Elezioni 2021: la bicicletta fa il pieno di preferenze ed entra in consiglio comunale a Milano e Bologna

5 Ottobre 2021

Se esistesse un partito della bicicletta, oggi potrebbe festeggiare un primo storico traguardo: l’ingresso in importanti consigli comunali come quelli di Milano e Bologna.

Si può riassumere così il boom ottenuto dal milanese Marco Mazzei, eletto (salvo riconteggi dell’ultimo minuto) nella lista Beppe Sala Sindaco con 1028 preferenze, e di Simona Larghetti, eletta nella lista Coalizione Civica a Bologna, con 1015 preferenze.

Simona Larghetti e Marco Mazzei

Larghetti e Mazzei avevano realizzato una sorta di ticket sull’asse Milano-Bologna coordinando le proprie attività di campagna elettorale sui social media mettendo in relazione le due grandi città che hanno portato a casa l’elezione del sindaco al primo turno.

Mazzei e Larghetti hanno un percorso comune caratterizzato da un attivismo civico esterno al mondo dei partiti che ha avuto al centro della propria azione la sicurezza stradale per tutti e la riqualificazione dello spazio pubblico urbano, nonché il diritto alla mobilità dei bambini.

Conosciutisi nel 2012 nella stagione del movimento #salvaiciclisti, i due hanno seguito percorsi paralleli: Larghetti ha fondato l’associazione Salvaiciclisti Bologna, ha aperto e gestito Dynamo, la velostazione di Bologna, ed è stata presidente della consulta della bicicletta locale.

Larghetti, 37 anni e 2 figli, è stata la settimana più votata tra oltre 600 candidati e commenta così il risultato ottenuto: “Questo risultato mi sbalordisce e mi commuove, perché ci vedo dietro tutta una città che pedala con me verso il cambiamento. Per noi la bicicletta non è il fine, ma il mezzo: il mezzo per città più belle, più giuste, per città davvero democratiche. Abbiamo portato le nostre idee nella politica attiva, quella fatta di pratica e contatto con il territorio. Ora inizia il lavoro vero, dove dobbiamo dimostrare di saper tradurre i sogni in buona politica.”

Mazzei ha invece negli ultimi 10 anni ha mantenuto un profilo meno istituzionale: è stato tra gli iniziatori della Massa Marmocchi, l’iniziativa dal basso per portare i bambini a scuola in bicicletta, si è inventato l’anello ciclistico “abbracciami” e ha realizzato due edizioni di Milano Bike City prima di essere stato interrotto dalla pandemia di Covid-19.

A caldo Mazzei ha così commentato a Bikeitalia.it: “il mio risultato elettorale significa che la comunità della bicicletta è forte e che in tante e tanti hanno voglia di cambiare, di smontare la città delle automobili e costruire la città delle persone. La coalizione poi con questa vittoria totale anche in tutti i municipi ha una grande responsabilità e noi tutti personalmente, prendiamocela tutti e Milano diventerà una città migliore.”

Con una corsa sul filo di lana Mazzei si è piazzato quarto in lista lasciandosi alle spalle personaggi importanti e storici come Roberta Guaineri, assessora uscente allo Sport. Sempre a Milano vale anche la pena evidenziare il risultato elettorale dell’assessore uscente alla mobilità, Marco Granelli, che ha visto ridursi le proprie preferenze dalle 3183 del 2016 alle 1812 del turno appena conclusosi.

Risultati differenti, invece, nelle altre città al voto. Il sistema elettorale delle amministrative non offre certezze nella composizione dei consigli comunali in caso di ballottaggio (a causa del premio di maggioranza offerto al sindaco vincitore), ma in ogni caso sembrano esclusi dalla corsa al consiglio comunale degli altri cicloattivisti nelle città di Torino (Beppe Piras) e Trieste (Federico Zadnich).

A fare la differenza adesso nelle politiche urbane sarà la nomina degli assessori alla mobilità nelle due città, ma la presenza nei due consigli comunali di Milano e Bologna di qualcuno che conosca la differenza tra una corsia e una pista ciclabile, che capiscano il valore di una zona 30, che valorizzino l’andare a piedi e la qualità dell’aria, che si sono formati negli anni sulla gestione dello spazio pubblico urbano oltre le posizioni ideologiche è una buona notizia.

Insomma, il Partito della Bicicletta non c’è e per fortuna non ci sarà mai perché la bicicletta deve entrare nel dna di ogni compagine politica, però è opportuno evidenziare che, dopo 10 anni di movimentismo si assiste finalmente a un cambio di marcia con l’ingresso ufficiale nelle istituzioni di chi diede vita e aria al coinvolgimento popolare attorno al tema della sicurezza stradale.

Aspettiamo fiduciosi grandi cambiamenti in queste città.

Commenti

3 Commenti su "Elezioni 2021: la bicicletta fa il pieno di preferenze ed entra in consiglio comunale a Milano e Bologna"

  1. Andrea ha detto:

    E’ un primo importante passo. Per favore Paolo segui con attenzione i due nuovi eletti e riporta aggiornamenti su Bikeitalia, non vorrei che il buon Sala metta Mazzei a gestire le cacche di piccione in Duomo

  2. Non sono molto convinto che sia una fortuna che non ci sarà mai il partito della bicicletta. A Verona l’ho proposto e mi hanno bastonato subito quasi avessi proposto una follia. Io invece penso che se qualcuno “esterno” visita bene Verona capisce che non sarebbe una follia. E’ strano che i veronesi non ci arrivino. E non penso che sia l’unica città che ne avrebbe davvero bisogno.

  3. Lu ha detto:

    A Torino c’era anche Vivi per la bicicletta e anche lei non ha raggiunto il quorum purtroppo

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