Spagna: vietato mettere in pericolo o intralciare i ciclisti

10 Dicembre 2021

In Spagna è stato recentemente approvato il nuovo Codice della Strada: le novità introdotte, in attesa della pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale, entreranno in vigore a marzo 2022. Alcune misure riguardano in particolare la sicurezza stradale dei ciclisti con maggiori tutele per la loro circolazione e un inasprimento delle sanzioni per chi alla guida di un mezzo a motore non li rispetta in fase di sorpasso e per chi parcheggia sulle ciclabili.

Sorpassi più sicuri

Per quanto riguarda il sorpasso dei ciclisti, i conducenti di automobili oltre a rispettare il metro e mezzo di distanza laterale saranno tenuti a cambiare completamente corsia quando sorpassano ciclisti (o ciclomotori) su strade con più di una corsia per ciascuna direzione di marcia. Sulle strade dove c’è una sola corsia per senso di marcia viene mantenuto l’obbligo di mantenere la distanza minima di sicurezza di un metro e mezzo: per chi non la rispetta la sanzione è di 200 euro con la perdita di 6 punti dalla patente (in precedenza erano 4, ndr).

Come riporta il quotidiano spagnolo Marca, il comma 4 dell’articolo 35 è stato riformulato così: “Il conducente di un veicolo che intenda sorpassare una bicicletta o un ciclomotore, o un insieme di essi, deve farlo occupando parte o tutta la carreggiata adiacente o opposta, se del caso, della strada e mantenendo una larghezza di sicurezza di almeno 1,5 metri, salvo quando la strada ha più di una corsia in ogni senso di marcia, nel qual caso sarà obbligatorio un cambio di corsia completo È vietato sorpassare, mettere in pericolo o intralciare la circolazione dei ciclisti nella direzione opposta, anche se questi ciclisti stanno pedalando affiancati”.

Parcheggio sulle ciclabili

Un’altra novità introdotta nel nuovo Codice della Strada in Spagna riguarda il parcheggio sulle ciclabili: per chi sosta sui percorsi riservati alle bici è prevista una multa di 200 euro e la perdita di 6 punti della patente. Questa è la nuova formulazione della lettera d) dell’articolo 76: “(Costituisce reato grave, quando non costituisce reato) la sosta o la sosta nella corsia degli autobus, in corsie o piste ciclabili, in curve, dislivelli, aree di parcheggio ad uso esclusivo di persone con disabilità, gallerie, sottopassaggi, incroci o in qualsiasi altro luogo pericoloso o in cui la circolazione sia gravemente ostacolata o costituisca un rischio, specie per i pedoni”.

E in Italia?

Mentre in Spagna le leggi aumentare la sicurezza dei ciclisti procedono spedite, in Italia il tema è ancora relegato ai margini dell’agenda politica: lo dimostra il fatto che il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 – come sottolineato da numerose Associazioni – nella sua prima stesura conteneva un’impostazione di fondo che non inquadrava il tema nel modo corretto. Alcune osservazioni migliorative su questi aspetti sono state recepite dal parere del Senato, mentre si è in attesa del parere da parte della Commissione Trasporti della Camera.

L’enorme differenza culturale tra Spagna e Italia risulta plasticamente evidente guardando la segnaletica sulle strade, come abbiamo fatto notare sull’account Facebook di Bikeitalia:

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