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In bici tra cave di marmo e paesaggi lunari: la Marmol Gravel

In bici tra cave di marmo e paesaggi lunari: la Marmol Gravel
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Non c’è dubbio alcuno che gli eventi legati al mondo gravel si stiano moltiplicando, proponendo quasi ogni fine settimana nuovi ritrovi e tracce da scoprire in giro per l’Italia. Tra questi, ce ne sono alcuni di davvero imperdibili, grandi cult a cui partecipare almeno una volta per capirne l’essenza. E questi “grandi” eventi si riconoscono subito da una caratteristica fondamentale: dietro al percorso e all’organizzazione si nasconde una storia unica e speciale, che unisce persone piene di amore per ciò che fanno, al punto da trasmetterlo a ogni singolo partecipante.

La storia della Marmol Gravel

MarmoGravel @marmolgravel e @niccolovaranini
MarmolGravel ©marmolgravel – ©Niccolò Varanini

Così è per la Marmol Gravel, evento nato tre anni fa nel cuore delle cave di marmo del Botticino, in provincia di Brescia, che lo scorso weekend ha raggiunto la quota di 500 partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia, diventando un punto di riferimento per la bellezza e la durezza delle sue tracce, ma anche per la convivialità che si crea lungo e alla fine del percorso. Un raduno degli amanti della ghiaia e del fango, ma anche della voglia di scoprire sempre nuovi percorsi, paesaggi, emozioni.

MarmoGravel ©marmolgravel e ©niccolovaranini
MarmolGravel ©marmolgravel – ©Niccolò Varanini

La sua storia inizia in pieno Covid, quanto quasi tutta Italia non poteva uscire dal territorio provinciale, e un gruppo di amici appassionati di gravel si ritrova ad esplorare il territorio più prossimo alla propria casa, tante volte snobbato, scoprendo però delle autentiche meraviglie. “Abbiamo iniziato a esplorare in bici il comprensorio delle cave di marmo, che per estensione è il secondo in Italia dopo quello di Carrararacconta Niccolò Varanini, che insieme a un gruppo di amici affiatati ogni anno si occupa della traccia e dell’organizzazione della Marmol -. Ci siamo subito innamorati di questi paesaggi quasi lunari, che ti mettono di fronte una bellezza incredibile, ma anche alla riflessione di quanto sia complesso il rapporto tra esigenze umane e natura. E l’anno successivo abbiamo voluto condividere la nostra scoperta con altri appassionati di gravel, dando vita a una pedalata che è scoperta e festa al tempo stesso”.

MarmoGravel ©marmolgravel e ©niccolovaranini
MarmolGravel ©marmolgravel – ©Niccolò Varanini

L’edizione 2024

E così è stato anche quest’anno.

I 500 partecipanti si sono ritrovati alle 8.30 al Museo della Mille Miglia di Brescia per poi partire tutti insieme lungo due percorsi: uno più soft, di 60 km e 1000 di dislivello, e uno “hardcore” di 80 km e 1500 di dislivello, quest’ultimo più tecnico.

Non appena si è iniziato a pedalare, è stato come essere catapultati su un altro pianeta, fatto di strade rosse e pareti bianchissime, boschi rigogliosi e panorami scavati nella montagna, cantieri e ruspe da lavoro, strappi divertenti e discese adrenaliniche tra sterrati e fango. Quasi un parco giochi per gli amanti del gravel, arricchito dal fatto che molte aziende hanno acconsentito di aprire le porte delle cave private in occasione dell’evento, che quest’anno ha ricevuto il patrocinio dei comuni attraversati e dello stesso consorzio dei marmisti bresciani.

Il percorso è stato studiato per toccare i punti più caratteristici e scenografici della zona: il parco delle cave con i suoi laghetti, la valle di Nuvolera che mostra come sia cambiata l’estrazione del marmo nel tempo, la suggestiva Cava Cattedrale che è stata sede del folle ristoro a base di salame e vin brulé, le Cave di Gavardo, la Polveriera di Serle, il Crosal delle cave e l’iconico murales “Tempus Edax Rerum” ovvero “Il tempo divora tutto” che ritrae Ghandi ed è simbolo del cambiamento continuo del territorio e del rapporto tra uomo e natura.

La festa finale

Un evento che si è concluso come di consueto con una festa che è il vero valore aggiunto della Marmol Gravel, tra birre, panini e amari, musica, balli sfrenati, deejay e fuochi d’artificio: una sorta di rito laico per celebrare la vita e la fine dell’inverno, visto che è il primo grande evento dell’anno che annuncia l’arrivo della primavera. “È ovviamente un lavoro impegnativo organizzare manifestazioni come questa, soprattutto dal punto di vista burocratico – conclude Varanini -. Ma la soddisfazione e la gioia condivisa ripagano di ogni sforzo”.

MarmoGravel @marmolgravel e @niccolovaranini
MarmolGravel ©marmolgravel – ©Niccolò Varanini

Il grande seguito della Marmol Gravel è sicuramente un chiaro segnale di come si stia evolvendo il mondo della bicicletta, che ha imboccato una direzione sempre più orientata alla socializzazione, all’umanità e alla promozione territoriale anziché al mondo della competizione fatto di fredde statistiche e watt.

Ed è forse proprio questa la magia dell’universo gravel, che conquista ogni giorno sempre più appassionati anche tra i professionisti delle due ruote.

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Commenti

  1. Avatar Maria Grazia ha detto:

    bellissimo articolo…

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