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All’aeroporto senz’auto: la bicicletta come alternativa di successo

Bike to work, Bikelife, Ciclismo urbano, News • di 30 Ott 2018

Probabilmente non avrete mai preso in seria considerazione l’ipotesi di recarvi all’aeroporto in bicicletta, per il semplice fatto che quasi tutti gli aeroporti italiani sono irraggiungibili in sella a una bici.

Gli scali aeroportuali di tutto il mondo sono spesso localizzati in aree marginali delle città, nella maggior parte dei casi si trovano in località distanti diversi chilometri dal centro urbano più importante.

Il loro posizionamento è senza dubbio il frutto di scelte obbligate dalla necessità di avere a disposizione grandi spazi aperti, lontani dall’ambiente costruito, indubbiamente per questioni di sicurezza ma anche per diminuire i disagi provocati dall’inquinamento acustico e atmosferico generato dai velivoli.
La dislocazione extraurbana di queste strutture, se non supportata da una efficiente rete ferroviaria, genera l’impossibilità di raggiungere queste mete con mezzi alternativi all’automobile, provocando così dei fenomeni di congestione da traffico e problemi legati alla difficoltà di trovare parcheggio.
Chiunque abbia preso un volo per lavoro o per piacere ha in mente le grandi distese di parcheggi che caratterizzano gli aeroporti italiani e che non a caso rappresentano una delle prime voci d’entrata nel bilancio di un aeroporto.

Tuttavia, raggiungere l’aeroporto più vicino a casa in bici non è così impossibile: alcuni casi europei ci dimostrano che realizzare percorsi ciclabili che si collegano agli aeroporti è possibile e soprattutto giova a quella fetta di lavoratori aeroportuali che vivono a una distanza dallo scalo inferiore ai 10 km.
Dobbiamo infatti considerare che un aeroporto di grandi dimensioni muove qualcosa come 15/20 mila pendolari al giorno, se a questa cifra sommiamo il numero di passeggeri diretti ai vari terminal otteniamo un gran numero di persone.
Riuscire a trasferire una percentuale di questi utenti che oggi si muovono in auto in utenti che scelgono la bicicletta è un primo passo per ridurre il traffico e parte dell’inquinamento.

A queste persone potrebbero sommarsi i sempre più numerosi cicloturisti che decidono di intraprendere un viaggio dall’altra parte del mondo, necessitando quindi di imbarcare sull’aereo la propria bicicletta: poter offrire la possibilità di arrivare in aeroporto pedalando sarebbe un valore aggiunto all’esperienza di viaggio.

Seguono tre casi di successo europei:

AMSTERDAM-SCHIPHOL

Raggiungere l’aeroporto di Schiphol in bicicletta è molto semplice, non a caso è la soluzione più apprezzata dai pendolari che ogni giorno si recano allo scalo aeroportuale per lavoro. Sono infatti disponibili diversi percorsi per raggiungere l’aeroporto in totale sicurezza, senza dover rinunciare al mezzo preferito dagli olandesi.

All’interno della struttura sono disponibili aree attrezzate al parcheggio bici anche a lunga permanenza, non solo quindi per chi si reca all’aeroporto per lavoro ma anche per coloro che sono in partenza per un viaggio e non vogliono rinunciare all’idea di arrivare al terminal con la propria bici.

Raggiungere Schiphol in bicicletta è molto comune, per questo i parcheggi bici sono molto utilizzati e per evitare di arrivare all’aeroporto senza la certezza di trovare un posto in cui legare la propria bici sono già in previsione progetti di ampliamento dei parcheggi disponibili.

LONDRA-GATWICK

L’aeroporto di Gatwick è il secondo aeroporto più importante di Londra per numero di passeggeri dopo quello di Heathrow, possiede due terminal, uno a sud e uno a nord, entrambi raggiungibili in bicicletta grazie al passaggio nelle vicinanza della National Cycle Route 21 (NCR 21).
La struttura è dotata inoltre di collegamenti diretti dalla ciclovia nazionale al terminal, è un esempio l’ascensore dedicato alle biciclette utile per raggiungere il Terminale Sud.

Anche l’aeroporto di Gatwick è dotato di diversi cicloparcheggi dove poter lasciare la bicicletta durante il proprio viaggio. Si tratta di spazi sorvegliati da telecamere a circuito chiuso, dove è sempre consigliabile utilizzare un buon lucchetto per assicurare la bicicletta dai furti.

VIENNA-SCHWECHAT

I comuni di Schwechat e Fischamend insieme alla società che gestisce l’aeroporto di Vienna hanno creato un percorso ciclabile interamente dedicato a poter raggiungere lo scalo in bicicletta.
Il progetto è stato portato avanti grazie al supporto della provincia dell’Austria Inferiore con l’obiettivo di fornire ai pendolari dell’aeroporto un percorso sicuro per raggiungere il luogo di lavoro.
L’iniziativa non permette solo di collegare i comuni vicini all’aeroporto ma anche di creare un itinerario capace di unirsi a quelli già presenti per connettere il centro di Vienna con l’Austria Inferiore.
Il percorso è confortevole grazie al fatto che è totalmente in piano e si rivolge prettamente a quelle 20.000 persone che ogni giorno si recano all’aeroporto per lavoro.

Per quanto riguarda il panorama italiano, recentemente la Regione Friuli Venezia Giulia ha finanziato un progetto di collegamento dell’aeroporto di Trieste con la Ciclovia Adriatica (Fvg 2).
Anche il comune di Cardano al Campo, prossimo all’aeroporto milanese di Malpensa sta prendendo in considerazione l’idea di realizzare un percorso ciclabile che colleghi il centro abitato con il secondo scalo più importante d’Italia.

Poter raggiungere i vari aeroporti del nostro Paese in modo alternativo all’auto è possibile, l’ampliamento della rete ferroviaria è indispensabile e prioritario, tuttavia puntare sulla bicicletta e sullo sviluppo della rete ciclabile è un metodo veloce ed economico, utile soprattutto a quelle persone che gravitano quotidianamente attorno agli aeroporti.





2 Risposte a All’aeroporto senz’auto: la bicicletta come alternativa di successo

  1. Marco Melillo ha detto:

    Se non ricordo male, Shiphol offe anche la possibilità di acquistare in loco i cartoni per l’imballo e l’imbarco in stiva della bici.

  2. Giulio ha detto:

    A Roma, per quanto possa sembrare paradossale, ci vorrebbe davvero poco per realizzare una progetto simile considerando che entrambi gli aeroporti principali sono lambiti da due percorsi ciclabili già esistenti, l’Appia antica per Ciampino e la Roma-Fiumicino tenuta viva dal prezioso lavoro dei volontari.

    Che spreco e che (ennesima) frustrazione.

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