Pedalate in Faccia | Quelli che non vogliono Milano a 30 km/h

12 Gennaio 2023

Milano a 30 km/h: il Comune di Milano finalmente ha votato una mozione che lo impegna a diventare ‘Città 30’ a partire dal 1° gennaio 2024.

Non è la prima città italiana a farlo, e lo fa già in ampio ritardo rispetto a molte altre grandi capitali europee.

Tuttavia è stato questo l’evento che ha avuto la più elevata risonanza mediatica e che ha suscitato le più vivaci polemiche.

Se però ci si fermasse un poco a guardare i dati e a riflettere, si vedrebbe come le esperienze sino a oggi maturate parlano di una riduzione della mortalità nell’ordine del 50%.

Milano a 30 km/h: 20 vite salvate ogni anno

Per una città come Milano questo significa evitare ogni anno la morte di 20 persone: sono persone reali, non astratte entità statistiche, sono persone cui manca solo l’attribuzione di un nome, di una età e di un progetto di vita stroncato.

Se quel nome fosse conosciuto in anticipo nessuno oserebbe contestare un provvedimento che potesse risparmiare la vita di quella persona; ci si permette di farlo oggi solo perché quel nome sarà rivelato dopo.

Ma questo ‘dopo’ non può pulire le coscienze di chi dice no.

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Commenti

23 Commenti su "Pedalate in Faccia | Quelli che non vogliono Milano a 30 km/h"

  1. Daniele Giuseppe Eugenio Colombo ha detto:

    Buongiorno,io non sono d accordo sul limite dei 30 km ora per differenti ragioni .
    un automobilista che guarda il telefonino a 30 all ora può fare molto male le stesso .
    Bisogna ,ed è facile, bloccare il telefonino se non si ha viva voce e bocco messaggi se in movimento, solo conversione messaggio su viva voce .
    30 km ora permette alle assicurazioni e hai comuni di non pagare ad esempio fanno ,assumendo che la velocità oltre i 30 non ne permette la liquidazione.,esempio 30 km ora su cavalcavia del ghisallo .
    Necessità di fare corsi di educazione stradali annuali a conduttore di Bici , Monopattini, Auto , si potrebbe usare il balzello del collaudo auto per finanziare questi corsi .
    Eliminazione delle strisce pedonali sulla destra di una immissione stradale , purtroppo vissuto sulla mia pelle ,in quanto da fermo al buio guardando a sinistra per potermi immettere alla mia ripartenza mi trovavo bici senza luci su strisce pedonali a destra , CHE PAURA .
    Voglio precisare che posseggo bici tandem,monoruota , monopattino, moto ,scooter , Auto e non ho mai avuto incidenti in 40 anni di guida .

  2. Giuseppe ha detto:

    Come al solito in Italia tutto diventa una “guerra di religione” invece che idee e proposte da sperimentare.
    Sono grandemente favorevole a provare i 30km/h in un contesto ampio come una grande citta` per un periodo di tempo (ideale sarebbe 2 o 3 anni) e poi tirare le somme per capire come realmente ha impattato.
    Se non sperimenta si rimane sempre nel dubbio, ognuno dice la sua e tira acqua al suo mulino.
    Alcune riflessioni:
    1. la v.media e’ gia’ piu` bassa di 30? Be’ allora perche’ vi preoccupate?
    2. abbassare la v. non e’ la soluzione servono + ciclabili, + trasporto pubblico e blablabla, questo serve solo a “insabbiare la cosa” sono ragionamenti che davvero non capisco, c’e` sempre qualcosa di piu` urgente/importante/diverso da fare e intanto non si fa niente.

    A chi si stupisce dei commenti rispondo che secondo me su questo sito gli utilizzatori della bici per mobilita’ urbana/sostituzione auto sono minoranza (forse esigua) la maggioranza sono ciclisti sportivi, meraviglia finche’ si parla di specialissime da 6k euro o cicloturismo in tutto il globo terracqueo, ma guai a toccargli la macchinetta che usano tutti i giorni per andare al lavoro/portare i figli a scuola etc… etc… :-)

    Idea che mi sono fatto io, ovviamente potrei sbagliare

    Comunque buona giornata a tutti, cerchiamo di stare sereni e positivi almeno tra di noi che (dovremmo) avere tutti quanti la stessa passione

  3. Ivano ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    vorrei brevemente esporre la mia esperienza tanto di automobilista quanto di attivo soggetto per la mobilità a due ruote, motorizzate e non.
    Nuovi limiti di velocità non innescano necessariamente comportamenti virtuosi e, chi prima circolava a 70-80km/h, continuerà a farlo in barba alla segnaletica, perché minore appare l’assennatezza e l’equilibrio delle regole minore è la propensione al loro rispetto.
    Per non parlare, in una grande città come Milano, delle migliaia di velocipedi che sfrecciano su marciapiedi o in contromano per i quali anche le zone “15km/h” risulterebbero mettere a repentaglio vite umane.
    L’amministrazione comunale potrebbe, di contro, individuare le zone più critiche dal punto vista della commistione dei diversi traffici veicolari, incanalando quelle di micromobilitá in percorsi “sicuri”, caratterizzati da barriere fisiche di delimitazione nonché sanzionando opportunamente le condotte di QUALUNQUE utente della strada, rinunciando a perseguire esclusivamente le logiche di cassa con AreaC, autovelox e sosta.
    Parallelamente, i dissuasori orizzontali (dossi artificiali) fungerebbero da catalizzatore per riportare alla ragione i “piloti” irriducibili.
    Milano non è Amsterdam né Copenaghen e ha le carte in tegola per diventare la città non più divisiva degli ultimi anni ma più educata e civile, nel rispetto delle esigenze di mobilità di tutti, con buona pace di chi pensa di abbattere le emissioni inquinanti mitigando il traffico veicolare privato, cieco innanzi al reale problema della nostra città e cioè i riscaldamenti nei condomini, soprattutto quelli più centrali, dove si brucia ancora olio combustibile con buona pace di tutti i bambini milanesi, uno su quattro colpito da malattie respiratorie sin dalla più tenera età.
    Restituiamo Milano a tutti i milanesi, quale che sia il loro pensiero e la loro sensibilità, per una Milano ancora da bere e meno da “affogare”.

  4. Jack ha detto:

    come al solito si parte dalla fine.
    ridurre la velocità in alcune zone va bene,fare sparire tutte quelle auto parcheggiate ovunque pure,ma bisognerebbe prima creare reali piste ciclabili,dove possibile anche sopraelevate,aumentare mezzi di trasporto dentro la città e in direzione della città, parcheggi ad un prezzo accessibile,dare delle norme stradali a tutti,compresi ciclisti e monopattini e c.,poi quando si è data la possibilità alle persone di avere valide alternative,dare multe a chi non rispetta le regole,altrimenti è il solito scarica barile che risolve i pro lemu di pochi, più che altro di coscienza.
    poi possiamo parlare di città europea

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