In bici lungo il fiume Adda: 350 km da Cremona allo Stelvio
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In bici lungo il fiume Adda: 350 km da Cremona allo Stelvio

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Ciclabile Adda

Il canale della Muzza a Lodi Vecchio

Cerco il viaggio tutto l’anno e all’improvviso eccolo qua. Il piacere della scoperta è tornato a farsi sentire. Questa volta voglio vedere cosa si nasconde dietro un fiume tanto conosciuto come l’Adda; per poterlo fare ho bisogno di lei, la mia fedele bici da cicloturismo equipaggiata di tutto punto.
L’idea è quella di percorrere il fiume Adda dalla foce alla sorgente lungo tutta la Lombardia, dal Po di Cremona alle montagne del parco nazionale dello Stelvio di Bormio, ad eccezione fatta per il canale della Muzza ed alcuni navigli nel parco Adda nord. Questa modifica è la nuova chiave di lettura che permette all’idea di arricchirsi di altri aspetti fondamentali, il tassello mancante che serve a convincermi delle enormi possibilità di una risalita dell’Adda in bici.

La ciclovia del Po

Ciclabile Adda

Il primo di una serie di autoscatti! Numeri da record: la torre in muratura più alta d’Europa, uno degli orologi astronomici più grandi al mondo e la mole del duomo di Cremona.

Ciclabile Adda

Le pene inferte dal caldo. Percorso cicloturistico via Po.

Cremona è avvolta dal silenzio, così facendo viene meno il prestigio del suo nome. Nella città del violino è un peccato non udire suono alcuno, anche il fiume Po è parecchio che non alza la voce, sotto i ponti non c’è acqua. Per prima cosa devo raggiungere la confluenza del fiume Adda in Po prima che il caldo mi prosciughi, per farlo ho dovuto seguire un’area golenale, il percorso cicloturistico Via Po che si snoda in aperta campagna e i terreni aridi e polverosi al di la del grande fiume.

Il parco Adda sud

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Mille e più modi diversi per predisporre d’acqua il territorio. La campagna lodigiana, un complesso sistema di chiuse, canali e manufatti in cemento.

A Castelnuovo Bocca d’Adda trovo finalmente quello che vado cercando, un cartello m’informa che sto pedalando nel parco Adda sud e un filare di tigli mi da il benvenuto.
Ci sono luoghi apparentemente abbandonati e selvaggi vicino a centri abitati e piccoli insediamenti rurali dove l’uomo sembra solo marginalmente contemplato.
Maccastorna (comune meno abitato della provincia di Lodi) e il castello del Belpavone (XIII-XIV secolo), Pizzighettone con le antiche mura di difesa, una cerchia muraria sulla sponda sinistra del fiume, una vasta serie di difese bastionate sulla destra dell’Adda.

Il canale della Muzza

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Caricamento completo. Energia pronta al rilascio. Uno dei tanti salti d’acqua della Muzza.

Ciclabile Adda

Du gust is megl che uan. Un tratto della Muzza dove l’acqua scorre su due livelli.

A Castiglione d’Adda si volta pagina, il fiume viene messo da parte per omaggiare un altro importante corso d’acqua che alimenta le campagne tra le provincie di Lodi e Milano, al centro di numerose dispute di carattere politico tra le stesse provincie, fate largo al canale della Muzza. Cambia la veste ma la sostanza è sempre quella, acqua dell’Adda prelevata a Cassano e rilasciata a Castiglione. Il flusso e la portata della Muzza sono tenuti sotto controllo ma la natura non smette di manifestarsi in tutte le sue forme, e che dire delle numerose cascine? Un gruppo ben nutrito popola le campagne, sono per lo più abbandonate e in cattivo stato ma sono la testimonianza storica ed architettonica del luogo.

Il parco Adda nord

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La villa Borromeo di Cassano d’Adda.

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La sobrietà. Lo sbarramento della centrale elettrica Taccani. Realizzata in Ceppo d’Adda.

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Percorso ciclabile dopo la centrale Taccani.

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Il sistema di conche ideato da Leonardo da Vinci. Una delle otto chiuse che permettevano di bypassare le rapide del fiume.

L’area del parco Adda nord arriva presto ad interessare il percorso. Leonardo da Vinci è il personaggio di maggiore spicco nelle vicende legate all’Adda, ha ricoperto ruoli di fondamentale importanza nella gestione dei fluidi, in modo particolare per il fiume ed i navigli che vi sono compresi in questo tratto. L’ecomuseo Adda di Leonardo da Vinci ne è un chiaro esempio. Cinque grandi centrali idroelettriche realizzate con la pietra locale “Ceppo d’Adda”, un sistema di conche nel naviglio di Paderno per bypassare le rapide del fiume ad una portata costante, il villaggio operaio/città ideale di Crespi d’Adda (sito patrimonio Unesco dal 1995), una grande ruota in legno (Rùdun) che porta l’acqua per irrigare dal naviglio della Martesana al sovrastate piano stradale.

Il viaggio delle meraviglie sul fiume Adda non è ancora finito. I laghi, tra cui quello di Como, si appropriano delle acque del fiume, concedendo un po’ di relax al viaggiatore. Mi fermo a Lecco. Il traffico e lo sviluppo in galleria allontana i ciclisti dalla sponda orientale, se vogliono continuare a pedalare devono montare a bordo del treno regionale attivo nel trasporto bici e raggiungere altre valli.

La Valtellina

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Monti e prati all’imbocco della Valtellina.

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Il ponte di Ganda vicino a Morbegno.

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Il “Dosso dei castelli”. Due persone camminano scalze sulla superficie della rupe magna e vi analizzano le incisioni rupestri. Il castello Nuovo o visconteo siede alle loro spalle.

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Il sentiero Valtellina all’interno del parco nazionale dello Stelvio.

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Finecorsa.

Bene o male ci si ritrova tutti quanti alla stazione di Colico Piano alla fine del lago.
Il sentiero Valtellina affascina incredibile gli amanti della bicicletta che qui vengono a trascorrere ore felici e tranquille avvolti in un paesaggio montano molto bucolico. La ciclabile collega Colico a Bormio su un percorso di 113 km. Belle montagne dai pendii erbosi che si accompagnano a vigneti terrazzati baciati dal sole, prati in fiore, campi coltivati e aziende agricole sparse qua e la nella valle, castelli e perfino un parco delle incisioni rupestri. L’Adda si fa sempre più piccolo mentre i rilievi sempre più grandi e maestosi, la fatica viene ricompensata dalla vista dell’alta montagna del parco nazionale dello Stelvio.

Se tutto questo ti ha incuriosito, ti rimando alla lettura approfondita dei vari articoli presenti sul blog “Ciclickamente Propositivo”, di Leonardo Bonetti.
• Articolo completo “Risalita del fiume Adda in bicicletta. 350 km ad acque spiegate
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Imprinting: Leonardo Bonetti, classe ’93, viaggia fin da piccolo con i genitori a bordo di un bellissimo furgone verde Westfalia e cresce all’aria aperta.
La bicicletta è fin da subito il mezzo ideale per i suoi viaggi, si instaura un bellissimo rapporto che lo porta a spostarsi per mari e monti con quell’incredibile voglia di scoprire sempre posti nuovi, tra le tante caratteristiche spicca senz’altro l’inconfondibile accento reggiano che lo lega alla sua terra.

Cosa gli frulla per la mente? Scopritelo nei suoi articoli.

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