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La seconda primavera della bicicletta che passa da Rimini e Milano

News, Rubriche e opinioni • di 16 Settembre 2019

C’è tanto entusiasmo nel mondo della bicicletta: mentre molti settori dell’economia tradizionale stanno affrontando la saturazione del mercato e scenari da incubo, la bicicletta sta vivendo oggi una seconda primavera e c’è un’euforia che permea il settore e lascia sperare molto bene.

La fiera di Eurobike ha lanciato un primo segnale forte di ottimismo e l’Italian Bike Festival di Rimini che ha aperto i battenti venerdì ha confermato la sensazione anche da questa parte delle Alpi.

Bike Festival Rimini

190 espositori si sono dati appuntamento sulla riviera romagnola per mostrare al pubblico le novità del settore e permettere di provare biciclette dal contenuto tecnologico sempre più alto in grado di democratizzare la salita e di rispondere concretamente alle grandi sfide del nostro secolo: cambiamento climatico, congestione in ambito urbano e sedentarietà.

L’inizio della kermesse riminese è stato sancito da un convegno organizzato dal Sole 24 Ore che finalmente si è reso conto di questo astro rinascente dell’economia italiana e ha iniziato a parlare di opportunità e di sviluppo di un settore ancora troppo trascurato dalla politica nazionale.

Molti sono i marchi presenti a Rimini che avevano, invece, disertato la fiera in Germania, come Scott, Trek, Cannondale, ma anche nomi minori del panorama nazionale e internazionale, segno che l’industria della bici ha trovato il proprio punto di riferimento espositivo nel nostro paese, perché  l’Italian Bike Festival riesce a mettere in contatto diretto il produttore con il consumatore attraverso un percorso esperienziale.

E mentre a Rimini è in corso l’Italian Bike Festival, a Milano parte Milano Bike City, la seconda edizione del ciclo di eventi che ruotano attorno al mondo della bici e che ospita una proiezione del docufilm “Gambe” realizzato dalla Fondazione Michele Scarponi, oggi lunedì 16 settembre da Upcycle a Milano.

A chiusura della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile tornerà invece la Fancy Women Bike Ride, un sorridente moto di gentilezza a pedali e al femminile che coinvolgerà 120 città in tutto il mondo e che unisce la questione della mobilità con la visibilità delle donne nella società.

Milano-fancy-women-bike-ride credit gegi

C’è sempre più voglia di bici che permea l’Europa e l’Italia e il settore si sta organizzando per un cambiamento della mobilità che sta già coinvolgendo i popoli del nord Europa e a cui anche lo stivale non potrà resistere a lungo.

Esempio ne è il Comune di Milano che se da un lato ha ridimensionato fortemente la propria adesione alla Giornata Mondiale Senz’Auto, dall’altro lato continua a recuperare piazze e strade per sottrarle alle automobili e restituirle ai cittadini grazie a operazioni di urbanismo tattico.

Oppure il Comune di Reggio Emilia che proprio in questi giorni ha annunciato l’apertura di una Casa della Bicicletta all’interno di un’edificio di 800 metri quadri nell’area dell’ex-Polveriera, a ridosso del centro cittadino.

Adesso si attende un gesto concreto dal nuovo governo nazionale, in teoria più sensibile ai temi della mobilità attiva e sostenibile rispetto a quello precedente. A dare uno spiraglio positivo è il convegno organizzato lunedì 16 settembre a Roma dal Ministero dell’Ambiente a cui siamo stati invitati a intervenire anche noi di Bikeitalia per affrontare le sfide dell’era della demotorizzazione.

Ma la grande sfida oggi è nelle mani del Parlamento che deve affrontare la riforma di un codice della strada che è stato pensato unicamente per regolare le automobili e per questo impedisce a chi deve gestire la strada di mettere in atto interventi che nel resto d’Europa sono la normalità (tipo un autovelox davanti a una scuola).

E mentre la politica deve fare il proprio lavoro, anche il mondo dell’industria deve continuare a pedalare, trovando una nuova comunione di intenti e di obiettivi, magari ricordandosi nel frattempo che, oltre agli uomini, esistono anche le donne che devono essere coinvolte nella pratica, nel processo decisionale e nella narrazione: è sgradevole ma necessario precisare che al convegno organizzato dal Sole 24 Ore a Rimini le uniche donne a salire sul palco, in un panel di 24 persone, sono state Paola Gianotti per un discorso di apertura fortemente emozionale e Alessandra Schepisi in qualità di moderatrice dell’ennesimo confronto tra soli uomini.

Eppure nell’industria del ciclismo le donne si stanno creando sempre più spazio e credibilità, basta guardare dentro aziende come Selle Royal, Canyon, Shimano, Bosch per rendersene conto.

La parità in questo caso non è solo una questione etica ma anche di opportunità economica: se è vero che gli uomini rappresentano il 90% di coloro che oggi spendono nel mondo del ciclismo, è anche vero che le donne rappresentano il grande territorio inesplorato che presenta opportunità enormi per chi le vorrà cogliere.

Il cambiamento non può avvenire se si usano gli stessi schemi del mondo che si vuole cambiare.







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