Recensione bici pieghevole Dahon Vitesse D8

6 mesi in prova copy

Ho comprato la Dahon Vitesse D8 nel mese di aprile 2013: dovevo svolgere un lavoro a Milano e avevo casa in provincia di Varese, a 35 km/55 minuti di treno dal centro  e avevo bisogno di un mezzo di trasporto che mi consentisse che di muovermi in agilità in città. Ho quindi maltrattato la bici che vedete nella foto per 6 mesi, le ho imposto i miei 192 cm x 100 kg ogni santo giorno della settimana sull’orribile pavè milanese e sulle lisce stradine di provincia e queste sono le impressioni che ne ho avute.

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Cominciamo dai dati oggettivi: La Vitesse D8 è una bicicletta pieghevole prodotta dalla Dahon, un’azienda con sede a Los Angeles, USA che produce i propri telai e accessori in Cina per poi eseguire l’assemblaggio nel suo stabilimento in Bulgaria. Ha il telaio in alluminio e ruote da 20″, cambio esterno a 8 rapporti, freni v-brake e viene di serie con parafanghi e portapacchi. Per qualche strano motivo il cerchio della ruota anteriore è di colore bianco, mentre quello della ruota posteriore è arancione.

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Prezzo di listino: 545 €

Stile di guida

La geometria del telaio è studiata per un uso urbano al 100%: grazie all’avancorsa della forcella particolarmente ridotta, la D8 consente cambi di direzione molto rapidi; non si può dire che sia scattante nelle ripartenze e neppure che sia una macchina da velocità, però consente una buona comodità durante la pedalata, grazie anche e soprattutto al manubrio telescopico che consente di assumere posizioni con il busto più o meno eretto.

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Le ruote da 20″ sono sufficientemente grandi per garantire un senso di sicurezza in sella (nonostante il baricentro molto alto) anche tenendo il manubrio con una mano sola. Le gomme montate sono delle Rotolo di casa Dahon da 1,75″, sufficientemente ampie da attutire bene buche, sterrato e sampietrini. Ho percorso circa 2.000 km con questa bici e non ho mai forato. Potrebbe essere stata solo fortuna, ma probabilmente i copertoni sono di buona qualità.

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Il cambio esterno a 8 rapporti consente di affrontare anche salite impegnative (personalmente mi sono spinto fino a un 13%), sulle discese, invece, vale la pena riservare qualche dubbio: non appena si superano i 35/40 km/h, si rimpiange di non essere usciti con la bici da corsa perché la stabilità inizia a mancare (sempre per via del baricentro alto).

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In sintesi, la Vitesse D8 è una bici comoda per la città e per qualunque uso intermodale, ma che mostra i suoi limiti per un uso continuato: per percorsi superiori ai 15 km si inizia a scontare la posizione in sella molto comoda ma che non permette uno sviluppo efficiente della pedalata.

 I componenti

Per il prezzo offerto, la Dahon Vitesse D8 offre dei componenti di buona qualità, resistenti all’uso continuativo e che non temono le condizioni meteorologiche avverse. A dispetto delle aspettative, il tubo reggisella si è rivelato più resistente del previsto: nonostante i miei 100 kg applicati sul tubo estratto fino al limite massimo, questo non ha dato il minimo segno di cedimento e ancora continua ad essere perfettamente dritto come al momento dell’acquisto. Gli unici punti deboli di questo modello sono i pedali che, realizzati interamente in plastica, si sono stortati abbastanza in fretta costringendomi a cambiarli in ben due occasioni per poi arrivare a sostituirli definitivamente con dei pedali di qualità superiore, anch’essi ripiegabili all’interno, ma questa volta interamente realizzati in metallo.

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Altro punto dolente è la sella: personalmente l’ho trovata troppo stretta per la posizione di guida che, essendo particolarmente eretta, avrebbe meritato un modello più largo per appoggiare meglio le ossa ischiatriche. Come potete vedere nella foto qui sopra, il risultato è stato una deformazione della schiuma interna alla sella, con uno scollamento del rivestimento. Anche in questo caso la sostituzione è avvenuta in garanzia a cura del distributore, ma le perplessità sulla scelta del modello restano.

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Altro piccolo neo è la calotta trasparente della manopola del cambio che è volata via dopo poche settimane (forse ha preso un colpo) lasciando i numeretti scoperti e i meccanismi interni esposti alla pioggia. Posso dire che il danno fino a questo momento è stato esclusivamente di natura estetica, poiché il cambio continua a funzionare senza perdere un colpo.

Purtroppo il sistema di serraggio delle ruote non è a sgancio rapido ma con dadi da 15 che rendono più laboriosa l’eventuale sostituzione della camera d’aria.

Una volta piegata

Aprire e chiudere la bici è un gioco da ragazzi: in meno di 10 secondi si passa da una bicicletta vera e propria a una specie di valigia. Una volta piegata, l’ingombro è di 29 x 80 x 66 cm, pesa 11,2 kg e si lascia sollevare dalla parte posteriore della sella.

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Utilizzarla in modo “trolley” non è molto comodo: una volta alzato il manubrio la si può spingere come se fosse una motozappa o, in alternativa, la si può trascinare tenendola per la cerniera al centro del telaio, ma in questo caso la stabilità non è certo delle migliori. Il sistema di chiusura si basa su due perni a incastro in plastica, uno maschio e uno femmina che, però, diventano totalmente inutilizzabili non appena si monta sul manubrio un campanello o una luce che finiscono per impedire la chiusura.

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Personalmente ho risolto il problema legando una camera d’aria al portapacchi che, fissandosi direttamente al tubo dello sterzo una volta piegato, impedisce alla bici di aprirsi.

Conclusioni.

La Dahon Vitesse D8 è una bicicletta vera pensata per chi utilizza i mezzi pubblici quotidianamente e per chi vuole evitare di lasciare la propria bici in strada in balia di ladri e vandali. Le sue dimensioni compatte le permettono di essere tranquillamente riposta in ufficio sotto la scrivania e nei treni più affollati senza dare troppo fastidio (dove sale gratuitamente).

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La grande qualità è da trovarsi nelle cerniere che consentono di aprirla e chiuderla con rapidità e nei sistemi di sicurezza che evitano che questa possa aprirsi accidentalmente. Al netto dei difetti riscontrati, questa bicicletta pieghevole vale ogni euro speso ed è una delle possibili soluzioni per chi ha necessità di muoversi con rapidità in città trasformandosi all’occorrenza da ciclista a pedone a pendolare. Considerando che questa bici è pressoché impossibile da rubare, vale la pena forse investire qualche euro in più per portarsi a casa un modello con il cambio integrato al mozzo e paracatena che, in questo modo, evita a chi la usa di sporcarsi di grasso durante le operazioni di trasbordo dai mezzi pubblici o sulle scale.

Confronta:

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