello il fatto che ogni giorno non abbiamo altro da pensare che andare avanti e raggiungere la tappa successiva. Pensare ad attraversare e ammirare i luoghi. La mente viaggia libera. E si apre all’incontro con gli altri. Grazie a InSuperAbile si stabiliscono relazioni… pazzesche tra le persone che fino a poco prima non si conoscevano. Durante quei giorni si entra in intimità perché si sta sempre insieme e insieme si vivono avventure, imprevisti, episodi divertenti».

Gli incontri

E gli incontri non avvengono solo tra i camminatori o pedalatori di InSuperAbile: momenti fondamentali dell’iniziativa sono proprio le occasioni che si presentano – e soprattutto che Mariella fa in modo che si presentino – con le associazioni dei comuni attraversati. E con le rispettive amministrazioni. Per sensibilizzare, parlare dei temi che sono alla base di un evento come InSuperAbile.

Insuperabile crediti di Fabiana Zanola
Crediti di Fabiana Zanola

«L’anno scorso abbiamo avuto degli incontri lungo il percorso con persone che ci aspettavano proprio per poter parlare, confrontarsi. Nelle Marche e in Abruzzo, ad esempio, abbiamo trovato associazioni di genitori interessati a capire le dinamiche di questo progetto e parlare con gli accompagnatori dei ragazzi – ricordo che circa metà dei partecipanti a InSuperAbile sono persone con disabilità. Abbiamo condiviso le problematiche, la realtà, la situazione sociale. Tanti anche gli incontri con le istituzioni locali. Che a noi interessano nella misura in cui ci aiutano a mettere enti e persone in contatto. Insomma, quando si condivide, si alleggerisce sempre un po’ il fardello di tutti».

Mariella a ogni edizione parte emozionata. Lo è anche stavolta. «Ma sì, come si fa a non esserlo? Ogni volta alla fine mi sento più ricca. E anche gratificata dal fatto che i partecipanti, soprattutto gli accompagnatori – genitori o operatori del settore – mi dicono che InSuperAbile fa davvero inclusione, non la predica soltanto, che è proprio un melting pot di umanità, dove tutti vengono messi nelle condizioni di essere se stessi, a partire dalle proprie potenzialità. Il mio sogno? Organizzare un InSuperAbile lunghissimo. Ci stiamo attrezzando. Ve ne parleremo presto».

Roberto e Riccardo in tandem al cambio di staffetta

Aspettando di sapere cosa bolle in pentola, concentriamo l’attenzione sulla seconda parte di InSuperAbile 2024: i 228 chilometri percorsi in bicicletta o su tandem speciali.

Il percorso InSuperAbile in bicicletta

Le ultime quattro tappe iniziano da Darfo Boario, dove il fiume Oglio entra nel Lago d’Iseo. Si attraversa poi il territorio della Franciacorta, i parchi fluviali dell’Oglio, quindi la distesa padana fino a San Matteo delle Chiaviche, punto in cui il fiume si getta nel Po. Subito si rientra a Cremona per pedalare infine verso Brescia.

Roberto Della Pellegrina è il responsabile delle quattro frazioni e in questo periodo è impegnato ad allenare alcuni partecipanti alla pedalata. Lui sarà presente, come dalla prima edizione, insieme al figlio Riccardo – ragazzo disabile di 22 anni – sul loro tandem in linea, rigorosamente a trazione muscolare, con la ruota davanti più piccola. A occupare la seduta anteriore è proprio Riccardo, che pedala in posizione reclinata.

Roberto e Riccardo Dalla Pellegrina , InSuperAbile, crediti di Fabiana Zanola
Roberto e Riccardo Dalla Pellegrina , InSuperAbile, crediti di Fabiana Zanola

Un’occasione per l’autonomia

Roberto va dritto al punto: «Questa è un’esperienza unica nel suo genere. Per i ragazzi con disabilità è un’occasione di autonomia, di responsabilità. Vivono gli aspetti belli ma devono affrontare nel quotidiano anche gli inconvenienti, le difficoltà di un viaggio. Questo li coinvolge sia dal punto di vista emotivo che da quello del raggiungimento di alcune autonomie, ad esempio doversi preparare tutte le mattine il bagaglio, lavarsi, vestirsi per affrontare ogni giorno gli almeno 50 km in sella. A casa hanno la presenza costante della famiglia, degli educatori che spesso e volentieri li agevolano. Qui devono essere più autonomi per centrare gli obiettivi che tutti ci prefissiamo. Si dicono: “Cavolo, devo essere pronto perché altrimenti rimango indietro!”. Poi, certo, a fine viaggio nella valigia di Riccardo ci sono i costumi di Davide o lo spazzolino da denti di Gaetano, però i ragazzi sono i primi ogni mattina a essere pronti. Lo trovo molto importante».

La spinta all’autonomia Roberto e Riccardo la promuovono anche con l’associazione che hanno fondato: PedalAbile, tra sport e inserimento lavorativo. Che ora punta a uno street food sostenibile utilizzando le cargo bike.

Lo scambio con le persone

Di InSuperAbile Roberto, come Mariella, ama il continuo scambio che c’è tra le persone. «Ognuno ha la sua unicità, ognuno compensa l’altro. In quei giorni i miei limiti sono sostenuti dai non limiti degli altri e viceversa. Ad esempio: la mattina quando mi alzo ancora un po’ “acciaccato”, per il caldo e i tanti chilometri percorsi il giorno precedente, capita di non avere la voglia giusta per rimettersi in sella e pedalare. Ecco che arriva Davide Botti, un ragazzo con sindrome di Down, che mi abbraccia e mi dice: “Ti voglio bene. Oggi sarà una grande giornata!”. Questo mi trasferisce una forza che fino al momento prima non avevo. Oppure Gaetano Poerio, un ragazzo autistico che per le prime tre ore pedala con un’energia tale che fa metà del lavoro dell’intera giornata e nel frattempo mi incoraggia: “Dai, quando hai carburato e sei carico inizi a pedalare anche tu e vedrai che sarà bello”».

Ma lo scambio avviene anche con chi non può pedalare. «Noi abbiamo una bici con una pedana basculante che trasporta le carrozzine, una cargo bike speciale, e l’anno scorso un ragazzo ha fatto con coi un’esperienza di una settimana sulla Rotta del Sale, da Cervia a Venezia. Viaggiare in due significa comunque condividere e scambiarsi sensazioni, anche se l’altro, come in quel caso, non pedala, perché non può muovere gli arti inferiori. Questo è un arricchimento per entrambi. Sempre».

Per partecipare alla staffetta InSuperAbile o seguirla sui social

L’invito a InSuperAbile 2024 vale per tutti. Dal 29 agosto al 6 settembre. Per una frazione, per tutta la parte in bici, come Roberto e Riccardo, o per l’intero percorso, come Mariella e Maria Luisa. Info: [email protected].

Un blog racconterà l’iniziativa giorno per giorno. La pagina Facebook: @Insuperabile.

Foto di apertura: InSuperAbile, crediti di Fabiana Zanola

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *