Il Parlamento greco ha approvato a giugno 2025 il nuovo Codice della Strada, introducendo il limite di velocità di 30 km/h in tutte le strade urbane della Grecia a singola o doppia corsia senza spartitraffico centrale. Si tratta di una misura che pone la sicurezza di pedoni, ciclisti e motociclisti al centro della politica dei trasporti.
Cosa prevede il nuovo Codice della Strada in Grecia
Il nuovo limite – come già aveva fatto la Spagna nel 2020 – riguarda tutte le strade urbane a una corsia per senso di marcia. I principali assi di scorrimento urbano con spartitraffico centrale manterranno il limite di 50 km/h. La norma entrerà pienamente in vigore nel gennaio 2026; fino ad allora, il limite resterà quello attuale, salvo segnaletica diversa.
Un’altra innovazione importante è l’introduzione di un sistema sanzionatorio digitale che mira alla prevenzione più che alla repressione. Grazie all’uso di tecnologie come telecamere intelligenti e notifiche digitali, sarà possibile rilevare e sanzionare le infrazioni (eccesso di velocità, uso del cellulare alla guida, mancato uso del casco o delle cinture) con maggiore tempestività ed efficacia.
L’intervento del professor George Yannis
In occasione della presentazione della riforma al Parlamento, il professor George Yannis – accademico, direttore del NTUA Road Safety Observatory e fautore del limite di 30 km/h in ambito urbano – ha espresso un parere fortemente favorevole all’introduzione delle “Città 30”.
Secondo Yannis: “Introdurre il limite di 30 km/h nelle città è una scelta audace e molto positiva, che invia il messaggio giusto: a velocità più basse corrispondono meno incidenti e meno gravi”. E ha aggiunto: “Si stima che con questa misura si potranno salvare oltre 100 vite ogni anno in Grecia, in particolare tra i motociclisti, che rappresentano uno dei punti critici della sicurezza stradale nazionale, ma anche tra i pedoni”.
Yannis ha inoltre sottolineato come la digitalizzazione del sistema sanzionatorio sia fondamentale per l’efficacia del nuovo Codice: “Per rendere efficace il nuovo Codice della Strada è necessario ridurre l’intervento umano che oggi rallenta e spesso vanifica il sistema delle sanzioni. L’uso di telecamere e la gestione digitale delle multe, con sistemi interconnessi tra Polizia, Ministero e Agenzia delle Entrate, è un passo nella giusta direzione”.
Perché una “Città 30” funziona
L’esperienza internazionale ha dimostrato l’efficacia delle zone 30. In città come Bruxelles, Parigi e Bologna, l’introduzione di limiti più bassi ha portato a un netto calo degli incidenti. In particolare, il rischio di morte per un pedone investito si riduce drasticamente: dall’85% a 50 km/h al 10% a 30 km/h.
[Leggi anche: 30 km/h in città: i 10 miti da sfatare]
Le sfide da affrontare
Affinché la riforma greca abbia successo, sarà fondamentale affrontare alcune sfide:
- Controlli efficaci: il nuovo sistema digitale di sanzioni sarà decisivo per il rispetto dei limiti.
- Adeguamento delle infrastrutture: la trasformazione urbana dovrà prevedere segnaletica chiara, attraversamenti pedonali sicuri, zone 30 ben definite, rallentatori fisici e percorsi ciclabili dedicati.
- Cambiamento culturale: sarà necessario un lavoro di comunicazione per spiegare ai cittadini i benefici delle nuove regole e costruire una cultura della mobilità più responsabile e inclusiva.
Un modello per il Mediterraneo?
La Grecia si allinea così alle raccomandazioni della Stockholm Declaration del 2020, promossa da ONU e OMS, per la riduzione strutturale delle vittime della strada.
Se attuata con coerenza e sostenuta da misure di accompagnamento efficaci, questa riforma potrebbe diventare un modello anche vper altri paesi del Mediterraneo, contribuendo in modo significativo alla sicurezza stradale e alla vivibilità urbana.




















possono mettere il limite che vogliono! e proprio mancanza di educazione stradale ! attraversare sulle strisce e sraiamente pericoloso ! riguardo motociclisti e perché no! automobilisti su 100 uno è di buona coscienza! un pochino come il nostro sud Italia regna il caos! ps : consiglio di rispettare i limiti e le regole stradali perché con noi stranieri an la tendeza a far cassa anche con fantomatici pretesti! es : multati per ecceso di velocità senza nessuna foto o video!
Abito in Francia, da un anno sono in pensione e spesso amici e famiglia mi chiedono se adesso rientro finalmente in Italia. Non solo non ho nessuna intenzione di rientrare in Italia, al contrario me ne allontano per la Spagna, da anni ormai il paradiso per i ciclisti. Questo articolo ci mette al corrente che i confini del paradiso piano piano si allargano, peccato che l’Italia si situi nell’ultimo girone degli inferi, ben lontana dal regno dei cieli.
Quando metteremo in moto il cervello anche noi su questo argomento?