Quando acquisti una bici di serie, anche di altissima gamma, stai accettando un compromesso.
È un ottimo compromesso, sia chiaro, Un compromesso ben studiato, basato su statistiche, medie e profili “standard”.
Funziona per molti, ma non è pensato davvero per te.
Scegliere una bici artigianale, non è un semplice acquisto: è un progetto.
È uno dei pochi ambiti del ciclismo moderno in cui tu, l’utilizzatore, diventi parte attiva della progettazione.
La geometria: il tuo “DNA” ciclistico
Dimentica le taglie S, M, L e le misure preconfezionate che spesso ci costringono ad adattarci al mezzo.
Con un telaista, il punto di partenza sei tu.
Attraverso uno studio biomeccanico, il telaio viene letteralmente costruito attorno al tuo corpo.
Si interviene su ogni parametro chiave:
- Angoli di sterzo e piantone: per definire quanto la bici sarà stabile o reattiva.
- Lunghezza dei foderi: per modulare la risposta del carro posteriore.
- Stack e reach: per determinare con precisione la tua posizione in sella, garantendo comfort ed efficienza.
Il risultato non è “una taglia giusta”.
È la tua geometria.



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La scelta del carattere, tubo per tubo
La personalizzazione dell’acciaio è un’arte.
A differenza del carbonio (tolta qualche rara eccezione), l’acciaio consente al telaista di lavorare su spessori e diametri diversi per ogni singolo tubo.
Questo significa modellare il comportamento del telaio in base a chi lo guiderà.
Se sei un passista potente, alla ricerca di rigidità e trasferimento immediato della potenza, si utilizzano tubazioni più generose.
Se sei un cicloturista orientato alle lunghe distanze, si scelgono acciai sottili e flessibili, capaci di filtrare le asperità come nessun altro materiale.



È ingegneria su misura.
Il telaio non impone un carattere: lo riflette.
Qui entra in gioco la tua identità.
La personalizzazione estetica di una bici artigianale non si limita alla scelta del colore.
È un lavoro di cura del dettaglio, di equilibrio tra forma e funzione.
- Verniciature e finiture: dai colori alle texture, fino ai particolari più sottili.
- Dettagli funzionali: passaggio cavi, attacchi per borse, parafanghi, portaborraccia aggiuntivi.



Ogni elemento può essere progettato, saldato e posizionato esattamente dove serve a te.
La bici smette di essere “di serie”.
Diventa una firma.
E la personalizzazione non si ferma al telaio.
Anche i componenti vengono scelti in base alle tue esigenze: ruote, gruppo, sella, cockpit, rapporti.
Nessun dettaglio è deciso da qualcun altro.
Il risultato è un setup davvero su misura, costruito per accompagnarti nel tuo modo di pedalare, senza compromessi.


Il rapporto umano
Scegliere un artigiano significa instaurare un dialogo con un’altra persona, con un professionista che si prenderà cura di te.
Non è un carrello e-commerce.
Non è un clic su “acquista”.


È un percorso che dura settimane: email, telefonate, confronti, visite in officina.
È un processo in cui impari a conoscere la tua bici ancora prima di salirci sopra.
E quando finalmente inizi a pedalare, non stai guidando un semplice prodotto.
Stai guidando un’estensione fisica della tua volontà.
Un oggetto unico al mondo, costruito intorno a te.
I telaisti italiani alla Fiera del Cicloturismo 2026
Alla prossima edizione della Fiera del Cicloturismo 2026 a Padova (27-29 marzo) troverai alcuni dei più famosi artigiani italiani come Cicli Barco, Cicli Galetti, Bixxis, Cicli Grandis, Cicli Ottotubi e anche Clorofilla Bike Lab che realizza una cargo bike artigianale configurabile anche per viaggiare.
Un’occasione unica per incontrarli, conoscere i lori prodotti e le persone che realizzano a mano ogni telaio.



















Ciao Paolo, il ragionamento non torna perché non è un ragionamento corretto. La nonna in cucina non ha a che fare con resine epossidiche, pesi, fibre di carbonio, trattamenti termici, saldature e tolleranze meccaniche.
Il livello tecnologico raggiunto dalle ditte taiwanesi che fanno telai in carbonio è impressionante, sono i primi al mondo. Hanno controlli sulle materie prime che noi in Italia neanche ci sognamo.
Se poi si hanno soldi da buttare per delle fisse filosofiche personali non biasimo nessuno. Ognuno è libero.
Tecnicamente è molto più affidabile, collaudato e controllato un processo industriale che uno artigianale. Per non parlare poi del materiale di base. Le forniture migliori sono quelle approvvigionate in ambito industriale.
Secondo voi un telaio in carbonio fatto a mano da un artigiano è meglio di un telaio di una Scott fatto con uno stampo da 200 k€ a 60 bar, 180°C e con una modellazione controllata del processo di infusione della resina epossidica ? Ma che vi volete inventare ?
Oppure le salature sui tubi di metallo. Secondo voi l’artigiano ha i raggi X per controllare anche a campione la bontà delle saldature ?
Cercate di essere razionali altrimenti trasformate questo sito in un sito di favole.
Ciao Alessio, secondo lo stesso ragionamento dovremmo dire che il cibo industriale è meglio (perché più controllato) di quello che fa la nonna.
Non so perché ma il ragionamento non torna.
Restando sul tema, ho due biciclette fatte su misura da due telaisti diversi. Non tornerei mai indietro.
ciao, nel secolo scorso mi feci fare, in periodi diversi, ben due bici dal mitico Beppino Drali.
Ancora oggi a distanza di ben 40 e 35 anni le posso usare in sicurezza e mi sento sempre a mio agio.
Le bici su misura sono come i vestiti…calzano a pennello.
Un saluto al Drali che ci vede dal Paradiso della Bici.
A prescindere dal fatto che nessuno ha più voglia di pedalare su una bici più pesante, la cosiddetta “personalizzazione” varia nel tempo, io nell’ultimo anno ho preso quasi 8 Kg, e ben 20 dal 2010! Questa artigianalità, poi, costa un occhio della testa: arrivati a questo punto meglio riservare queste esorbitanti cifre per l’acquisto di un’auto aziendale, si risparmia in fatica e si raggiunge qualsiasi mèta! A Natale del 2006 mi regalai il top della Pinarello, adesso costa più di 3 volte tanto: addirittura la versione Limited 5 volte tanto, quanto un’Audi A3, con due anni di vita! Se ci tenete davvero a supportare l’acquisto delle biciclette, dimezzate immediatamente i prezzi perché nessuno è tanto scemo da giustificare un telaio da ben 6000 euro, con gli studi ingegneristici e l’ uso di materiali compositi, ormai pienamente diffusi! Il tutto con grande rispetto per i veri e pochissimi artigiani rimasti ad operare, più per passione che per denaro!
[Gentile Giuseppe, lei esprime in modo perentorio e assiomatico opinioni personali prive di argomentazioni che non hanno quasi nulla a che fare con il focus dell’articolo che era tutt’altro > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]