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Smart City e bicicletta: quando la tecnologia aiuta i ciclisti

News • di 30 Nov 2018

Le città possono ridurre traffico e congestione in poco tempo attraverso lo sviluppo di infrastrutture ciclabili.
La creazione di una rete di percorsi a favore della bicicletta è il metodo più economico e veloce per ottenere una nuova ripartizione modale degli spostamenti dei cittadini.

Le infrastrutture per la mobilità in bicicletta sono molto più semplici da realizzare nel breve periodo rispetto, ad esempio, all’ampliamento del servizio di trasporto pubblico. Ciò significa che con investimenti minimi si possono ottenere grandi risultati.

Per cambiare le abitudini dei cittadini non bastano esclusivamente le opere pubbliche, servono campagne di comunicazione e sensibilizzazione. L’utilizzo di nuove tecnologie aiuta a migliorare l’esperienza dei ciclisti urbani.

La ciclabile con gli animali

La piccola città danese di Egedal ha sperimentato un progetto per motivare i bambini ad andare a scuola in bicicletta. L’amministrazione comunale ha installato diverse sculture di animali africani lungo la ciclabile di 2.3 km che porta alla scuola elementare.
Grazie a un’etichetta RFDI applicata sui caschi dei bambini al loro passaggio si attivano luci e suoni che rendono piacevole il bike to school per i più piccoli.

La gestione degli incroci

Salire e scendere continuamente dalla propria bicicletta a ogni incrocio non è certo così comodo, per questo motivo in Danimarca hanno sviluppato una tecnologia che permette ai ciclisti di pedalare liberamente senza doversi fermare continuamente agli incroci semaforizzati: questo sistema si chiama “onda verde”.

Chi pedala lungo una strada dotata di questa tecnologia è consapevole della sua velocità e può regolarla in modo da trovare via libera all’incrocio.
Le alternative possibili sono diverse: dal semplice sensore che capta il passaggio del ciclista a un’etichetta RFDI da applicare sul telaio della bici.

Oltre a queste tecnologie Siemens ha creato un’applicazione basata sull’utilizzo del GPS chiamata SiBike, il software capta la velocità del ciclista e la direzione in modo da attivare il verde al semaforo.
La periferia di Copenhagen ha sperimentato un sistema ancora più semplice: dei pannelli a led di countdown per consentire al ciclista di adattare la pedalata al tempo disponibile per impegnare l’incrocio.

Sempre in Danimarca, a Odense, l’amministrazione ha deciso di aumentare il tempo di verde al semaforo posto tra il centro città e l’università, ma solo durante le giornate di pioggia. La tecnologia si basa su una serie di sensori laser e meteorologici che permettono quindi di diminuire le possibilità che i ciclisti restino fermi sotto la pioggia.

Gli incroci dotati di due diversi semafori, per ciclisti e automobilisti, consentono alle biciclette di attraversare l’incrocio prima delle auto. Questa soluzione garantisce maggior sicurezza e visibilità ai ciclisti fermi al semaforo.

Mostrare ai ciclisti che contano

L’installazione di contatori automatici per ciclisti è un ottimo modo per mostrare l’attenzione della città verso le persone che scelgono di muoversi in bicicletta. Questi pannelli informativi, oltre a condividere i dati di conteggio in tempo reale sono spesso utilizzati come strumenti per comunicare direttamente con i ciclisti, frasi come “Grazie per aver scelto la bicicletta” piacciono ai ciclisti e alle amministrazioni comunali.

Premi a chi pedala di più

La diffusione degli smartphone e delle applicazioni basate sull’ausilio del GPS permettono di sviluppare politiche di gamification dell’esperienza ciclabile. Giochi, premi e raccolte punti si trasformano in sconti e vantaggi fiscali per coloro i quali scelgono di muoversi in bicicletta.

 

Le nuove tecnologie, tra cui l’avvento della rete 5G, giocheranno un ruolo importante nell’accelerare la diffusione della mobilità ciclistica. Le città che renderanno la bicicletta un mezzo più attrattivo, anche sul piano tecnologico, saranno città più resilienti, sostenibili e salutari.





2 Risposte a Smart City e bicicletta: quando la tecnologia aiuta i ciclisti

  1. stefano ha detto:

    già, tutto bello, piccolo dettaglio però: quando tutte queste cose smart si applicassero alla mia citta (Milano) sarebbe il caos totale, e sapete perchè? Perchè la quantità di auto nelle città italiane è enormemente superiore a quella di altre città europee (non parliamo dei paesi citati nell’articolo, dove le macchine ce le hanno 4 gatti). Esempio recentissimo la storia dei semafori per la nuova ciclabile in Piazza Repubblica, col traffico paralizzato perchè i semafori ora tengono conto anche dei ciclisti (per forza si blocca tutto, la proporzione tra auto su strada e bici sulla ciclabile sarà di 1000 contro 10). E sapete come andrà a finire? Che regoleranno i semafori della ciclabile in modo che il ciclista aspetterà il verde in eterno, invogliandolo ad andare sulla strada e vanificare tutto

    • Francesco ha detto:

      Non ho capito il tenore del tuo commento, soprattutto quel piccolo dettaglio di cui parli, che non è un piccolo il dettaglio ma il problema da risolvere attraverso una indispensabile e inevitabile rivoluzione della mobilità nelle città italiane. Ridurre il parco auto in Italia è una priorità, e lo si deve fare prediligendo già dal punto di vista progettuale tutti i mezzi che non sono i motori privati. Seguono poi il piano economico, con gli incentivi per le bici e le tasse per le auto, e si condisce tutto con la comunicazione. Perché, anche da quello che hai scritto tu, non basta la frustrazione di vivere nel traffico, bisogna anche spiegare alle persone che l’auto è cattiva, le bici e i mezzi pubblici sono buoni.

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