Ciclabili a Milano: l’impegno c’è, ma l’emergenza sembra sia già passata

20 Luglio 2020

Si è tenuta mercoledì 15 luglio una breve riunione sui progetti e i cantieri ciclabili avviati a Milano, un’occasione per fare il punto sulle novità promosse dall’Assessorato alla mobilità.

Tra i partecipanti al “Tavolo tecnico sulla ciclabilità di Milano” diverse associazioni del territorio, tecnici, uffici comunali e l’assessore di riferimento Marco Granelli.

Ciclabile Buenos Aires

L’appuntamento ha visto la presentazione di alcuni interventi già realizzati e altri che a breve vedranno la luce in città. Tra questi l’interessante applicazione della nuova norma prevista dal decreto Rilancio che permette di inserire delle corsie ciclabili in sola segnaletica orizzontale, già realizzate lungo l’asse di viale Puglie e che rappresentano a tutti gli effetti la prima applicazione sul territorio cittadino.

Oltre a viale Puglie sono stati presentati ulteriori progetti in sola segnaletica, in zona piazzale Ovidio e via Cesare Lombroso, ma anche in zona Legioni Romane dove gli interventi si stanno ultimando in questi giorni. Altre soluzioni, di stampo più classico e “in struttura” come solitamente si definiscono le ciclabili in sede protetta sono previsti in via Novate (ormai completata), lungo l’itinerario Stadio-Buonarroti riqualificando la bidirezionale esistente, prevedendo anche l’inserimento di alberature e lungo la cerchia della 90-91, con riferimento all’asse tra piazzale Lotto, Stuparich e Zavattari, coinvolte da un progetto di riqualificazione integrale.

Questi ultimi hanno creato i maggiori malumori tra i presenti, essendo assi strategici per la viabilità cittadina dove però sono previste soluzioni ai minimi di norma (150 cm).

Inoltre, ciò che emerge dall’incontro è uno scollamento degli uffici dalla necessità di fare tanto e presto. Il rischio è di arrivare a settembre con una ripresa delle attività scolastiche e lavorative con la città bloccata dal traffico, e quindi di arrivare a ottobre-novembre con una qualità dell’aria ancora peggiore di quella a cui siamo abituati.

L‘impegno della struttura tecnica è innegabile e sotto gli occhi di tutti, così come hanno sostenuto le associazioni presenti, ma manca ancora il coraggio di mettere la ciclabilità al centro della progettazione della strada. Il risultato è che anche nei nuovi interventi di previsione spesso le ciclabili vengono realizzate sottodimensionate e in modo da non dare fastidio al traffico automobilistico, di fatto penalizzandole e rendendo il percorso del ciclista tortuoso e poco attraente.

Per questo più voci hanno evidenziato l’importanza di realizzare più infrastrutture, sfruttando anche le nuove normative che agevolano la realizzazione di corsie ciclabili, un modo veloce ed economico per offrire a milano un numero crescente di itinerari.

Il timore evidenziato da più parti è che le ciclabili in struttura, realizzate con materiali costosi e ancora una volta rispettando il minimo sindacale dei 1.5 metri di ampiezza diventino obsolete in poco tempo, soprattutto in termini di capacità: un aumento del numero di ciclisti porterebbe tante persone a scegliere di usare la strada al posto della ciclabile pur di andare più velocemente.

Clamoroso il caso di Porta Venezia-Buenos Aires: prima della realizzazione delle nuove ciclabili il modal share ciclistico era fermo a un 6%, a oggi con i nuovi interventi in sola segnaletica si raggiungono picchi del 25% di biciclette.

Corso Buenos Aires una sera d'estate. Le chiacchiere stanno a zero.

Gepostet von Valerio Montieri am Dienstag, 14. Juli 2020

L’augurio è che la politica e la struttura tecnica accolgano i suggerimenti provenienti da chi la bici la usa ogni giorno, e che soprattutto ci sia una forte accelerazione nella realizzazione di nuovi itinerari adeguatamente dimensionati e capaci di rispondere ai bisogni futuri della città.

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