Mobilitars: il movimento come ricetta contro la sedentarietà

11 Febbraio 2021

Mobilitars: presentata la ricetta contro la sedentarietà.

Il 10 Febbraio 2021 è andata in scena la seconda giornata di lavori del Mobilitars, il simposio digitale organizzato da Bikenomist per ripensare la città del futuro.

La mattinata è stata occupata dalle relazioni di esperti sul tema della sedentarietà e di come affrontare la sfida di un paese sempre più vecchio, sempre più malato e sempre più immobile.

Dalle relazioni sono emerse delle idee interessanti per poter contrastare la crescente e preoccupante sedentarietà della popolazione italiana:

  • Ogni movimento conta: nella sua relazione, la dott.ssa Barbara De Mei, ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha mostrato come il contrasto dell’attività fisica debba essere realizzato tenendo in considerazione non solo le attività sportive bensì qualunque movimento. Al termine dell’intervento ha anche suggerito di ripartire dalle scuole, dove il movimento deve diventare parte integrante del programma didattico;
  • Ripartiamo dai bambini: a seguire, il dott. Giacomo Biasucci, pediatra e presidente della SIP dell’Emilia Romagna, ha mostrato dati allarmanti riguardo alla salute dei bambini italiani, che sono sempre più obesi e immobili e che questa situazione avrà una ricaduta disastrosa per il futuro del Paese. A conclusione ha lanciato la proposta di eliminare le auto dallo spazio antistante le scuole per permettere ai bambini di giocare liberamente, perché è impensabile che l’attività fisica debba essere relegata solo all’orario scolastico;
  • Una città sportiva è una città felice: lo scrittore e giornalista Paolo Di Caro ha mostrato un dato interessante. Le città che mostrano il coraggio di sottrarre spazio alle auto per creare dei luoghi dove effettuare attività fisica libera presentano un tasso di felicità maggiore. Vi è quindi un’importante correlazione tra la felicità e la soddisfazione personale e i livelli di attività fisica, per cui le amministrazioni che vogliono migliorare la salute e la serenità dei propri cittadini dovranno andare nella direzione della “sportivizzazione” delle proprie città;
  • Serve un piano d’azione: a conclusione della serie d’interventi Omar Gatti, dottore in scienze motorie e direttore della scuola di formazione Bikeitalia, propone un piano d’intervento strutturato per contrastare la sedentarietà. Un piano che, alla luce degli studi, deve rivolgersi a popolazioni specifiche, proporre un’unica attività fisica, coinvolgere medici e professionisti del movimento, prevedere un monitoraggio continuo nel tempo e un’informazione costante dei soggetti che vi partecipano. Al termine dell’intervento è stato proposto di equiparare il laureato in scienze motorie a una figura sanitaria, in modo da rendere detraibile dalle tasse la spesa per l’attività fisica;

A questi interventi si aggiunge la testimonianza di Filippa Lagerbäck, che oltre a raccontare la sua storia come madre che vuole insegnare alla propria figlia ad andare in bici a scuola in una città come Milano, propone di portare in Italia una legge svedese che fa sì che la Natura sia un bene comune, di tutti, e che tutti ne possono fruire liberamente. Questa legge ha prodotto negli Svedesi un senso di responsabilità verso la Natura, cosa che in Italia manca totalmente.

Dalla giornata di Mobilitars del 10 Febbraio è emerso il quadro desolante di un Paese di bambini obesi, adulti imprigionati nelle auto e di anziani malati cronici ma soprattutto è stata proposta un’alternativa. È possibile però creare un Paese sano, fatto di persone che si muovono in modo fisicamente attivo, che hanno rispetto dell’ambiente e del proprio corpo e gli strumenti per farlo ci sono, così come le idee.

In questi giorni si sta insediando il nuovo Governo, che sarà presieduto dal professor Mario Draghi. Compito non facile per questo nuovo esecutivo sarà quello di risollevare le sorti dell’economia italiana nel periodo post-pandemico. Ma allo stesso tempo, speriamo, il Governo prenda sul serio il problema della sedentarietà e della salute dei cittadini, perché, come dice un vecchio proverbio, “i soldi non danno la felicità”, serve qualcosa d’altro.

E un Paese più attivo fisicamente è un Paese più felice.

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