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Sta per arrivare un casco di carta per ciclisti

Sta per arrivare un casco di carta per ciclisti
TAGS: casco bici

Un’idea semplice, nata dall’esperienza quotidiana di una giovane designer di New York, ha impiegato quasi dieci anni per passare dai prototipi ai primi scaffali. Oggi l’EcoHelmet, il casco pieghevole ed ecologico che conquistò il prestigioso James Dyson Award nel 2016, è finalmente pronto per il suo debutto commerciale.

Una risposta al problema delle bici in sharing

L’ispirazione arrivò a Isis Shiffer, allora 28enne, osservando i limiti dei programmi di bike sharing: chi li usava doveva scegliere se portarsi sempre dietro il proprio casco o noleggiarne uno nuovo a ogni corsa. “Mancava un tassello fondamentale – spiegava la designer – un’opzione economica e accessibile per la protezione dei ciclisti”.

La sua soluzione è stata l’EcoHelmet, un casco pieghevole realizzato con materiali cartacei riciclabili, capace di offrire resistenza agli urti grazie a una struttura a nido d’ape che si apre come una fisarmonica.

Dal premio all’attesa

Il progetto colpì la giuria del Dyson Award, che lo premiò come miglior invenzione studentesca tra 22 Paesi. Sir James Dyson, commentando, disse: “EcoHelmet risolve un problema evidente con una semplicità straordinaria. Non vedo l’ora di vederlo disponibile ovunque ci sia bike sharing”.

Ma dal premio al prodotto sono passati quasi dieci anni. Come riporta il sito The Cycling Week, Shiffer ha continuato a perfezionare il design, testandolo nei laboratori del Pratt Institute di New York e al Royal College of Art di Londra. Poi ha avviato collaborazioni con un’azienda di Los Angeles per sviluppare produzione, distribuzione e marketing.

Quanto costerà e dove si troverà

L’obiettivo è mantenere il prezzo di questo casco pieghevole molto accessibile: circa 5 dollari, abbastanza poco da poter essere distribuito anche attraverso distributori automatici nelle stazioni di noleggio bici. Inoltre, la designer ha studiato soluzioni per rendere il casco impermeabile con rivestimenti biodegradabili a base di cera e per integrare un indicatore che segnali quando sostituirlo (un po’ come viene fatto sulle setole degli spazzolini da denti, ndr).

Un casco che cambia le regole

L’EcoHelmet segna un passo avanti rispetto ai precedenti caschi in cartone, che spesso includevano parti non riciclabili. “Il nostro casco è interamente riciclabile”, sottolinea Shiffer, convinta che possa democratizzare l’uso della protezione in bicicletta, specialmente tra chi utilizza le bici condivise solo per brevi spostamenti.

Dopo anni di attesa, quella che era sembrata solo una brillante idea da concorso è pronta a trasformarsi in un prodotto di massa da lanciare sul mercato mondiale. Entrerà finalmente in produzione nel 2026? Le premesse sembrano esserci tutte. Attendiamo sviluppi.

[Fonte]

Leggi anche: A cosa serve un casco urban?

Commenti

  1. Riccardo ha detto:

    La soluzione per la protezione dei ciclisti sono vie ciclabili separate dalle auto, non il casco. Poi se c’e’ il casco anche meglio specialmente se si va veloci, ma non perdiamo di vista le cose importanti

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