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IKEA ha scoperto la bici, ma non i ciclisti (lettera aperta)

News, Rubriche e opinioni • di 29 novembre 2016

Cara Ikea,
in questi giorni sto compiendo un lungo e difficoltoso trasloco. E come ogni traslocante che si rispetti, non ho mancato di farti visita, per comprare quelle miriadi di cosucce che ti servono quando entri in una nuova casa.

Nel corso dei miei giri tra i tuoi corridoi ho scoperto che finalmente ti sei decisa a mettere a catalogo una bicicletta e una serie di accessori utili per chi, come me, si muove in bici tutti i giorni: dalla mantellina antipioggia, al gilet catarifrangente, alle bisacce da montare sul portapacchi.

ikea-bici

Pur non avendola provata, devo dire che la bicicletta è ben pensata e ben costruita; ottima la scelta dei materiali e dei componenti, ma sopra ogni cosa, ottima la scelta del prezzo: IKEA è da sempre sinonimo di un ottimo rapporto qualità/prezzo e presentare una bicicletta a 499 € significa mettere nero su bianco per tutti gli avventori (la maggior parte della popolazione nazionale) che al di sotto di quel prezzo non ci si può aspettare una bicicletta degna di questo nome e che rispetti standard minimi di qualità.

Complimenti quindi per la scelta tecnica e complimenti anche per la scelta commerciale: aver aperto al mondo della bicicletta significa aver capito che chi va in bici è un mercato interessante, fatto di persone che hanno una capacità di spesa superiore (soprattutto se non hanno la macchina) e che è in costante aumento in tutto l’emisfero nord del pianeta: a Copenhagen il numero di chi va in bici ha superato il numero di chi va in auto e anche qui a Milano, circa il 7% della popolazione si muove quotidianamente in bici, ovvero circa 95.000 persone.

Solo che, vedi, cara IKEA, per intercettare un mercato non basta mettere i prodotti a scaffale, ma serve anche rendere accessibili gli scaffali a quel mercato e qui, davvero, non ci siamo.

Da neo-milanese in cerca di un divano-letto ho voluto provare in prima persona le caratteristiche del mobilio che mi metterò in casa e invece di passare direttamente per l’ecommerce, ho deciso quindi di inforcare la bicicletta e venire a vedere di persona. Per questioni di prossimità logistiche, ho scelto il punto vendita di Carugate, ho quindi prima consultato il sito internet dove si dice chiaramente:

IKEA è facilmente raggiungibile con la bicicletta.

ikea-bici

Facilmente raggiungibile in bicicletta.

E quindi ho pedalato felice lungo la ciclabile del Naviglio Martesana e, arrivato a Cernusco sul Naviglio ho deviato verso nord seguendo stradine secondarie per poi arrivare sulla ciclabile che porta a Carugate, che però si interrompe a un chilometro esatto dal punto vendita gialoblù lasciandomi in balia di una serie di enormi rotonde e controrotonde che si presenta più o meno in questo modo.

ikea-carugate

Ecco l’IKEA, ma come ci si arriva?

Per chi arriva in bicicletta, l’IKEA si presenta quindi come una specie di miraggio nel deserto, un luogo irraggiungibile e che più pedali, più si allontana.

Dopo tutti i km fatti, di tornare indietro proprio in questo momento, non se ne parla e, rischiando la vita in un paio di occasioni, riesco finalmente a guadagnare l’ampio parcheggio (amplissimo parcheggio) e a farmi strada fino all’ingresso dove invece che uno stallo per bici, troviamo il solito scolapiatti.

ikea-parcheggio-bici-2

Per chi non lo sapesse, la rastrelliera “a scolapiatti” è lo strumento preferito dai ladri di bici che possono portarsi a casa una bicicletta quasi integra semplicemente sganciando la ruota anteriore. Così:

bicicletta-3

Per questo motivo, alla fine decidiamo di legare le bici altrove senza farci vedere dalla sicurezza ed entriamo.

ikea-parcheggio-bici

Al termine delle solite tre ore di confronti sulle necessità della nostra nuova casa, ci troviamo con un carrello strapieno e la certezza che il divano, l’armadietto e le altre carabattole acquistate ci verranno consegnate a casa il giorno seguente con un piccolo sovrapprezzo e va bene così.

La triste sorpresa è però che la consegna a domicilio è compresa solamente per i mobili, mentre per il trasporto di tutto resto (tappeti, spazzole, bicchieri e altro) sono solo cavoli tuoi.

Il caso ha voluto che tra gli oggetti acquistati ci fosse anche un KNALLA, il carrellino per fare la spesa, che abbiamo riempito con tutti gli oggettini e il rientro a casa stava per andare così.

ikea-bici-4

Salvo poi ripiegare sul servizio navetta che ci ha lasciati a Cologno Nord e Dio benedica le biciclette pieghevoli!

ikea-bici-4

Ora vedi, cara IKEA, io lo so che siamo nel terzo millennio e che per fare gli acquisti c’è anche l’ecommerce ma:
• già che mi consegni a casa un divano, che ti costa metterci anche gli altri oggetti minori?
• se scrivi sul tuo sito che il punto vendita è facilmente raggiungibile, io mi aspetto che questo sia realmente facilmente raggiungibile (e no, non me ne faccio niente del bike sharing)
• se sei uno dei grandi riferimenti del design mondiale, non sarà il caso di mettere anche degli stalli per parcheggiare le bici degni di questo nome e che non richiamino necessariamente i prodotti che invece vendi nella sezione “cucina”?

Questo è uno scolapiatti

Questo è uno scolapiatti

Questa è una rastrelliera di design

Questa è una rastrelliera di design

• se ti rivolgi a un pubblico che potrebbe acquistare da te una bicicletta, non credi che sia il caso di metterlo in condizione di tornarsene a casa?
• se proprio non vuoi portarmi a casa le cose più piccole assieme al divano, visto che hai deciso di commercializzare dei carrellini da attaccare a qualunque tipo di bici, perché non me ne noleggi uno che poi io riconsegnerò ai trasportatori?
• in Olanda, Svezia e Danimarca chi fa la spesa da te, poi può noleggiare una cargo bike per portare a casa le sue robe, perché in Italia no?

Insomma, il mondo sta cambiando, sappiamo tutti che presto o tardi il modello basato sull’automobile di proprietà scomparirà, che i millennials non ne vogliono sapere più niente dell’automobile. In tutto questo, cara IKEA, da che parte vuoi stare? Dalla parte di chi crea il cambiamento o dalla parte di chi lo subisce?

In bici dall'Alaska all'Argentina!

Libri e manuali sulla bicicletta

61 Risposte a IKEA ha scoperto la bici, ma non i ciclisti (lettera aperta)

  1. M.Posarelli ha detto:

    Probabilmente il responsabile del marketing italiano, non sa neppure come è fatta una bicicletta… e quali sono le necessità di uno che va in bici a fare la spesa.
    Per quanto riguarda i furti di bici, anche se la leghi per la ruota posteriore, portano via quella anteriore e la sella… Quando va bene!
    Io per ora, da buon ciclista pendolare, ho tre lucchetti: anteriore, posteriore e sella.
    Viva i ladri che stanno aumentando a vista d’occhio..
    M

  2. Sergio ha detto:

    Non comprendo perché “i millennials non ne vogliono sapere più niente dell’automobile”. Da dove nasce questa tesi?

  3. Davide ha detto:

    Condivido in toto l’articolo a parte il fatto che una buona bici ,magari con freni V- brake e cambio tradizionale, può stare tranquillmente sotto i 500€.

  4. carlo ha detto:

    Io abito a Roma e (alleluja!!) sono riuscito a fare acquisti con la mia bici, andare e tornare.

    Uso una Brompton pieghevole con la borsa T, che contiene fino a 32 litri di roba caricabile (circa come il carrello che hai acquistato da Ikea); la bici la posso portare dentro chiusa, con le ruote attaccate diventa essa stessa un piccolo carrello da portare.

    Uso i mezzi pubblici: metropolitana sino a Jonio, linea B. Poi proseguo fino al centro commerciale Porta di Roma, circa 3Km, ma abbastanza tranquilli se fatti la mattina. Di sera io non ci sono mai andato in bici in quel caso la infilerei sul bus 60 fino alla metro.

    Ad ogni modo per dire che fare acquisti da Ikea con la bicicletta è possibile.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Possibile è possibile tutto. Mi aspetterei però che IKEA che ha come mission quella di facilitarmi la vita non mi penalizzi solo perché ho deciso di non prendere la macchina.

      • carlo ha detto:

        In parte le responsabilità sono del Comune che fa le sedi stradali, ad Ikea puoi incolpare la mancanza di adeguate rastrelliere o la consegna (che, comunque, non viene fatta da Ikea ma da società esterne. Lo so perché ho comprato mobili: hanno diversificato persino chi monta rispetto a chi trasporta, non sono gestite da Ikea).
        Per quanto riguarda le bici con carrelli, sulle nostre città li vedo MOLTO pericolosi, io non li darei mai a potenziali clienti italiani, si andrebbero ad ammazzare subito nel traffico, da questo punto li comprendo.

        • Paolo Pinzuti ha detto:

          Su questo ho qualche dubbio: una segnaletica dedicata credo sia una voce di spesa imputabile all’esercizio commerciale. E d’altronde, se i privati si occupano della gestione del verde delle rotatoie, perché non possono occuparsi anche della gestione delle ciclabili?

          • carlo ha detto:

            Le strade pubbliche hanno la manutenzione e la progettazione di competenza statale (o regionale, o provinciale o comunale), tutte.
            Ora, io essendo romano non conosco il posto che hai visitato, ma solo se la strada è privata può essere fatto carico al centro commerciale in merito ad una sua manutenzione e relativa segnaletica.
            Il discorso della manutenzione del verde delle rotatorie è un’altra cosa: non è la sede stradale e fa capo ad accordi con il comune ha stipulato con i privati per la sua manutenzione. La pista ciclabile è un discorso a parte che rientra nelle prerogative progettuali della strada; Ikea non c’entra niente.

            • Paolo Pinzuti ha detto:

              Quindi se IKEA si offrisse di manutenere e segnalare le ciclabili a proprie spese il comune glie lo impedirebbe?

              • Carlo ha detto:

                Questo non lo so. Andrebbe posta una domanda all’assessore dei trasporti del Comune di Milano. O ad un bike manager se Milano ne ha uno.
                A Roma hanno nominato Paolo Bellino, storico attivista per i diritti dei ciclisti; anche se le cose non sono cambiate di molto, a parte qualche sfalciata della ciclabile Tevere dove, purtroppo, un ciclista è deceduto in un incidente su un incrocio non protetto alcuni mesi fa.

  5. A. C. ha detto:

    D’accordissimo sul fatto che potrebbero portarti a casa tutto, visto che si prendono in carico già i mobili, ma per il resto…
    Sul serio, non esistono bici di qualità a meno di 500 euro?
    Sul serio? Un chilometro senza ciclabile ed è già polemica?
    Sul serio? Una rastrelliera non da fighetti ed è già polemica?

    Mio nonno si faceva con una normalissima bici in acciaio con rapporto fisso 42-18 Pesaro -Roma almeno una volta l’anno, dire che una bici deve costare almeno 500 euro non ha senso, ad ognuno la sua bici, per andar a far spesa o muoversi in città anche una bici da 200 euro presa al supermercato va bene con un minimo di attenzione e qualche accorgimento.
    Per come siamo ancora messi a ciclabili in Italia, è davvero il caso di lamentarsi se alla fine della ciclabile devi farti un chilometro di strada normale? Wow, sei abituato bene.
    Per non farti fregare la bici dalla comune rastrelliera basta attaccare un lucchetto dalla gomma alla rastrelliera ed un secondo dalla gomma al telaio, non è fisica dei quanti. Ok, servono due antifurto, anatema!
    Dai su, forse è il caso di ridimensionarsi un attimo.

    • carlo ha detto:

      Io ho comperai una bici pieghevole economica da Decathlon pensando che alla fine era buona lo stesso. La pagai 250 euro ma dopo un anno e mezzo e 2.500 chilometri fatti mi si è praticamente distrutta: cerchi storti, freni v-brake piegati, tubo sella storto, snodo pieghevole usurato; ogni sabato mattina passavo mezz’ora a riserrare tutte le viti e bulloni che si erano allentati nei 3-4 giorni della settimana che la usavo… Oggi ho una Brompton, costa molto ma non mi ha più dato problemi e ci ho fatto già quasi 4.000 chilometri.

      • carlo ha detto:

        P.S. “Io comperai”. Sorry :)
        P.P.S. Comunque, le bici in acciaio di una volta (fino anni 60-70) non erano assolutamente fatte in modo economico: erano robuste e con materiali di ottima qualità (freni, cerchi, movimento centrale, pedivelle, etc.). Oggi una bicicletta di quel tipo usata restaurata non viene via a meno di 150-200 euro; nuova, se vai da un ciclista, non ti chiederà meno di 350-400 euro.

    • Bozzolom ha detto:

      Mi sa che non hai capito: il sito specifico di quell’Ikea pubblicizza il negozio come “facilmente raggiungibile in bicicletta”. Questo non corrisponde al vero se devo attraversare una superstrada a 4 corsie senza attraversamenti ciclabili. Ovvio che ci si incavola!
      Poi non ci si lamenta se si va dal fruttivendolo vicino casa e manca una rastrelliera decente, ci si lamenta se si va in un negozio che pubblicizza la propria scandinavietà e poi non ha un posto dove parcheggiare la bici (e quello in foto non lo è)

      • Alessandro ha detto:

        Se il tuo ciclista è un ladro…

        • carlo ha detto:

          Citami tu un modello di bici nuova a 200-250 euro e poi vediamo…

          • Giovanni ha detto:

            Ho comprato una MTB decathlon nel 2003 a 220 euro. Mai un problema. Ci ho fatto discese, salite (anche estreme) e poi migliaia di km in cicloturismo con portapacchi, cane sul portapacchi, carrellini. Ha ancora su il cambio i freni il manubrio ecc., Il telaio è garantito a vita,
            Sulle pieghevoli non so, ma sulle mtb voglio proprio vedere dove sarebbero i problemi delle bici decathlon. (in famiglia ho 4 bici decathlon e 2 non decathlon).ciao

            • carlo ha detto:

              Non ho capito il modello che dici tu, ma quelle in vendita adesso da 200 euro le conosco bene e montano ruote da bici da passeggio a parete semplice con relativi mozzi da bici da passeggio. Movimento centrale a cartuccia; freni V brake in acciaio (su Amazon li trovi a 6 euro la coppia) che neppure le bici del supermercato hanno più, copertoni in gomma non vulcanizzati che durano quello che durano, sella in plastica da cambiare, etc. etc. etc.

              Certo, io conosco pure chi ha fatto il giro d’Europa in Graziella! Ma sono bici inadatte. Non si può confondere un fatto eccezionale con la regola.

              • Giovanni ha detto:

                249 euro: doppia parete. freno a disco meccanico
                decathlon .it/mtb-rockrider-520-275-grigia-pack-id_8350556.html

                • Carlo ha detto:

                  La MTB minima decente di Decathlon (ma proprio minima per fare MTB, eh!) è la Rockrider 540, che monta un altus da 9v , una forcella da 100mm, dischi idraulici; e costa 460 euro.

                  • Giovanni ha detto:

                    ripeto, ho fatto MTB strade sterrati con bici decathlon da 200 euro e mai un problema. I dischi idraulici 15 anni fa forse nemmeno esistevano. Sono sceso dallo stelvio a tutta con i vbrake senza un problema.
                    carico come un mulo.
                    Ho anche una bici da passeggio btwin con SRAM3,0 dietro e tripla davanti. Ci faccio da anni il B2W con 2 bambini sui seggiolini e le borse cariche. Costa 180 euro e non avrei nessuna difficoltà a farci cicloturismo anche in salita.
                    Ma come in macchina: puoi fare un viaggio con la panda o col cayenne.

    • Outis ha detto:

      Rilancio: con bici da 150€ (parlando di nuovo, se proprio non dobbiamo fare menzione dello sterminato numero di bici usate abbandonate nelle cantine e nei garage di tutto il Paese…) non solo puoi sostituire la macchina per la massima parte dell’uso quotidiano, ma puoi tranquillamente farti una vacanza di 1400 km e valico alpino senza avere un solo problema meccanico. Se continuiamo (e con noi intendo noi ciclisti) con questo stereotipo delle bici come mezzo riservato a benestanti radical chic o al massimo a chi non può permettersi una macchina, possiamo stare tranquilli che la bicicletta non si diffonderà mai come mezzo di trasporto di massa in Italia.

      • Paolo Pinzuti ha detto:

        Ciao Outis,

        le bici da 150 € sono costruite spesso senza garanzia sui pezzi utilizzati, sulla manodopera impiegata e sul montaggio. Sicuramente funzionano, ma alla prima riparazione rischia di rimanerti in mano l’utensile che usi e il pezzo da riparare che diventa poi da sostituire a prezzo ben più elevato.
        Puoi chiedere conferma a qualunque meccanico di bici.
        In ogni caso ne abbiamo parlato in abbondanza qui: https://www.bikeitalia.it/bici-da-supermercato-vale-la-pena-acquistarle/
        Per me, per esempio, 1400 km non sono nulla: utilizzo solitamente una bici del 1979 a cui devo fare solamente manutenzione. All’epoca era costata lo stipendio di un operaio. Va ancora come il primo giorno. Semplicemente occorre fare periodicamente manutenzione.
        Quelle da 150 € sono soluzioni usa e getta. Non fanno per me.

        • carlo ha detto:

          Purtroppo sig. Pinzuti la maggioranza delle persone vede la bici come oggetto per il fine settimana per relax, ovvio che a costoro non gli puoi chiedere 500 euro per una bicicletta! Per loro va benissimo una mtb da 99,90 euro al supermercato (“tanto ha il cambio Shimano, che vuoi di più?” come mi disse un signore una volta); che poi questo tipo di bici esistono solo da noi, in Germania o Olanda (dove vado spesso) non ci sono, costano mediamente almeno 600 euro. Se vuoi risparmiare ne prendi una usata.
          Poi vai a vedere e sono tutte persone che la usano una domenica si e l’altra no per farci 15km; nessuno ci fa migliaia di km annui.

          • Paolo Pinzuti ha detto:

            No, non la maggioranza della popolazione. Il 7% dei milanesi, ad esempio, usano la bicicletta tutti i giorni. Questi non usano la bicicletta solo nel fine settimana.

            • carlo ha detto:

              Appunto ciò che avevo scritto: solo una minoranza ha un approccio della bici come mezzo alternativo all’auto o allo scooter. Per la maggioranza è un oggetto di svago saltuario che, a parer loro, non ha senso che costi centinaia di euro.

              • Paolo Pinzuti ha detto:

                Carlo, grazie della tua opinione. Ti faccio presente che stai scrivendo su un sito che si chiama bikeitalia.it, che si rivolge in particolare a coloro che usano la bicicletta come mezzo di trasporto e non di svago. (anche perché per svago raramente si va all’IKEA).

          • Giovanni ha detto:

            MTB decathlon sotto i 200 euro ce ne sono molte. Io ne ho una da oltre 13 anni e va ancora come il primo giorno. Incluse le ruote (decathlon mai cambiate e ancora dritte e ben rotanti) e tutti i pezzi montati sopra. Il telaio è garantito a vita.
            Francamente tra le bici da 99 euro al carrefour e quelle da 200 al decathlon penso ci sia un abisso.

        • Outis ha detto:

          Caro Paolo,
          leggendo anche altri commenti sia qui che all’articolo che mi hai linkato credo che ci sia un equivoco di fondo: stiamo parlando di due utilizzi completamente diversi della bicicletta!

          Un conto è l’utilizzo della bici non solo come mezzo di trasporto quotidiano, ma anche come strumento di svago, hobby, mezzo per poter fare le vacanze, eccetera eccetera; è anche bello leggere nei commenti chi rivendica con orgoglio la propria passione ed il clima di ‘competizione’ che si crea (“per me 1400 km non sono nulla”, “è tutta gente che si e no ci fa 15 km la domenica”, ecc). In questo caso nulla da dire sul fatto che i costi e la qualità del mezzo siano radicalmente diversi rispetto alle varie bici Ikea, Auchan, ecc.

          Tuttavia il discorso cambia completamente se invece si parla di bicicletta come mezzo di trasporto in alternativa alla macchina: in questo caso credo che il primo obiettivo di chi ha capito gli innumerevoli vantaggi che l’utilizzo quotidiano della bici comporta (e a maggior ragione se questa è una persona che pubblica articoli sull’argomento e che quindi ha un minimo di influenza su altre persone, inclusi i neofiti) dovrebbe essere la *massima diffusione* della bici stessa! Secondo me l’approccio in questo senso non può che essere graduale: se alla persona media che vuole sostituire l’auto con la bici anche solo tre mesi l’anno diciamo che la spesa minima è di 500€ per una bici accettabile, allora possiamo stare sicuri che quella persona non passerà mai alla bicicletta, e che continuerà a prendere la macchina (o il motorino) anche per andare a comprare il pane sotto casa, vista anche la situazione pietosa delle infrastrutture in Italia. Che poi una volta maturata un minimo di esperienza uno possa fare degli upgrade successivi verso prodotti di qualità non ci piove; ma dire che sotto i 500€ ci siano solo prodotti usa e getta (di per sè affermazione comunque falsa) vuol dire remare contro la diffusione delle biciclette! E in quest’ottica, i vostri commenti a cui accennavo prima non sembrano altro che una gara infantile ‘a chi ce l’ha più lungo’ (il kilometraggio ovviamente).

          In ogni caso, buone pedalate.
          ps: io stesso sono partito con una bici economica da studente, poi l’ho venduta e ne ho comprate due, entrambe usate: una solida MTB anni’90 per l’uso quotidiano (non ho montato il contachilometri, che per quest’uso reputo un vezzo non necessario, ma stimo di fare circa 70-80 km a settimana) e una ibrida per le uscite settimanali e i viaggi. Anche per me è stato un processo graduale, e in tutto, per le tre bici, ho speso circa 500€.

      • carlo ha detto:

        Ma nei paesi dove la stragrande maggioranza della popolazione si muove in bici (Olanda, Germania, Danimarca), le bici sono fatte MOLTO bene, sono oggetti che hanno dei costi non irrisori. Infatti da noi marche come Gazelle, Sparta, etc. non esistono perché quasi nessun italiano compra bici da passeggio a 500 euro.
        Comunque la chiudo qui perché tanto è inutile continuare questo discorso: chiunque può fare ciò che vuole, prendere una bici da 150 euro e facci il giro del mondo, nessuno lo impedisce. Ma dire che un mezzo tanto economico sia idoneo o analogo ad uno con componentistica di qualità NORMALE (non eccezionale, normale per l’usura che andrebbe ad affrontare per i chilometraggi stimati) è una bufala, pure se per un viaggio ti è andata bene hai OGGETTIVAMENTE affrontato dei rischi. I cicloviaggiatori non affrontano le loro imprese con bici di poco valore; io non farei mai un viaggio con un mezzo che non mi dia sicurezza con componenti che potrebbero rompersi o lasciarmi in panne. Poi, concludo, ognuno è padrone e libero della propria vita, ma non mistifichiamo le cose.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Tuo nonno quella bicicletta la pagò uno stipendio, non un decimo. Perché un tempo gli standard erano quelli. Basta guardarsi il film “Ladri di biciclette” per capire che un tempo le biciclette erano roba di valore e destinati a durare, non prodotti da comprare, utilizzare 3 volte e lasciar marciare in cantina. Se una bici da 200 € va bene a te per fare la spesa, non va bene a me che faccio 3000 km all’anno in città, peso 100 kg e la uso sul pavè.
      In ogni caso ne abbiamo anche parlaato qui: https://www.bikeitalia.it/bici-da-supermercato-vale-la-pena-acquistarle/

      Un km senza ciclabile è polemica se devo attraversare una strada pericolosa e buia e soprattutto se sul sito si dice che l’accesso facile in bici.

      Se sei il riferimento internazionale del design e offri servizi che non si vedono più neanche negli oratori, sì, è polemica.

      Sull’essere abituato bene. Sì, sono abituato bene, ho viaggiato per l’Europa e pretendo gli stessi standard a casa mia. Non sarà che sei tu che ti accontenti della robaccia che ti rifilano da queste parti (tipo le biciclette da 200 €)? ;)

      • A. C. ha detto:

        Ah beh, se da un film evinci che una bicicletta sia stato un mezzo costoso penso che ci sia ben poco da dire, comunque ci si può provare ugualmente ;)
        Giusto per darti un’idea: mia madre ci andava a vendere la frutta e la verdura al mercato, in bici, quando aveva 15 anni. Stavano a mezzadro, non avevano le scarpe ai piedi ed il pane si andava a comprare una volta al mese. Ma in giro ci andava in bici, capito bene???
        Per dirne un’altra, io con una bici da 250 euro un attimo rivista c’ho girato un mese per rispettivamente Romagna, Marche, Umbria, Lazio e Toscana, ho solamente sostituito un mozzo e stavo carico (oltre i miei 80 chili) con altri 30 di bagagli , tenda, sacco a pelo, portatile, fornello ecc…
        La bicicletta è e deve restare un mezzo di locomozione popolare, 500 euro non è un prezzo popolare. In Italia siamo convinti che più spendiamo e più “sia buono”, convinti di colmare con gli euro le nostre lacune riguardo all’oggetto che stiamo comprando, ma non è così.
        Che la qualità si paghi, non ci sono dubbi, ma applaudire un’ Ikea che come primo prezzo mette una bici a 500 euro non si può sentire, anche perchè oh, è Ikea, non Bianchi (per dirne una). Poi se ci si auto convince che dando 500 euro al signor Ikea si avrà una bici che ci durerà 20 anni senza conoscere minimamente com’è fatta una bici… Beh, devo andare avanti?
        Adoro le vecchie bici in acciaio minimali, adoro le Brompton, e penso di non aver mai puntato una bici sotto ai 600-700 euro a dirla tutta, ma la bici deve restare popolare e dire alla gente che persino la bici dell’Ikea costa 500 euro e che se spendi di meno sei un allocco non penso sia il modo migliore per diffondere i pedali in Italia, però, se così siete convinti…
        Anzichè spendere soldi, sporchiamoci un po’ le mani per vedere com’è fatta una bicicletta, capiamo cosa ci serve, cosa consumiamo maggiormente, cosa comprare perchè ci duri 20 anni e poi, casomai, pensiamo a spenderci cifre. Altrimenti resteremo sempre i soliti italiani, quelli che al bar si fanno stima della bici da corsa da 3000 euro e che alla fine non usiamo perchè per arrivarci al bar, alla fine è anche scomoda :)

        • Paolo Pinzuti ha detto:

          Fantastico A.C.
          Grazie per aver arricchito la nostra discussione.
          Buone pedalate :)

        • carlo ha detto:

          Io monto/smonto qualunque bici, ne posseggo 4 che uso regolarmente, ci faccio mediamente più di 3.000Km ogni anno, la uso praticamente ogni giorno per andare a lavoro (Brompton) in strada (carbono corsa) e per sterrati (MTB). Ne ho viste migliaia, comprate a decine e posso dire che non esiste una bici (nuova) decente a meno di 350-400 euro. E’ praticamente impossibile avere componentistica di qualità a meno. Citami un modello di bici nuova che costi 150-200 euro e poi vediamo…
          Ad ogni modo è vero che non è necessario neppure spenderci cifre folli; io credo che se non si hanno particolari esigenze non è necessario mai superare il budget di 650-700 euro.

  6. nico ha detto:

    Ciao
    IKEA ha dei mobility manager tra il suo personale. Almeno Collegno(TO) ne ha uno.
    Dovresti indirizzarla a loro!

  7. Andrea Ricci ha detto:

    La cosa che mi trova più d’accordo è il disprezzo per le rastrelliere a scolapiatti! Mai usate. Strumenti di tortura per le bici, disegnati da imbecilli. Soluzione discount per amministratori incompetenti e menefreghisti. Bisognerebbe organizzarsi per rifiutarsi di usarle.

  8. Ramona ha detto:

    L’ikea di Carugate è raggiungibile in bici, basta sapere la strada.
    Da cernusco si arriva al Centro Commerciale Carosello e da li si passa in mezzo al parco che si trova di fronte, per poi arrivare all’IKEA.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Certo, basta sapere la strada.
      Anche costruire una centrale nucleare è facile: basta sapere come farlo. :D
      Mi aspetto però che queste informazioni siano fornite dall’azienda (o al limite che mettano il numero di telefono di Ramona peer chiedere info :D ). Magari un percorso gps scaricabile. Magari una segnaletica sulla ciclabile.

  9. omar ha detto:

    Con una certa curiosità ho letto questa lettera aperta.
    Sinceramente mi sembra la reazione di una persona frustrata che cerca in tutto e per tutto di lamentarsi.
    Io amo le bici, vado in bici e chi mi conosce sa che è così.
    Arrivare però al punto di trovare forzatamente qualcosa da colpire e su cui riversare la propria frustrazione mi sembra davvero misero.
    Anziché lamentarti in una lettera aperta io avrei trovato altre soluzioni.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Caro Omar,
      io le soluzioni le ho trovate, infatti sono tornato a casa con la metropolitana. Le soluzioni per l’azienda sono in fondo all’articolo.

      Sono frustrato? Certo che sono frustrato: mi dà fastidio quando un’azienda mi dice “raggiungerci in bici è comodo e facile” e poi scopro che non è vero. Mi sento preso in giro, capisci?

      È che come se ti dicessero che montare un mobile IKEA è facile e poi servono pezzi introvabili….

      • Jacopo M. ha detto:

        Ci sarebbe da chiedersi come mai fra le molteplici opere di urbanizzazione (rotonde, rotondine, parcheggi, zone a verde, ecc) che devono accompagnare interventi urbanistici come quelli che portano alla costruzione di uno store ikea NON sia previsto un collegamento ciclabile.

  10. Francesco Giuffrida ha detto:

    Caro Pinz, anche io vadi in bici al lavoro a Roma (circa 6000/anno) con una vecchia bici anni 80 che prima marciva nel garage di un amico. un po’ di manutenzione e va benissimo (ma mi sono già “mangiato” il meccanismo centrale, i mozzi, i raggi, ecc.). Ho trovato molto interessante la vostra discussione, sono parzialmente d’accordo con ognuno. Voglio però dire che qualche mese fa sono stato, per altri versi, ad IKEA ed ho visto la bici: mi è sembrata pesantissima! un vero carroarmato adatto solo a paesi totalmente piatti. Va bene robusta, ma non potevano farla un po’ più leggera? insomma io non me la comprerei mai. vediamo quante ne vendono… Cari saluti
    Francesco Giuffrida

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Francesco,

      Non lo so, non l’ho pesata. Comunque sì, anche a me sembra molto più adatta a una realtà milanese che non romana.

  11. Marco ha detto:

    Ciao evidentemente ti è sfuggito, ma lasciando la Martesana a Cernusco all’altezza del campo rugby è possibile raggiungere l’Ikea su ciclabile senza percorrere 1 solo metro in strada. Uscendo da Cernusco dir Carugate la pista la trovi sulla tua sinistra.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Evidentemente sì. Evidentemente non c’era un cartello a indicarlo, né una sola informazione del genere sul sito internet di IKEA.

  12. Giovanni ha detto:

    Nel 2007 IKEA regalò 6200 bici ai dipendenti.
    e altro ha fatto per la bici
    http://www.piste-ciclabili.com/forum/viewtopic.php?f=5&t=5713#p12302

  13. A.D. ha detto:

    Salve a tutti, leggendo i commenti mi pare che molti siano “usciti dal seminato” come ci diceva la signora maestra quando qualcuno andava “fuori tema”. La vera questione secondo me è : la bici Ikea VALE 500 euro? Io l’ho vista al negozio di S. Giuliano Milanese, in un allestimento palesemente creato da qualcuno che non va mai in bici. Infatti era ancorata al suolo, impossibile sollevarla per farsi un’idea del peso o far girare i pedali. L’aspetto però era pesante! Il carrellino era…un cartonato fissato alla bici vera: giuro! Mancava una scheda tecnica con le caratteristiche del prodotto, errore paradossale per un’azienda che ne scrive una per ogni suo prodotto, fosse anche per un coltello da cucina (” si raccomanda la clientela di afferrare il coltello dal manico e non dalla lama!”). anche sul sito la descrizione è carente, scritta da qualcuno che non conosce nemmeno i termini base: “manico” al posto di manubrio, “sedile” al posto di sella e via dicendo. Manca marca/modello delle parti non prodotte dalla casa. In rete ho trovato il mozzo che monta, è lo SRAM AUTOMATIX automatico a due marce , che ad occhio mi sembra l’unico pezzo di pregio, e costa 78 euro. I restanti 400 e passa euro sinceramente mi sembrano ingiustificati. P.S. Il peso dichiarato è 16 kg!

    • Carlo ha detto:

      È una bici tipica del nord Europa, tipo Olanda o Germania. Io credo che il prezzo sia corretto perché quella tipologia di biciclette ha costi più alti.
      Il problema è che da noi non si usano queste bici e forse a molti italiani non interessano

  14. cristian ha detto:

    A Pisa, all’inaugurazione il sindaco é venuto in bicicletta ed ha segato dei tronchi davanti all’ikea. Tempo dopo ci siamo per caso andati in bicicletta. Un’odissea, la ciclabile non esiste ma rotonde e strade ad alta percorrenza. C’è il classico aborto, ovvero 100mt di ciclabile invasa dalle erbacce probabilmente era compresa nel modello cad. Siamo scesi e non individuando la rastrelliera abbiamo legato tre bici a circa 10 mt dall’ingresso. Dopo 20 min ci hanno richiamato perché le bici “bloccavano” l’uscita. Ci hanno fatto vedere la microrastrelliera dell’Ikea a 50mt quasi dietro lo stabile. Finalmente siamo tornati a casa. Francamente non credo che l’italiano che va all’ikea abbia mai pensato di andarci in bici.

  15. Andrea ha detto:

    Ciao a tutti, io lavoro all’ikea di Carugate da circa 10 anni e devo mettere un puntino su un i… il negozio di Carugate è raggiungibile facilmente in bici (io ci vado quasi tutti i giorni) utilizzando la pista ciclabile che parte da cernusco e arriva a carugate… attenzione però che ci sono 2 piste cicabili, una collegata al centro città (quella usata dal ragazzo) e una collegata ai centri commerciali; entrambe comunque confluiscono nel parco posto di fronte al carosello che, tramite sottopassi, si collega a ikea e decathlon.
    E tutto, buona domenica

  16. Strelok ha detto:

    Senza prender le difese di Pinzuti (che non ne ha bisogno, stante anche la statura) dico solo che condivido i rilievi svolti nell’articolo; Ikea deve fare di più.
    Dispiace, invece, il tono polemico di alcuni commenti, anche perché a me piace pensare che vi sia un buon grado di rispetto tra ciclisti; condizione necessaria per un confronto sereno.
    Premesso (sempre) che non sono un esperto, riporto solo la mia esperienza relativa all’acquisto di due MTB.
    Io ne ho presa una da 1.200 €, mentre la mia compagna una da 2.500 €.
    Uso: svago in fuoristrada e cicloturismo (giri da una giornata).
    Bene, io con la mia MTB, ho dovuto fare parecchi lavori di manutenzione, mentre quella della mia compagna, pur facendone un uso meno “cattivo”, è ancora in perfette condizioni, come nuova.
    Mi sono pentito di non aver speso qualcosa in più, perché il livello di qualità della componentistica è davvero differente e non me l’aspettavo, nella mia ignoranza.
    Preciso che i primi giri impegnativi in montagna, li ho fatti con una vecchia MTB usata, vinta coi punti carburanti.
    Sì sì, quella col telaio verde…. griffato, con cui ho rischiato anche di farmi male.
    Quindi, mi viene da dire che non è solo questione di affidabilità e/o prestazioni, ma anche di sicurezza.
    Poi, è altrettanto vero che che non si può pensare di diffondere l’uso della bici a costi stellari, ma se parliamo di rapporto qualità prezzo, secondo me, non ci si scappa.
    Forse, per diffondere l’uso della bici, sarebbe utile implementarne il noleggio a basso costo nei centri urbani, da parte delle amministrazioni.
    Spero di non ricevere improperi per le mie considerazioni :)
    Buone pedalate a tutti!

    • carlo ha detto:

      Ma 1.200 euro sono BEN BEN OLTRE la sufficienza per una bici MTB da sterrato e cicloturismo. Ci prendi una buona bici con componentistica di qualità.
      Per una bici per quel uso va benissimo la Rockrider 540 che costa 460 euro.
      Come ha fatto a rompertisi???

  17. Strelok ha detto:

    Non ho detto che si è rotta, però:
    boccole della forcella (dove si infilano gli steli nei foderi) che hanno preso gioco; serie sterzo idem; si è allentato un dado a cono del mozzo posteriore; bolla d’aria nel circuito olio freno anteriore. Pesa!
    Il paragone, come detto, l’ho fatto con la MTB della mia compagna, la quale ha percorso con me gli stessi sentieri/mulattiere/strade forestali, anche se a velocità inferiore rispetto alla mia.
    Ma, ripeto, la sua va ancora come nuova, appena ritirata dal negozio.
    Le ho solo sostituito la catena.
    In altre parole, posso dire che la mia MTB è una “entry level” e mi sta stretta (in termini di qualità), perché, avendo fatto anni di fuoristrada in moto, sono un po’ esigente e, in certe discese, mi pare che perda i pezzi : )
    La mia compagna, invece, sta imparando l’arte con una MTB che, praticamente, ci può fare le gare XC.
    Sono d’accordo che, per un uso escursionistico/turistico, la Rockrider vada benone.
    I problemi sorgono quando si “mette alla frusta” tutta la meccanica, ma capisco non sia un’esigenza così diffusa.
    Nel post precedente, ho solo riportato la mia esperienza secondo cui la qualità si paga, condividendo l’dea che una bici da 150/200 Euro non possa garantire un livello di qualità sufficiente, nemmeno per il cicloturismo.
    Tutto qui.

  18. Serena Nascimben ha detto:

    Fate bene a mettere i puntini sulle i. Il problema generale è che ci si accontenta di una parvenza, senza guardare alla realtà con un minimo di buon senso, così anche se le soluzioni magari esistono, sono comunque troppo complicate per renderle accessibili e/o appetibili alla maggioranza delle persone. Chiunque si esponga suggerendo un’attività deve come minimo verificare che sia facilmente praticabile, adoperandosi perché tutto proceda senza intoppi. Invece è più facile far sentire cretini gli altri.

  19. Umberto F ha detto:

    Ikea e decathlon sono a mio avviso un male per il pianeta;
    Sfruttamento del lavoro,
    totale menefreghismo ambientale, spreco, inquinamento, effetto TV e solitamente scarsa qualita’.
    Anche tutta sta “discussione”, nonostante la mia stima per bikeitalia e Pinzuti, non sarebbe nata se Ikea fosse stata boicottata per le motivazioni sopracitate, a mio avviso sufficienti per non andarci;
    Tutto sto mio discorso, ovviamente si radica nel non voler accettare rassegnato un sistema che vira verso la mediocrità a tutto tondo;
    E poi, aggiungo, la tristezza di vedere in tante case sempre Gli stessi mobili finto-robusti e di scarsa fattura…
    I gusti son gusti, ma come dire Jannacci faceva pensare, Bisio , Panariello fanno bestemmiare.
    Tutto questo per arricchire il forum a tratti troppo politicamente corretto a mio avviso da chi ha il cervello funzionante, e troppo aggressivo populista da chi alla macchina, alle promesse esse lunga, coop, non rinuncerebbe mai;
    Forse accettando che il mulino bianco non esiste , e che Tiger è amorale, qualche anima non pigra converrà;
    Grazie Paolo
    Buon tutto

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