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Sul ponte manca la ciclabile? La (ri)disegnano gli attivisti

News • di 26 Ottobre 2018

Non è la prima volta che accade e non sarà certo l’ultima: un gruppo di anonimi attivisti per la ciclabilità armato di stencil a forma di bici, pennelli e vernice bianca ha disegnato una corsia ciclabile a Roma. Alle prime luci dell’alba di giovedì 24 ottobre Bikeitalia apprende che dieci persone hanno dipinto una bike lane clandestina sul Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta (PASA) dopo lavori di manutenzione straordinaria di consolidamento e riasfaltatura che erano durati 90 giorni per un ammontare di circa 253 mila euro. Già due anni fa, proprio lì, era stata fatta un’analoga azione di guerrilla cycling, ma poi dopo 48 ore la ciclabile popolare a pochi passi da Castel S. Angelo e dal Vaticano era stata cancellata con insolita solerzia dagli operai del Comune di Roma.

Queste azioni visibili di sensibilizzazione per chiedere il rispetto di chi pedala e spazi adeguati per potersi muovere in sicurezza sulla carreggiata senza rischiare di essere investiti ricordano alle amministrazioni pubbliche inadempienti che secondo la legge n. 366 del 1998 c’è l’obbligo di realizzare ciclabili in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, come recita l’articolo 10: “Gli enti proprietari delle strade provvedono altresì, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché realizzati in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza”.

Paradossalmente le ciclabili popolari – o ciclopop – sono infrastrutture illegali e informali che vengono disegnate da chi pedala ogni giorno in città proprio per chiedere che il Comune rispetti la legge e realizzi con tutti i crismi percorsi ciclabili sicuri quando si rifanno le strade. Nella mezz’ora che ho trascorso questa mattina sul ponte ho potuto constatare dal vivo e documentare che la ciclopop viene utilizzata da chi pedala e rispettata dai mezzi a motore (ad eccezione di qualche motorino che prima del semaforo, se ha spazio per la manovra, la percorre per mettersi davanti alle auto, ndr).

La prima a Roma fu Santa Bibiana: dopo varie vicissitudini l’amministrazione comunale si decise a realizzarla ma il risultato finale non fu all’altezza delle aspettative, perché per evitare di restringere ulteriormente la carreggiata – larghissima – su un lato i tecnici trasformarono un marciapiede in ciclabile vanificando di fatto l’utilità e la portata dell’opera.

Quella sul Ponte PASA è stata un’azione corale e coordinata: gli anonimi attivisti fanno sapere a Bikeitalia che ci sono voluti 24 minuti di tempo e circa 50 euro di materiali per disegnare la corsia ciclabile lunga 110 metri. Ora che la notizia è di dominio pubblico bisognerà capire quali sono le intenzioni del Comune di Roma: cancellare la ciclopop clandestina come la scorsa volta oppure prendere la palla al balzo e rilanciare, ridisegnandola a regola d’arte? In ogni caso dal Campidoglio non potranno ignorare la necessità di rendere fruibile in sicurezza il Ponte PASA anche da chi lo attraversa in bicicletta e avrebbero dovuto farlo in occasione del rifacimento del manto stradale della struttura.

Intanto un risultato è stato già raggiunto, come dimostra il video girato sul ponte: la ciclabile disegnata per terra viene rispettata dai mezzi a motore che non la invadono per diversi motivi. In primis perché la traiettoria di chi gira a sinistra dal Lungotevere per immettersi sul ponte non tocca il primo metro accanto al marciapiede opposto, quello appunto dove è stata disegnata la ciclopop.

In secondo luogo tutti i mezzi a motore che arrivano da Porta Cavalleggeri hanno a disposizione tre ampie corsie e anche quella più vicina alla ciclabile – parzialmente ridotta – è larga abbastanza per essere percorsa. E chi pedala utilizza in sicurezza la striscia di carreggiata sul margine destro separata da una striscia bianca e contraddistinta da qualche stencil a forma di bicicletta.

Ricavare lo spazio per le bici sulla carreggiata, restringendo le corsie per i mezzi a motore, è semplice ed economico: minima spesa, massima resa. La cosa funziona, come hanno dimostrato gli anonimi attivisti: se i Comuni partiranno da questo schema per ridisegnare la viabilità, in città sempre più congestionate dal traffico, andranno nella giusta direzione.





2 Risposte a Sul ponte manca la ciclabile? La (ri)disegnano gli attivisti

  1. Micheletti piera ha detto:

    Potremmo fare la stessa cosa sulla fatiscente ed una volta esistente pista ciclabile che da piazzale virgilio a Monza immette sulla S.S. 36 Valassina direzione Monza per le auto ma per quanto riguarda le bici vorrebbe dire direzione Lecco e direzione Monza. Ho già inviato richiesta all ‘assess alla viabilità di Monza ma non mi ha risposto.

  2. Michele ha detto:

    Bellissima iniziativa …!!!
    Una volta in più è stato ribadito che lo spazio della bici è la carreggiata e non il marciapiede … chissà quando lo capiranno gli amministratori e i tecnici dei comuni !?!?!?

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