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Convertire un cerchio tradizionale in tubeless

Bikelife, Cerchi, Meccanica • di

Un modo per utilizzare la tecnologia tubeless senza acquistare cerchi e coperture UST nuovi di zecca è quello di convertire un tradizionale cerchio per camera d’aria. La procedura non è semplicissima per una serie di vincoli che vanno seguiti per ottenere un risultato professionale. In questo articolo vedremo le procedure e l’attrezzatura per convertire un classico cerchio per camera d’aria in un cerchio tubeless.

La conversione tubeless: regole e kit di trasformazione

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Purtroppo per passare da camera d’aria a tubeless non basta rimuovere la prima e rimontare il tutto, bensì bisogna effettuare una vera e propria trasformazione utilizzando un kit apposito. Rispetto alla tecnologia con camera d’aria, per poter utilizzare il tubeless bisogna creare un sistema sigillato che non sia permeabile all’aria esterna. Infatti le coperture tradizionali sono permeabili all’aria, ovvero l’aria passa dall’interno all’esterno del copertone, poiché il gonfiaggio e il mantenimento della pressione sono a carico della camera d’aria. In un sistema tubeless invece l’interno è completamente sigillato e non vi è passaggio d’aria con l’esterno e questo è possibile poiché i pori del copertone sono stagni e il canale del cerchio è chiuso.

Un altro problema del passaggio da sistema tradizionale a tubeless è la rigidità del sistema. In un sistema tradizionale la camera d’aria è la “struttura portante” del copertone: la dilatazione della stessa manda in battuta lo pneumatico contro al cerchio, impedendo che stalloni alle basse pressioni. Se eliminassimo la camera d’aria e immettessimo aria in un sistema composto da pneumatico e cerchi tradizionali sarebbe impossibile mantenere la pressione all’interno e il copertone stallonerebbe dopo poco tempo, con grande rischio di chi è alla guida. Per cui ci sono delle regole base da seguire sempre se si vuole passare al tubeless attraverso una conversione:

Si deve cambiare per forza il copertone, acquistandone uno Tubeless Ready, ovvero predisposto per l’utilizzo sia con sistema tubeless che con camera d’aria. Non si possono usare i copertoni per camera d’aria, poiché le spalle non sono sufficientemente rigide per sostenersi da sole senza l’anima interna. Nemmeno le coperture UST native possono essere utilizzate, perché i canali di un cerchio tradizionale sono diversi da quelli di un cerchio UST e quindi l’abbinamento non funzionerebbe al meglio. Non latticizzate mai un copertone per camera d’aria, poiché non è possibile utilizzarlo senza la camera interno, nemmeno inserendo ettolitri di lattice;

Il canale del cerchio va sigillato e reso impermeabile all’aria attraverso l’utilizzo di un kit apposito. Evitate i sistemi fai-da-te che girano in rete attraverso l’uso di camere d’aria più piccole, tagliate e calzate sul cerchio. La sicurezza deve essere vostra priorità in ogni manutenzione e in ciascuna operazione di ciclomeccanica che fate;
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Quando acquistate un kit di trasformazione dovete per prima cosa misurare il cerchio e conoscerne il diametro (26”, 700c, 27,5” ecc..) e la larghezza del canale interno. Queste quote sono importanti perché i kit sono predisposti per diametro e larghezza del canale. Usare un nastro troppo stretto impedirà di sigillare correttamente il canale, annullando qualsiasi sforzo e perciò è essenziale che il kit acquistato sia dedicato ai cerchi che vogliamo convertire.

Parliamo quindi del kit di conversione. Si tratta di un sistema che permette di sigillare il canale interno del cerchio e di impermeabilizzare i pori del copertone all’aria. Un kit solitamente è composto da:

Nastro: si attacca al canale interno del cerchio per sigillarlo e per consentire di resistere alla pressione interna;
Valvola: una valvola (solitamente Presta) per permettere il gonfiaggio. Alcuni kit (come quello utilizzato per realizzare quest’articolo) propongono la valvola collegata a un flap in butile che offre un’ulteriore sigillatura;
Lattice: una sostanza di colore biancastro che ha la funzione d’impermabilizzare la parete interna del copertone e di sigillarne di pori, impedendo il passaggio dell’aria. Tutti i biker credono che il lattice serva per non forare e ne mettono a quintalate, appesantendo la ruota e facendolo solidificare all’interno. In realtà il lattice ha la funzione di sigillante dei pori e per questo non va usato con le coperture UST native;

Conversione Tubeless: tempistiche, difficoltà e attrezzatura

Convertire un cerchio è un’operazione di difficoltà media che impegna per almeno una ventina di minuti a ruota. Tra i passaggi difficili ci sono l’incollaggio del nastro e il montaggio della copertura Tubeless Ready, che può essere difficile da far tallonare data la rigidità delle spalle laterali.
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L’attrezzatura necessaria è la seguente:
• Kit di conversione;
• Cacciagomme per copertoni tubeless: si tratta di cacciagomme di grande dimensione, con una lunghezza elevata (maggiore di 20cm), per consentire di avere una leva maggiore e quindi mandare in battuta i copertoni tubeless, che sono noti per la loro rigidità. Potete acquistarli sia in acciaio temprato che in acciaio rivestito in plastica e di solito il kit ne prevede due;
• Pompa: per il gonfiaggio del copertone. A volte gli pneumatici Tubeless Ready sono così difficili da far tallonare che è necessario ricorrere a un compressore per vincerne la resistenza;
• Cacciavite: per rimuovere il flap;
• Straccio e sgrassatore: per la pulizia del canale del cerchio.

La conversione a tubeless passo-passo


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Step preliminare: Smontare la ruota

Per prima cosa rimuovete la ruota dalla bicicletta e scalzate il copertone insieme alla camera d’aria;

Step 1: Rimuovere il flap

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Il flap (o paranippli) è un nastro in plastica o kevlar che viene installato all’interno dei cerchi tradizionali per proteggere la camera d’aria dai raggi, che potrebbero sporgere dai nippli e quindi forare il butile.
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Per rimuovere il flap dovete agire con il cacciavite, inserendolo nel foro valvola.
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Sollevate il flap ed estraetelo con la mano;

Step 2: Controllo e pulizia del canale

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Passate la mano all’interno del canale per controllare che non ci siano raggi sporgenti, segni di colpi, bozze o crepe.
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Dopodiché spruzzate un abbondante velo di sgrassatore e passate tutto il canale con lo straccio, strofinando energicamente per rimuovere tutte le tracce di sporco.
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Il canale deve essere pulito per consentire al nastro di incollarsi perfettamente;

Step 3: Nastrare il canale del cerchio

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Individuate il foro valvola sul cerchio.
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Prendete il nastro per sigillatura e cominciate a nastrare 20mm prima del foro valvola.
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Stendete bene il nastro (che deve essere ben teso) e poi lisciatelo con la mano.
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Fate attenzione perché il nastro deve aderire perfettamente al canale interno, non ci devono essere pieghe o bolle d’aria. Se il nastro non aderisce bene, sollevate, tendete, fate poggiare nuovamente e lisciate con la mano per far uscire l’aria.
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Nastrate l’intero canale interno del cerchio, fermandovi 20mm dopo il foro valvola (che in sostanza deve essere coperto da due passaggi).
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Tagliate l’eccedenza del nastro con una forbice da elettricista e poi ripassate la mano per farlo aderire meglio al canale.
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Non passate oltre se non siete soddisfatti del risultato o se il nastro presenta bolle o pieghe.

Step 4: Inserire la valvola

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Rimuovete il cappellotto di protezione e la ghiera dalla valvola.
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Dopodiché premete la valvola stessa sul cerchio (in corrispondenza del foro valvola) per bucare il nastro e così innestare la valvola nella sua sede.
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Se il kit è dotato di un nastro in butile (come in questo caso), allora fatelo calzare sul canale per un’ulteriore sigillatura.
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Montarlo può essere difficoltoso poiché il nastro in butile tenderà a scappare, per cui conviene utilizzare lo stesso sistema che serve per far tallonare i copertoni, ovvero poggiare il cerchio e far correre il nastro con entrambe le mani, per evitare d’inserirlo da un lato e vederlo scappare dall’altra.
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Una volta inserito nel canale, passate la mano per farlo aderire per bene alle pareti;

Step 5: Installare lo pneumatico e posizionare la ruota

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Montate lo pneumatico sul cerchio, facendolo tallonare da entrambi i lati, lasciando aperto solo un piccolo spiraglio. Questo spiraglio servirà per inserire il lattice.
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La parte aperta va lasciato sul lato opposto della valvola.
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Infatti, una volta montato lo pneumatico e lasciato lo spiraglio, potete posizionare la ruota su un supporto (va benissimo il cavalletto) con la valvola posizionata nel punto più alto e lo spiraglio in basso;

Step 6: Inserire il lattice

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Prendete il barattolo con il lattice. Ci sono due metodi per inserire il lattice. Nel primo si utilizza un riscontro graduato (solitamente il tappo del barattolo stesso) mentre nel secondo si aspira il liquido con un asiringa dedicata (come vedrete nelle foto).
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Entrambi i sistemi sono validi, l’importante è aspirare la giusta quantità di lattice, che va dai 25cc ai 40cc in base al diametro e alla larghezza dei copertoni.
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Con la siringa dovete solo far attenzione a iniettare tutto il lattice, anche quello che rimane nel tubo rilsan attaccato.
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Una volta definita la quantità di lattice, inseritela all’interno dello pneumatico attraverso lo spiraglio lasciato aperto in precedenza.

Step 7: Sigillare i pori

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Terminare il montaggio dello pneumatico sul cerchio.
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Se fa fatica, aiutatevi con i cacciagomme idonei e seguite le linee guida descritte in quest’articolo (https://www.bikeitalia.it/come-montare-un-copertone-difficile/) .
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Dopodiché afferrate la ruota e fatela girare, dando dei colpi sul copertone.
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In questo modo fate sì che il lattice aderisca perfettamente alla parete interna del copertone e ne sigilli i pori.
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Dopodiché riposizionate la ruota sul supporto, sempre tenendo la valvola in alto;

Step 8: Gonfiare lo pneumatico

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Attaccate la pompa e gonfiate lo pneumatico alla massima pressione ammissibile (la trovate impressa sul lato dello stesso). Dovreste sentire un rumore metallico, tipo uno “stin”, che significa che il copertone è andato in sede contro il canale e ha tallonato perfettamente.
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A volte questo non avviene e si deve provare più volte. Se fosse davvero difficile riuscirci, l’unica soluzione è usare un compressore per vincere la resistenza dello penumatico;

Step 9: Testare la ruota

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Una volta fatto tallonare lo pneumatico, sgonfiatelo alla pressione preferita mettete in rotazione la ruota, per verificare che non ci siano perdite di lattice dai lati e che questa giri diritta (sintomo che lo pneumatico ha tallonato bene). Ovviamente ricordatevi di rimontare ghiera e cappellotto alla valvola.

Concludendo

Abbiamo visto come convertire un cerchio tradizionale per utilizzarlo con il sistema tubeless. Si tratta di un’operazione di media difficoltà, che necessita di attenzione soprattutto nella scelta dei componenti ma che con un minimo di conoscenza della procedura può essere effettuata in autonomia con un risultato professionale.






10 Risposte a Convertire un cerchio tradizionale in tubeless

  1. Francesco ha detto:

    Grazie, come al solito chiaro e dettagliato, appena applico il tutorial ti farò sapere, ora acquisto il kit e i copertoni e via al lavoro. Grazie

  2. vito ha detto:

    Ciao, come faccio a verificare se il mio copertone è tubeless ready?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Vito,
      È scritto sulla spalla del copertone. Se non è scritto allora non è tubeless Ready e non puoi latticizzarlo.

      Buone pedalate!

      Omar

  3. Saro ha detto:

    Ciao , ho dovuto cambiare il lattice su un cerchio già convertito x via che e fuoriuscita una spalla , in box ho lavato sia cerchio che gomma ready ma al gonfiaggio perdeva dalla sede della valvola ( nuovo tra altro )che in una sede di un raggio , cosa ho sbagliato .?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Saro,
      se il lattice fuoriesce dalla sede della valvola e da un nipplo, significa che hai sbagliato a mettere il nastro o ne hai messo uno non per conversione a tubeless.

      Buone pedalate!

      Omar

  4. massimo ha detto:

    Ciao,
    i cerchi sono tutti convertibili in tubless?
    il mio meccanico mi ha detto che i miei cerchi NON tubless non sono adatti alla conversione e che esistono 3 tipi di cerchi, tubless, tubless ready (da rendere tubless con nastro, e NON tubless ossia che non hanno lo scalino per far stallonare le gomme… cosa ne pensi?
    Massimo.

  5. Alessandro ha detto:

    Massimo, ha ragione il tuo meccanico. I cerchi Tubeless Ust e Tubeless Ready (quest’ultimi resi appunti Tubeless con l’applicazione del nastro) hanno entrambi un labbro particolare che si incastra perfettamente col copertone Tubeless Ust o Tubeless Ready, impedendone lo stallonamento in condizioni limiti (utilizzando per esempio basse pressioni e girando molto “allegramente” in curva).
    Tale labbro manca nel cerchio “normale” che appunto ha un profilo idoneo per far incastrare perfettamente un copertone “normale”, cioè da camera d’aria.
    Personalmente, disponendo di diverse bike da decenni, sulla base della mia esperienza trentennale, posso tranquillamente affermare che sui miei cerchi Tubeless Ust e Tubeless Ready utilizzo solo copertoni Tubeless Ust e Tubeless Ready indifferentemente, mentre sui cerchi “normali” metto solo ed esclusivamente copertoni normali, utilizzandoli o in maniera tradizionale (con camera d’aria appunto) o col sistema della camera d’aria più piccola, tagliata a metà con l’aggiunta esclusivamente di lattice da stampi: da 8 anni, con quest’ultimo metodo, mai più una foratura e mai uno stallonamento (praticamente impossibile visto che si viene a creare un unico “tubolare” dato dal sistema “camera d’aria + copertone”.

  6. Silvio ha detto:

    Ciao! Su una ruota latticizzata bisogna sempre rispettare il valore minimo di pressione riportato sul fianco del copertone o senza camera d’aria si può azzardare qualcosina in meno? In pratica, se c’è scritto di mantenere la pressione tra 2.4 / 5.5 bar potrei scendere almeno a 2 bar o ci sono controindicazioni? Grazie, buone pedalate!

  7. Matteo ha detto:

    Ho messo tutto come il tutorial ..ma mi esce aria dalla valvola …quale può essere il motivo?..grazie

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