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Bicifestazione 28 aprile: “Vogliamo la mobilità attiva nei luoghi di lavoro”

News • di 13 Apr 2018

Continua il nostro approfondimento sui 10 punti del programma della Bicifestazione del 28 aprile a Roma; oggi affrontiamo il punto 7, sul Bike to Work.

Vogliamo la mobilità attiva e sostenibile nei luoghi di lavoro. Finanziamento del buono mobilità per premiare i lavoratori che fanno scelte sostenibili negli spostamenti e per attrezzare nelle aziende spazi protetti per le biciclette.

Il tema del cosiddetto Bike to Work (in bici al lavoro) è molto ampio, e lo si può affrontare da molti punti di vista. Quello che è più importante sottolineare è che promuoverlo conviene veramente a tutti: ai singoli lavoratori; alle aziende; allo Stato.

Ci sono alcuni paesi europei, grandi e piccoli, dove il Bike to Work è attivamente sostenuto e promosso in modo diretto; questo accade ad esempio in Belgio, dove 400mila lavoratori ricevono un rimborso su base chilometrica per il solo fatto di recarsi al lavoro in bici; nel Regno Unito, dove l’acquisto di bici usate per andare al lavoro è fortemente scontato tramite un rimborso sulle tasse. In altri paesi come Olanda e Danimarca andare in bici al lavoro è ovvio, grazie anche alle condizioni di sicurezza delle strade.

Perché questi paesi puntano così tanto sul Bike to Work? Perché hanno capito che conviene.

I lavoratori

I benefici dell’uso della bici sul corpo e sulla mente sono ben noti. L’ultimo studio che lo conferma arriva dalla Danimarca, dove un campione di persone è stato diviso in tre gruppi: uno ha iniziato ad andare in palestra; un gruppo ha iniziato ad andare al lavoro in bici; un terzo gruppo non ha fatto alcun cambiamento nel proprio stile di vita. I risultati sono stati chiari: il gruppo che ha iniziato a usare la bici ha avuto risultati positivi per il proprio corpo pari a quelli del gruppo che ha iniziato ad andare in palestra. Senza perdere tempo e soldi, però.

Le aziende

Perché le aziende dovrebbero interessarsi al Bike to Work? È semplice: per fare più soldi. Sono ormai numerosi gli studi che dimostrano che i lavoratori che si recano sul luogo di lavoro in modo attivo sono più produttivi, e prendono meno giorni di malattia rispetto agli altri.
A Londra è addirittura nata un’alleanza fra 180 aziende grandi e piccole, che si sono riunite per chiedere migliori condizioni per i propri lavoratori-ciclisti. In un mercato del lavoro competitivo, dove le aziende cercano di attrarre i lavoratori migliori, offrire buone condizioni per i ciclisti è visto come un plus.

Lo Stato

Le conseguenze dirette di quanto scritto finora vanno chiaramente a favore dello Stato, in termini di risparmi in spese sanitarie e di maggiori introiti sulle attività economiche. I benefici in questo senso sono talmente chiari che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unione Europea si cominciano ad attivare per promuovere stili di vita più attivi.

E allora non promuovere l’uso della bici per andare al lavoro non è solo dannoso. Peggio: è stupido.





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