Politiche

Salvini blocca le Città 30. Bologna tira dritto: direttiva inefficace?

Salvini blocca le Città 30. Bologna tira dritto: direttiva inefficace?

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato la direttiva annunciata contro le Città 30: un atto che di fatto blocca la possibilità di istituire un limite di velocità generalizzato di 30 km/h in città e mira a depotenziare la portata del provvedimento adottato dal Comune di Bologna.

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini blocca Città 30 direttiva MIT

MIT: no al limite generalizzato di 30 km/h in città

Nella direttiva del MIT (scaricabile in versione integrale da questo link), si sottolinea che “l’imposizione generalizzata di limiti di velocità eccessivamente ridotti potrebbe causare intralcio alla circolazione e risultare pregiudizievole sotto il profilo ambientale”. Il Ministero suggerisce che una regolamentazione della circolazione stradale dovrebbe essere mirata e basata sulle caratteristiche specifiche di ogni strada o tratto di strada.

Riduzione della velocità in città solo per giustificati motivi

Il documento ministeriale elenca anche le condizioni che potrebbero giustificare la riduzione del limite di velocità urbano da 50 km/h, come l’assenza di marciapiedi, movimento pedonale intenso, restringimenti delle sezioni stradali, pendenze elevate e altre situazioni particolari. Tuttavia, la direttiva specifica che, all’interno delle zone a velocità limitata, deve essere mantenuta una rete di strade con limite a 50 km/h per garantire i collegamenti tra i punti estremi del perimetro.

Salvini diede 613 mila euro a Bologna per le Zone 30

D’altra parte – come ricordano i dai mass media – era stato proprio il ministro Salvini a stanziare 13 milioni di euro per interventi a favore della sicurezza dei pedoni in 14 grandi Comuni – destinando 613 mila euro a Bologna – e indicando come azione “l’implementazione di Zone 30”, al fine di “mitigare le differenze di velocità esistenti tra pedoni e traffico motorizzato”, come si legge sulla Gazzetta Ufficiale del 9 febbraio 2023.

Deroghe ai 50 km/h solo su aree delimitate

Il MIT insiste sul fatto che le decisioni adottate dagli enti proprietari delle strade devono essere basate su un approccio capillare e prevedere deroghe al limite generale dei 50 km/h solo per aree delimitate. Questo approccio consente di fornire motivazioni valide per una diversa regolamentazione del traffico, a tutela delle esigenze della collettività.

Limite di 30 km/h

Direttiva inefficace?

Per quanto riguarda l’efficacia di tale direttiva rispetto a quanto fatto da Bologna per implementare la Città 30, il professore di diritto civile Ugo Ruffolointervistato dal Corriere di Bologna – ha sottolineato come l’atto firmato dal ministro Salvini non abbia valore retroattivo: “La direttiva del ministero non può avere valore retroattivo, ma se il governo cambia le regole può chiedere a tutti di adeguarsi. Il Comune di Bologna non è lo Stato e a quel punto dovrà farlo […] Quello che è sicuro è che la direttiva non può avere effetto retroattivo e quindi non inciderà sui progetti già approvati, ma riguarderà solo quelli futuri“.

Confronto tra Salvini e Lepore: posizioni contrapposte

In un videocollegamento tra il ministro Matteo Salvini e il sindaco di Bologna Matteo Lepore – dopo l’annuncio dello schema di direttiva del MIT sui limiti di velocità che è stata trasmessa anche ad Anci – c’è stato un confronto da cui sono emerse due posizioni contrapposte. Nella nota congiunta degli staff di Salvini e di Lepore si scrive che “è stata l’occasione, in un clima cordiale e costruttivo, per fare il punto della situazione con l’obiettivo di tutelare la sicurezza senza danneggiare gli utenti della strada”.

Le divergenze comunque restano, come si evince da quanto riportato: “Sul punto, Salvini ha ribadito che i 30 all’ora generalizzati non sono coerenti con le indicazioni del Codice della strada e potrebbero causare più problemi che benefici”.

“Il sindaco di Bologna ha avuto modo di illustrare l’impianto del provvedimento adottato a Bologna e gli elementi di coerenza con le norme vigenti e con lo schema di direttiva. Ha ribadito ampia disponibilità al confronto e alla collaborazione”.

In conclusione: “Ministero e Comune si scambieranno i materiali tecnici dei provvedimenti e proseguiranno insieme nel lavoro di monitoraggio”, recita la nota congiunta.

Quale sarà la reale portata della direttiva emanata da Salvini per bloccare le Città 30?

Lepore: da Bologna nessun passo indietro

“Bologna città 30 prosegue e proseguono le ordinanze, che sono vigenti”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la direttiva del MIT inoltrata ai Comuni sulla regolazione dei limiti di velocità nei centri urbani.

Nel videocollegamento con il ministro Salvini, il primo cittadino di Bologna ha fatto il punto della situazione, esplicitandolo poi ai giornalisti in un punto stampa: “Noi pensiamo che Città 30 possa proseguire e abbiamo spiegato al ministro Salvini che le incomprensioni di questi giorni sulla natura del provvedimento nascono anche, probabilmente, da visioni diverse della mobilità e della mobilità sostenibile, ma che nelle sostanza non motivano nessun passo indietro”, ha detto Lepore.

“Oltre a Bologna – ha aggiunto il sindaco – dove il limite dei 30 chilometri orari riguarda il 70% delle strade, anche Bergamo ha annunciato di voler raggiungere entro l’anno l’80% delle strade con questo limite di velocità”.

“Ci siamo presi l’impegno di monitorare l’andamento del nostro progetto, di osservare, come avevamo detto, quale sarà l’impatto e quali le eventuali correzioni, anche sulla base dei dati scientifici, da apportare nei prossimi mesi anche tenendo conto delle osservazioni dei cittadini – assicura Lepore – e condivideremo con il ministero tutte le decisioni che poi assumeremo”.

Leggi anche: Come smontare le bufale del ministro Salvini contro le Città 30

ebook

Ebook Mobilità Ciclistica
Scopri

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *