Bici e luci: fari, led, dinamo e catarifrangenti

Molto spesso la bicicletta che comperiamo è già completa di luci e dell’impianto per farle funzionare. Questo, assai spesso, è tutto il nostro impegno e conoscenza in fatto di illuminazione. La bicicletta la comperiamo per la marca, per il colore, per freni v-brake oppure a disco, per il tipo di manubrio, valutiamo il peso, quante velocità ha ecc…, ma normalmente l’impianto luci non rientra quasi mai nei criteri di scelta. Tutto dipende dal fatto che la stragrande maggioranza delle persone esclude a priori di uscire di notte in bicicletta ritenendolo pericoloso e scomodo (posso garantire che è il periodo migliore climaticamente e che con un’adeguata preparazione e cautela si è assai più visibili di notte che di giorno). Se come consumatori ci posizioniamo così sul mercato, succede immediatamente che questo componente essenziale per la nostra sicurezza venga sottovalutato dai produttori e si limitino a quelle 4 regoline che permettono alle loro bici di essere a posto con la legge che, peraltro, è assai permissiva in fatto di luminosità. (in Germania vendono fari anteriori che per la loro potenza sono vietati in città, per dire dove si può arrivare).

luci_bici

Le luci hanno due funzioni: per vedere ed essere visti. Il mercato propone una infinita possibilità di scelta: dai fari posizionati sulla forcella, a quelli a manubrio, sul casco, a pile, piuttosto che a induzione ecc…
Non manca ovviamente il caricamento a dinamo che da quando è inserito nel mozzo sta producendo grosse novità in rapporto a tutti gli accessori elettronici dal telefonino al navigatore all’Iphone. Inizieremo questa escursione conoscitiva con il faro anteriore, dividendo i vari tipi in base al sistema di alimentazione.

Indice
Dinamo
Batteria
A induzione

Dinamo

Quasi tutti noi abbiamo pedalato su una bici con la dinamo che con una lieve pressione veniva appoggiata al copertone in modo che il moto della rotellina produccesse la corrente necessaria al funzionamento della luce anteriore e posteriore. Era un apparecchio molto rumoroso ed inoltre rallentava parecchio. L’energia che produceva non era un granchè anche perché frenando il rotolamento diminuiva l’energia prodotta e con le lampadine che c’erano a quei tempi la luce era veramente scarsa. Insomma tanto rumore per poca roba. Ancora oggi è ammessa e la troviamo su bici nuove da città, ma è sicuramente ultrasuperata e da tempo.

Con un po’ di malvagità penso che la dinamo sia diventata, a causa di questa soluzione, un oggetto impopolare e non ha contribuito a far crescere la necessità di essere ben illuminati. E’ la soluzione scontata per un produttore che deve stare nel budget e quanto basta per essere a posto con la legge. Valori dichiarati 6 volt 3 3 watt.

Ma fortunatamente la dinamo si è evoluta ed ha migliorato di gran lunga la sua efficienza da quando è stata posizionata nel mozzo della ruota. Inoltre, attraverso opportuni accessori può caricare con il suo movimento anche il navigatore, il telefono l’iphone ecc. posizionata nel mozzo ha una scarsa resistenza al rotolamento anche se alcuni modelli su questo si differenziano e sono più efficienti di altri. Quello che meraviglia è che vengono date con le stesse caratteristiche di 6 volt e 3 watt dei modelli precedenti: tutto sta, quindi, nell’efficienza. Pur essendo più pesanti di quelle al copertone, hanno acquisito credibilità perché molto silenziose e perché l’attrito di cui hanno bisogno per funzionare non si avverte nel modo più assoluto.

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Sopra una dinamo di Shimano che produce diversi modelli da 24 euro a 74 euro. E a destra Son, di Nabendynamo che ha modelli da 200 e 240 euro. La differenza sta ovviamente nei componenti. Senza entrare nei dettagli racconto la differenza essendo possessore di Shimano: mi sono confrontato con un amico che possiede la Son. Su due cavalletti abbiamo montato le due ruote e le abbiamo lanciate alla stessa velocità: pur essendo molto soddisfatto della mia ho dovuto constatare che la mia ruota si è fermata molto prima della Son, il che significa che ha più attrito. Tra l’altro ho trovato questo filmato in Youtube (che mi sembra un po’ esagerato per la verità, in base alla mia prova: la ruota non si ferma così di colpo) ma che rende molto l’idea. Tutte queste dinamo hanno anche una protezione contro la possibilità del sovraccarico e sono fornite per tutti i tipi di ruota: con 32 o 36 raggi, per bici con freni a disco e normali.

dinamo-bici

Va detto che fino ad oggi questi dispositivi sono sempre in attrito, anche se non si avverte. Questo ha fatto sì che si è pensato di utilizzarla per caricare un alimentatore che a sua volta carica cellulare, gps, lettori mp3 e altri dispositivi. La tensione e la corrente erogata sono regolabili al fine di non arrecare danno ai dispositivi connessi. Per ovviare però al difetto di essere sempre in tiro, da poco tempo è arrivata anche una dinamo che può essere disinnescata quando si desidera. Come si vede nella foto basta girare la stella: in senso orario toglie il contatto, nell’altro senso lo accende. È prodotto da SP.

dinamo

Dinamo più efficienti sono importanti e decisive ma, senza luci adeguate alla migliorata efficienza, sarebbero inutili. In questo settore si è assistito ad una autentica rivoluzione dovuta alla evoluzione costante del LED. Prima usato solo per luci intermittenti ed ora anche per illuminare. Le caratteristiche principali che esaltano questo prodotto sono le seguenti:
• Durata di funzionamento da 10.000 a 50.000 ore
• Elevato rendimento (se paragonato alle classiche lampadine).
• Flessibilità di installazione
• Sicuro perché funziona a bassissima tensione
• Accensione a freddo (fino a -40 °C senza problemi)
• Insensibilità ad umidità e vibrazioni
• Durata non influenzata dal numero di accensioni o spegnimenti

dinamo3

Sono le caratteristiche di una lampada fatta su misura per qualsiasi impiego in bicicletta. Siamo arrivati così a lampade che hanno valori di oltre 80 lux come la lampada Edelux nella foto. Lux è un valore che indica l’illuminamento. Sono possessore di questa lampada da tre anni ed è stato il primo accessorio, insieme alla dinamo, che ho montato sulla mia bicicletta. La si apprezza moltissimo nel buio più completo. Il fascio luce è lungo e illumina a giorno. Ha un interruttore che accende la luce se si entra in galleria e la spegne quando si esce. Rimane accesa altri 5 minuti dopo che la bicicletta si è fermata. È cablata e si può inserire il filo per un’altra lampada.

In Germania è vietata in città. Non è una barzelletta: i vigili di Ponte s.Pietro mi hanno fermato dicendomi: ”non sappiamo come dirglielo ma lei ha gli abbaglianti accesi”. Si è risolta in una risata ma avevano colto. Ho voluto raccontare questo episodio per far capire empiricamente cosa significa avere una lampada con 80 lux. I Lux non sono sempre tutti in tiro, dipende anche dalla velocità con cui si va. E qui entra la stretta relazione tra l’efficienza della dinamo e quella della lampada. Con la mia economica dinamo da 64 euro per avere gli 80 lux devo andare a 15 all’ora, con la Son bastano 5 all’ora, più o meno.

Questo tipo di impianto con dinamo e luci a led è assolutamente necessario per chi viaggia con la bici, che non vuole avere il problema di reperire batterie in giro o ricaricare da qualche parte. Per chi invece usa la bicicletta tutti i giorni è una necessità di sicurezza nel traffico. Perché oltre a vedere bene è importante che ci vedano bene anche gli altri che ci vengono incontro e se la luce dà loro un po’ fastidio, tanto di guadagnato.

sigma

In questa foto sopra vediamo l’ultima lampada della sigma che viene venduta dichiarando 900 lumen che è un altro metodo di misurare la luce e si riferisce al flusso luminoso. Credo che inserire tra i criteri di scelta di una bici anche l’impianto luce sia ormai una scelta di indispensabile buon senso. Garantisco che fanno più luce del faro di una vespa che è collegato ad una batteria…provato!

Batteria

Risulta ovvio a tutti che la batteria non può avere la stessa potenza di un faro a dinamo. Inoltre la massima potenza la possiede all’inizio ma poi piano piano si scarica. Ma con fari a batteria ricaricabile, come con un telefonino, oggi si raggiungono i 70 lux. Inoltre può essere modulata in modo che, nei centri abitati dove la visibilità c’è, serva solo come segnalazione e la batteria si scarica molto lentamente. Anche qui la tecnologia del LED permette massima efficienza energetica e un basso consumo. Ecco un bell’esempio di efficienza da parte di questa lampada con pila incorporata ricaricabile a manubrio. L’azienda è la Trelock.

batteria-luci

Il display sul dorso della lampada indica il consumo della batteria ma permette di modulare l’intensità della luce e quindi aumentare il numero di ore di energia disponibile. Se voglio 70 lux ed essere illuminato a giorno avrò sei ore di energia disponibile, se invece sono in città mi bastano 10 lux per farmi notare dagli altri, e così la disponibilità della batteria sale a 45 ore. Illustro solo uno tra i fari più potenti e intelligenti che può essere considerato o no come scelta, va però tenuto nella debita considerazione come criterio per la scelta e anche come confronto. Annulla il tipico rischio di rimanere senza batteria di colpo, avendo il display che ne dà lo stato di carica. Sono forse piccole cose, ma fanno la differenza in fatto si sicurezza.

Nelle luci posteriori invece la batteria qualunque essa sia dura molto più a lungo in quanto il led lampeggiante, con la gemma che moltiplica l’intensità, consuma sicuramente pochissimo e anche qui ce ne sono di diversi tipi. La medesima ditta produce LS 320 con un piccolo display per controllare il livello della batteria.

ls_320

L’intenzione, mi ripeto, non è di fare uno spottone a questa azienda, ma è di assumerla ad esempio come criterio: vedere infatti lo stato della batteria è fondamentale per non avere sorprese in piena notte.

A induzione

induzione
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Sono luci senza batteria e senza dinamo. Funzionano con dei magneti permanenti che incontrandosi generano quel piccolo campo elettrico che basta a far lampeggiare il LED. Vanno giorno e notte. Possiedo esattamente il modello della foto a destra. Il cerchio rosso è illuminato dal led, i laterali sono dei luminosissimi catarifrangenti. E trovo che sia molto utile che funzioni anche di giorno, tanto che ho cominciato a tenere acceso anche il faro anteriore che è molto fastidioso quando è giorno. Va detto che queste luci non sono fatte per ottenere della luce, ma per essere visti e se dietro sono necessarie, davanti risultano essere solo di complemento.

elettromagnetica

Mi sorprende sempre la fantasia dei progettisti e mi lascia davvero senza parole l’inventiva. E questo è uno dei casi. Non si tratta di una lampada a batteria, o di una ad induzione, ma si tratta di una vera e propria dinamo compatta che non ha alcun contatto fisico con il cerchione. Funziona con tutti i cerchioni metallici. Tutti i metalli hanno i loro campi magnetici che vengono assorbiti dal generatore del Magnic Light producendo in questo modo energia elettrica sufficiente per alimentare i led. E cosa non da poco, contrariamente a quelli ad induzione, si ottiene anche un fascio luminoso interessante. Il progetto è in fase molto avanzata ed è molto vicino alla produzione.

Chiudiamo questo report con la scelta che ho operato e che ho descritto in pancia all’articolo: anteriormente ho un faro Edelux della Son alimentato da una dinamo Shimano. Posteriormente ho messo una luce ad induzione. Le mie luci vanno di giorno e di notte. In tre anni non posso che essere contento di questa scelta che in qualsiasi condizione di luce e di tempo mi fa salire in sella e partire senza pensare. Vanno bene sull’asfalto e nei sobbalzi degli sterrati dove di notte ho la massima visione possibile del terreno. Non manca il giubbotto catarifrangente e ridico che di notte si è più visibili che di giorno. Attendo idee e informazioni ulteriori a completamento anche dai lettori.

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