Perché un manubrio troppo largo non va bene per te? La notizia è del 12 Giugno: l’Unione Ciclistica Internazionale, l’UCI, ha deciso di normare la dimensione dei manubri per bici da corsa, ciclocross e gravel nelle competizioni professionistiche, introducendo un minimo di 400 mm di larghezza e una luce minima di 320mm tra le leve, per evitare leve eccessivamente ruotate verso l’interno. La regola, afferma l’UCI, è determinata da una questione di sicurezza e soprattutto per far sì che tutti i ciclisti gareggino nelle medesime condizioni. Ma nei circuiti amatoriali spesso i manubri sono più larghi, arrivando anche a 420 mm e 440 mm. Ma in questo articolo vedremo perché un manubrio troppo largo non va bene per te.
Quando un manubrio troppo largo non va bene?
Se un manubrio troppo largo non va bene per te, allora come si può determinare la larghezza ideale? Per farlo dobbiamo misurare due punti di repere ben precisi, che sono gli acromion. Si tratta di due sporgenze (dette processi) della scapola. Per individuarlo poniamo l’indice sulla fossetta sotto la gola (che è il manubrio dello sterno) e corriamo lungo la clavicola e arriviamo alla spalla, dove sentiremo un primo processo, che è il processo coracoideo. “Scavallando” questa sporgenza verso l’esterno ne troveremo un’altra: quello è l’acromion. Misuriamo poi (ovviamente dovrà essere un’altra persona a farlo) la distanza tra i due acromion, detta distanza interacromiale. La larghezza del manubrio deve essere proporzionata alla distanza tra i due acromion.
Se per esempio ho una distanza di 398mm, allora il mio manubrio dovrà essere largo 400mm, per essere proporzionato con la mia apertura delle spalle ed evitare posizioni errate, che possono scatenare problemi.
Perché un manubrio troppo largo non va bene per te?
Quindi, perché un manubrio troppo largo non va bene per te? Ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione:
- Più il manubrio è largo e più dovrò flettermi con il busto in avanti per raggiungere le leve. Questo mi porterà a posizionarmi più avanti sulla sella, con conseguente cambio di pressione sulle zone perineali;
- Se il manubrio è troppo largo, tenderò a estendere le braccia fino a portarle in blocco articolare (cioè totalmente estese). Questo aumenta il carico sulle mani, che si possono addormentare, e rende le braccia due “pali”, che trasmetteranno le vibrazioni al collo, che potrà accusare problemi cervicali;

- Se il manubrio è troppo largo per me tenderò a impugnare le leve in modo scorretto, deviando il polso rispetto all’avambraccio. Questa posizione produce un eventuale schiacciamento dei tre nervi che innervano la mano (nervo radiale, ulnare e mediano), con conseguente formicolio;
- Infine un manubrio troppo largo renderà lo sterzo pigro, cioè meno reattivo, e questo potrebbe essere poco funzionale specie se pratichiamo gravel, dove la componente tecnica è comunque rilevante.




















