30 giorni per riformare il Codice della Strada

22 Agosto 2018

Facciamo nostro l’appello FIAB alle forze parlamentari: la riforma del CdS va approvata entro il 22 settembre, o anni di lavori andranno perduti.

senato

22 settembre 2018: è questa la data entro la quale il Parlamento dovrà approvare la riforma del Codice della Strada. In quel giorno infatti saranno passati 6 mesi dall’inizio della nuova legislatura, termine entro il quale è possibile portare a compimento gli iter legislativi iniziati durante la legislatura precedente, come appunto quello che aggiorna il nostro vecchio Codice della Strada.

Se questa scadenza dovesse essere ignorata, sarà necessario ricominciare da zero il procedimento, e anni di lavoro andranno sprecati.

I giorni effettivamente a disposizione sono ancora meno dei 30 di calendario, se si conta il rientro dalle ferie.

L’iter fino ad ora: manca poco

La mancata approvazione della riforma avrebbe il sapore di una beffa, visto quanto poco manca alla conclusione dell’iter legislativo. Come riassunto chiaramente sul sito FIAB, il Disegno di Legge Delega per la Riforma del Codice della Strada è stato approvato dalla Camera il 9 ottobre 2014.

È stato quindi trasmesso al Senato, dove però è caduto nel dimenticatoio, nonostante la quotidiana emergenza sicurezza sulle nostre strade. Se non venissero presentati emendamenti, il Disegno di Legge Delega potrebbe essere approvato molto rapidamente: c’è ancora tempo.

Che cosa prevede il Disegno di Legge Delega

Nel testo del Disegno di Legge Delega sono incluse alcune misure che farebbero fare un passo avanti alla sicurezza di chi si sposta sulle nostre strade (e cioè di tutti noi). Prima di tutto il CdS viene in molti punti chiarito e semplificato: un intervento necessario in quanto il testo attuale è spesso confuso, contraddittorio, difficilmente interpretabile (qui un nostro approfondimento sulle misure previste dall’attuale CdS per chi si sposta in bici).

Fin dai princìpi generali del nuovo testo inoltre si mette al centro dell’attenzione la sicurezza degli utenti della strada più vulnerabili come princìpio guida del resto delle norme. Altre misure previste sono la riduzione delle velocità in ambito urbano; l’incentivazione della mobilità ciclistica e pedonale attraverso una migliore pianificazione della viabilità; l’introduzione di concetti come quelli di “spazio condiviso”, “zona d’incontro” e “principio di prudenza”, per gestire la convivenza di utenti vulnerabili e veicoli a motore in ambito urbano.

10 morti al giorno; centinaia di migliaia di feriti all’anno; 23 miliardi di euro l’anno di costi sanitari: tutte cifre che il governo e la maggioranza conoscono bene. Approvare il nuovo CdS sarebbe il primo passo per diminuire i costi umani e finanziari della strage quotidiana che si consuma sulle nostre strade.

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