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Il filtro antiparticolato sui motori diesel: perché viene rimosso?

News • di 8 Feb 2017

Da una decina d’anni le automobili con motore diesel devono essere dotate di un filtro antiparticolato, per abbattere le emissioni inquinanti. A quanto pare, è pratica comune rimuovere (illegalmente) questo filtro per migliorare le prestazioni dell’automobile. Ma la questione è complicata…

filtro antiparticolato diesel

Un filtro antiparticolato (sezione). Di Hatsukari715 – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5106071

Se girando in bici per le strade delle nostre città, in questi giorni di alta concentrazione delle polveri sottili, avete notato qualche automobile da cui esce un fumo particolarmente nero, sappiate che si tratta probabilmente di un’auto diesel a cui è stato tolto il filtro antiparticolato.

Perché molte officine per automobili offrono di rimuovere il filtro antiparticolato dalle automobili diesel? Il filtro antiparticolato serve a ridurre le emissioni di PM10, e la sua rimozione è vietata dalla legge. Un’automobile diesel senza filtro non può circolare; i suoi gas di scarico non vengono filtrati; e in caso di controlli le sanzioni sono molto pesanti.

Eppure, quando abbiamo provato a contattare un’autofficina chiedendo se era possibile rimuovere il filtro antiparticolato dalla nostra (fantomatica) Ford Fiesta diesel, ecco cosa ci è stato risposto:

Da una breve ricerca su Google, sono moltissime le autofficine che offrono fra i propri servizi anche quello di rimozione del filtro antiparticolato. Anche sui forum dedicati al mondo dell’automobile si parla più o meno liberamente di questa pratica illegale.

Ma che cos’è precisamente il filtro antiparticolato? E perché così tanti automobilisti vogliono rimuoverlo, se abbatte le emissioni inquinanti? Facciamo un passo indietro:

Le automobili diesel e il filtro antiparticolato

Il Filtro AntiParticolato (chiamato anche FAP, o DPF dalle iniziali inglesi) è stato introdotto agli inizi degli anni Duemila. Il FAP si usa solamente sui motori diesel, e serve per trattenere le famigerate PM10, le “polveri sottili” tanto dannose per il nostro organismo.

Essendo un filtro meccanico, il FAP tende ad ostruirsi con l’uso, man mano che si accumulano le particelle assorbite. Per questo le centraline elettroniche delle automobili diesel sono programmate per far partire periodicamente una fase di “rigenerazione” del FAP. Questa rigenerazione in pratica pulisce il filtro, permettendogli di continuare il suo lavoro di assorbimento delle PM10. La rigenerazione del filtro dovrebbe avvenire idealmente in certe condizioni, e in particolare quando l’automobile viaggia a velocità superiori ai 70 km/h.

Fin qui la teoria. Possiamo intuire però che la pratica è un po’ diversa, altrimenti non si sarebbe diffusa la tendenza a rimuovere il FAP dalle automobili diesel.

Perché molti automobilisti vogliono rimuovere il FAP?

Sono molti i motivi che portano i possessori di automobili diesel a voler rimuovere (illegalmente) il filtro antiparticolato.

Nella maggioranza dei casi, si vuole rimuovere il FAP a causa dei molti problemi dati dalla rigenerazione. A quanto pare, soprattutto per i filtri di prima generazione (i FAP più moderni sembrano soffrire meno di questo problema), la rigenerazione sembra essere una fase molto critica. La pulitura non è mai completa, ed è necessario ripeterla più volta. Durante la fase di rigenerazione l’auto può soffrire di cali di potenza improvvisi e drastici. Se la rigenerazione non avviene correttamente, può accadere che la centralina mandi in protezione il motore, riducendone stabilmente la potenza fino a quando il FAP non viene sostituito. Anche dopo la sostituzione del FAP, accade che questo duri solo pochi mesi o addirittura poche settimane, rendendo necessaria un’ulteriore (costosa) sostituzione. Insomma, questi filtri sembrano creare grossi problemi.

I problemi si presentano in forma maggiore per chi usa l’automobile quasi sempre in città. Abbiamo visto infatti che il filtro si pulisce viaggiando a velocità superiori ai 70 km/h. Se questo accade raramente, il FAP darà molti più problemi. È (anche) per questo che si suggerisce l’acquisto di un’automobile diesel solo a chi percorre parecchi chilometri in autostrada.

C’è da dire inoltre che, anche quando il filtro sembra funzionare bene e non dà i problemi appena descritti, alcuni automobilisti decidono di farlo rimuovere lo stesso, per migliorare le prestazioni del motore.

Le conseguenze legali della rimozione del FAP

In caso di controlli, se si viene trovati alla guida di un’automobile diesel a cui è stato rimosso il FAP, si va incontro a:

  • 1098 euro di multa
  • denuncia penale per reato ambientale
  • sequestro della carta di circolazione del veicolo
  • obbligo di riportare le emissioni del veicolo a quelle originarie, ripristinando quindi il FAP

I dubbi sull’efficacia del FAP

Per completezza d’informazione, dobbiamo aggiungere che la reale efficacia dei FAP nel ridurre le emissioni inquinanti non è chiara. È vero che il filtro cattura alcune particelle inquinanti; è anche vero però che nella fase di rigenerazione esse vengono bruciate e poi liberate nell’aria. Per sostenere la tesi della mancata efficacia del FAP si usa citare questa presentazione di AgipPetroli; in realtà a leggerla attentamente si nota come la questione sia più complicata: ha rilevanza anche la presenza o meno di una valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) usata per far ricircolare parte dei gas di scarico all’interno del motore.

Non abbiamo trovato fonti serie che mettano chiaramente in dubbio l’efficacia dei FAP, al di là di vaghi articoli scritti più per sentito dire. Se potete aiutarci a fare chiarezza su questo punto aggiungete un commento in fondo all’articolo.

La rimozione del FAP: una questione complicata

Chi legge Bikeitalia regolarmente sa come la pensiamo riguardo alle automobili ad uso privato: possono essere nella gran parte dei casi sostituite dalla bici o dai mezzi pubblici. Al di là di questo, proviamo a rimettere in ordine le idee. La nostra ricerca ci ha dato poche certezze e molti dubbi:

  • L’unica cosa certa è che rimuovere il FAP è una pratica illegale
  • Ma quanto sono diffusi i controlli? Quanti centri revisione hanno “chiuso un occhio” in passato, facendo passare la revisione a mezzi privi di FAP? Quante autofficine offrono alla luce del sole i loro servizi di rimozione del FAP, senza informare i clienti delle conseguenze legali? Quante ancora si nascondono dietro la foglia di fico che si tratta di interventi da effettuare solo per uso sportivo in circuiti privati? Impossibile dirlo con precisione
  • Se è vero che i FAP di prima generazione danno tutti questi problemi, mentre quelli più recenti no (o comunque in misura molto minore), perché non viene resa obbligatoria la loro sostituzione?
  • Perché i concessionari non spiegano chiaramente agli acquirenti di automobili che è meglio puntare su un motore a benzina se si gira solo in città?

Noi per il momento non sappiamo rispondere a queste domande. Il mondo dell’automobile si conferma un mondo strano, poco chiaro, dove gli interessi economici di chi vende le auto hanno sempre la meglio su quelli della società.

Come abbiamo scritto in occasione della recente “seconda puntata” del dieselgate, il problema non è tanto capire quali automobili inquinano un po’ di più, e quali un po’ di meno. Il punto è ripensare alla base il sistema di mobilità all’interno delle nostre città. Come si sta facendo in molti centri urbani europei.





13 Risposte a Il filtro antiparticolato sui motori diesel: perché viene rimosso?

  1. giovanni ha detto:

    la soluzione immediata e anche economica c’è cpmpriamo auto ibride a benzina

  2. Fabio ha detto:

    Scusate.io compero un auto ,euro6,spendo soldi per un sistema che ha un minor impatto ambientale,poi vedi dei mezzi che hanno almeno 20anni circolare tutti giorni per le strade,un esempio vetture d epoca,senza catalizzatore che viaggiano con benzina verde.e pagano molto meno a livello di bollo.vi sembra giusto che io con il mio portafoglio quando debbo sostituire il DPF,fap debbo sborsare 1500-2000euro per salvare il mondo,solo io gli altri no.secondo me le vetture d epoca (altamente inquinanti non vanno fatte più girare,credetemi c’è gente che con.vetgure d epoca girNo tutti giorni,vi sembra sia giusto tutto questo? A specifico sono un meccanico auto.non d epoca.

    • Andrea ha detto:

      Ti rispondo in quanto ciclista e possessore di auto “vecchia” degli anni 90, euro 1 con un catalizzatore che oramai non serve più a niente (una Mini Cooper per l’esattezza): pago il bollo in funzione dei kW ed anche della classe di inquinamento, perciò a pari condizioni pago un po’ di più di un euro 5-6.
      Con l’auto faccio però 3000 km l’anno mentre in bici ne faccio almeno il doppio.
      Personalmente sono contro al continuo rinnovo forzato del parco auto: l’energia grigia per produrre un’auto non è proprio trascurabile e finché un mezzo fa il suo lavoro in sicurezza, ritengo giusto che il proprio proprietario non sia burocraticamente obbligato a rottamare un mezzo funzionante. Anzi, dovrebbe essere incentivato ad installare un impianto a gas moderno, se lo scopo è ridurre le emissioni e la dipendenza dal greggio. Se invece dobbiamo ingrassare le tasche di Marchionne e compagnia, allora è un altro discorso…

    • piero ha detto:

      Ciao Fabio. anche io sono un Meccanico e da parecchi Anni. e condivido tutto quello che ai scritto . ai perfettamente ragione su tutto quello che ai detto. aggiungo che le auto a benzina di una certa età sono più pericolosi dei diesel .che alla fine i motori diesel anche senza filtri dpf, sono meno inquinanti dei motori a benzina. Ciao.

    • Max ha detto:

      Mi piacerebbe sapere un bicilindrico 597 del 1973 quanto inquina rispetto a un diesel euro 6 3000…scusa perché non dovrei circolare poi? Comprati una macchina d epoc anche tu.

    • Giacomo ha detto:

      convengo pienamente con ciò che asserisci, la tua riflessione merita parecchia attenzione da parte degli organi competenti.

    • Marco ha detto:

      Ma di cosa stai parlandoooooo? SI e’ Giustissimo! Anzi! Spero anche che rtirornino le Esenzioni sulla Tassa di Possesso sulle auto Ultraventennali.
      Un’auto deve essere alla portata di tutte le tasche, anche di quei operai che devono raggiungere comodamente, come te, il luogo di lavoro in una auto che non sia di quelle che TU puoi permetterti. Non tutti i luoghi sono riconducibili coi Mezzi pubblici!
      Se ti sei permesso l’auto nuova con tutti i filtri Antinquinamento, allora, hai anche i soldi per poterli sostituire! Il tuo ragionamento è un buco nell’acqua! E’ come permettersi una auto di grossa cilindrata e lamentarsi del costo del carburante (anche se insostenibile il costo in sé) ma è una questione di etica che ha a che fare col tuo barbaro modo di ragionare su quanto detto.
      Forse ho perso anche tempo a darti una risposta sensata. Saluti e a mai più rileggerTi.

  3. Fabrizio ha detto:

    Molto semplicemente il particolato intrappolato dal filtro viene letteralmente bruciato durante la rigenerazione secondo un processo di ossidazione.
    Il particolato è prevalentemente composto da carbonio (C), questo insieme all’ossigeno formano CO (monossido di carbonio) che poi viene ossidato in CO2 (anidride carbonica), meno dannosa del CO e del particolato.
    NON VIENE FRAMMENTATO NE RIDOTTO IN ELEMENTI PIù PICCOLI
    Basta informarsi da articoli scientifici (anche da tesi di laurea in ingegneria) per avere delle risposte corrette e dettagliate.

    Cito una delle fonti che ho utilizzato per il mio studio sul particolato
    Fonte: S. Mohankumara,⁎, P. Senthilkumarb. Particulate matter formation and its control methodologies for diesel
    engine: A comprehensive review. Renewable and Sustainable Energy Reviews 80 (2017) 1227–1238

  4. Giovanni ha detto:

    Ciao a tutti, io vorrei far presente un video Delle iene dove hanno fatto un servizio sul FAP. E hanno scoperto che durante la rigenerazione del particolato, le molecole si frantumano del 400% (tipo da 10 a 2.5 ppm) e sono ancora più nocive per l’uomo, essendo polveri ultra sottili. Ovviamente lo spiego a mie parole, loro sicuramente dicono cose più dettagliate!!! Alla fine è tutto un mangia mangia dove cercano sempre di fottere le persone

  5. Alessandro ha detto:

    Per capire i guai che produce il Fap digitate su Ricerca Google “Youtube Prof. Montanari Problemi salute Provocati dal Fap”
    Si capirà che il Pm 10 causato dai motori senza Fap può essere fermato da una mascherina sul viso ed invece il Pm 1,5 che esce da quelli che lo montano passa attraverso la mascherina, entra nei polmoni e poi nei globuli rossi.
    Giudicate Voi.

    • Corrado ha detto:

      allora peggio che fumare????

      • Lello ha detto:

        premesso che i fap fanno più danni del particolato a grana grossa, gli interventi andrebbero fatti su caldaie inquinanti, industrie , treni non elettrificati e solo per ultime le auto, anche perchè il mondo non lo salviamo solo noi europei, andate a vedere cosa circola in africa, cina e asia, forse troviamo ancora i ” leoncini OM 40 ” .
        Purtroppo è solo un operazione economica voluta dai cravattari e magnaccia di bruxelles, le ( false ) politiche europee antinquinamento ci stanno portando più danni che benefici, ma finchè saremo servi di questi ……………. sarà difficile farci qualcosa.
        Comunque se andate a ben vedere il numero di vetture defappate è in continuo aumento, giusto o sbagliato non lo sò, ma se in tanti adottano questo sistema un motivo ci sarà, e perseguire questo reato penalmente è pura follia, sia per il caos e i tempi tecnici dei nostri tribunali, sia perchè è impossibile dimostrare chi ha defappato un auto con 3 proprietari.
        viva l’Italia.

  6. Mikele ha detto:

    i discorsi che fate voi non fanno una piega, Ma io o comprato un filtro ultima generazione euro 6 montato sotto un vecchio diesel derivazione vw con varie modifiche alla alimentazione e sul filtro terminale o modificato l”ingresso facendo passare i fumi di scarico nel liquido da me formulato, dai test lo strumento che misura i PM non riesce a rilevare la quantità di polveri sottili forse e starato ma ad aprile sono in german alla tùv per fare ulteriori test giustamente il veicolo e sperimentale, ma anche se funziona le grandi casa sono orientate ad un nuovo combustibile gas-diesel, tra qualche tempo se ne parlerà, non li conviene chiudere le fabbriche di motori diesel, guarda i carro armato esercito,aeri, navi. quello si che fanno fumo….

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