Pneumatici invernali per bici? Sono tanti i ciclisti che non rinunciano ad andare in bici nei mesi più freddi. Indipendentemente dalla tipologia di due ruote che si utilizza e dal proprio livello, dall’agonista al commuter passando per il cicloturista, la passione non viene scalfita dalle basse temperature.
“Pedalare tutto l’anno significa vedere, sentire e seguire il lento incedere delle stagioni” (Nick Moore – Mindfulness della bicicletta). Ok, ma come affrontare il freddo in modo ottimale per godersi la nostra pedalata? Per quanto riguarda l’abbigliamento, il consiglio sempre valido è quello di “vestirsi a cipolla”, a strati, a cominciare da un buon intimo tecnico, troppo spesso sottovalutato. Attenzione a non vestirsi troppo per non risultare impacciati né sudare eccessivamente. Un occhio di riguardo alle estremità, perciò assolutamente sì a calzini termici, sovrascarpe e guanti invernali.
Per i più pigri, ricordiamo che andare in bici con le temperature basse porta vantaggi dal punto di vista del condizionamento fisico, aumentano le calorie bruciate e l’organismo si allena ad un consumo più efficiente dell’ossigeno, cioè migliora la VO2 max.

L’inverno, un banco di prova per la nostra bicicletta
Clima freddo, asfalto reso viscido da umidità e sporco rappresentano un duro banco di prova anche per la nostra bici, soprattutto per ruote e gomme, responsabili della tenuta di strada e della sicurezza.
Fortunatamente abbiamo ormai consapevolezza di quanto gli pneumatici invernali siano essenziali per la sicurezza e il comfort delle nostre pedalate al freddo, non solo nell’utilizzo prettamente sportivo, ma anche urban. In questa stagione dobbiamo privilegiare sicurezza e feeling di guida, mettendo le prestazioni in secondo piano.
Pneumatici invernali e 4 stagioni
L’interessante comparativa realizzata dal Touring Club Svizzero in collaborazione con l’Automobile Club Austriaco (ÖAMTC) considerando svariati modelli 2021 – 2022 ha evidenziato come le gomme invernali consentono spazi di frenata ridotti fino al 16% rispetto a quelle estive. I tester hanno apprezzato inoltre una migliore stabilità in curva e in frenata sul viscido. Inoltre, diminuire la pressione delle gomme di 0,5 bar rispetto alle condizioni estive migliora l’aderenza e gli spazi di frenata.

In commercio, ormai per tutte le tipologie di bici, ci sono pneumatici invernali e 4 stagioni. Esattamente come avviene per le auto, il copertone “all weather” o 4S ha una maggiore aderenza in caso di pioggia, ma non offre lo stesso grip su un asfalto freddo come un modello invernale “winter” specifico per le basse temperature.
Pneumatici invernali per bici: quali caratteristiche devono avere?
La prima, e forse più ovvia, è la tassellatura. Riguarda l’utilizzo offroad, cioè mountain bike e gravel, poiché i tasselli devono penetrare nel terreno per assicurare grip e trazione. Il distanziamento tra i tasselli è ampio per ottimizzare l’evacuazione di fango e acqua.

Va da sé che su asfalto questa funzione non è richiesta. Gli pneumatici per bici da corsa o commuting presentano piuttosto intagli per espellere l’acqua e garantire aderenza su fondo sdrucciolevole e rovinato.
La mescola, ovvero la composizione della gomma, è progettata per essere flessibile alle basse temperature, e dunque più morbida rispetto ad uno pneumatico estivo. Questo garantisce una migliore deformabilità, che si traduce in grip, migliorando sicurezza e maneggevolezza soprattutto in curva.
Le coperture migliori sono realizzate con una doppia mescola, “dual compound”: dura nella parte centrale per favorire la durata e la scorrevolezza, morbida sulle fasce laterali per aumentare appunto la deformabilità e l’aderenza. Come ovvio, la zona più morbida tende ad un maggior consumo, soprattutto se le temperature salgono.
Nel caso specifico delle bici da strada, sul battistrada sono presenti degli intagli (sipes) che aiutano il riscaldamento e l’attivazione della mescola, poiché lasciano il battistrada libero di muoversi e di generare calore.

Protezione contro le forature
Una peculiarità altrettanto importante è la protezione rinforzata contro le forature. Strade più sporche, rovinate, sale e pietrisco espongono le coperture a forature e tagli. Al di sotto del battistrada è posizionato un robusto strato, solitamente in kevlar o aramide, mentre le spalle sono costituite da una mescola dura.
Anche la carcassa è rinforzata aumentando i TPI “threads per inch”, ovvero numero di fili di nylon per pollice. La logica costruttiva è sempre “dual compound”: elevati TPI al centro per aumentare durata e grip, minori TPI ai lati per un miglior resistenza alle forature, poiché è maggiore la quantità di gomma tra i fili.
La sezione più larga della copertura aumenta l’area di contatto con il terreno, migliorando la stabilità, l’aderenza, ma anche il comfort. Questa maggiorazione permette pressioni di gonfiaggio minori, la gomma si adatta meglio alle asperità con minor rischio di forature, ed è più rapida l’attivazione della mescola.

Attenzione però a non abbassare troppo la pressione di gonfiaggio per non incorrere nelle pizzicature, in caso si utilizzi la camera d’aria. È buona norma attenersi ai valori di pressione prescritti dai costruttori.
Nei mesi freddi le temperature più basse causano una diminuzione più rapida delle pressioni degli pneumatici, perciò occorre fare un check prima di ogni utilizzo.
Prima di acquistare una copertura di sezione più generosa rispetto a quella solitamente utilizzata, assicurarsi di avere spazi opportuni per installarla sulla propria bici, all’anteriore tra gli steli della forcella e al posteriore tra i foderi del carro.
Tubeless invernali
Negli ultimi anni sono sempre più diffusi i copertoncini tubeless, praticamente su tutte le tipologie di bici, corsa, mtb o gravel. In commercio si trovano facilmente anche i modelli invernali, che in linea generale garantiscono una maggiore resistenza alle forature e una migliore aderenza rispetto alle versioni con camera d’aria. I copertoncini tubeless, inoltre, necessitano di pressioni di gonfiaggio inferiori, offrono un grip superiore e non presentano il rischio di pizzicature.

In inverno è opportuno intensificare i controlli sulla propria due ruote, a partire dalla pulizia per rimuovere acqua, fango e sale che possono compromettere il buon funzionamento e la durata dei componenti.
I controlli da effettuare sulla bicicletta in inverno
La stessa considerazione è valida per la manutenzione degli pneumatici, da sottoporre ad un rapido check dopo ogni uscita per intercettare tagli, crepe e sporco incastrato nel battistrada che potrebbero degradare le prestazioni della gomma e perfino causare forature.
Se proprio non ve la sentite di uscire in bici in inverno esistono delle valide alternative, anche complementari alle pedalate: dalle più ovvie come rulli e spinning, al nuoto, alla preparazione in palestra per rinforzare il core e aumentare l’elasticità.
Se la bicicletta deve rimane ferma per un periodo prolungato ricordatevi alcune accortezze per conservare al meglio le gomme. Come prima azione gonfiare della metà rispetto alla pressione normale e conservare in un luogo fresco e asciutto. Le ruote andrebbero sollevate dal pavimento e tenute al riparo da sostanze chimiche. Anche gli pneumatici di ricambio richiedono attenzione, infatti è bene tenerli aperti e non ripiegati nell’imballo originale.




















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