Perché la circolare su Coronavirus e biciclette è sbagliata

17 Marzo 2020

Poche ore fa è uscita la circolare del Ministero della Salute contenente i chiarimenti sui comportamenti da adottare rispetto al decreto del 9 Marzo 2020 in materia di contenimento della pandemia da Coronavirus.

Occupandoci noi di bici dovremmo essere lieti del chiarimento che evidenzia che ” l’attività sportiva o motoria all’aperto è consentita”, ma purtroppo non è il momento di fare salti di gioia.

Il momento è gravissimo, gli ospedali sono allo stremo e i nostri concittadini stanno alla finestra con la speranza che il blocco possa essere allentato in qualunque modo per tornare a vivere la libertà che qualche settimana fa sembrava una cosa tanto scontata.

La circolare del Ministero della Salute rischia di creare uno spiraglio che può fare più male che bene: c’è gente che sarebbe disposta a prendere in affitto un cane pur di portarlo a spasso e non stare in casa come richiesto dalle autorità, adesso che si dà il via libera all’attività sportiva in bicicletta c’è il pericolo di avere una fuga di massa dalle abitazioni per andare a intasare i parchi di periferia aumentando il rischio di incidenti.

Per quanto io sia un fervido sostenitore della mobilità ciclistica e dell’importanza di fare attività fisica all’aria aperta, credo che creare uno spiraglio simile in questo momento sia un grave errore perché crea un allentamento del contenimento della catena del contagio.

Pur sapendo di attirarmi gli strali di molti lettori, mi sento di dire che occorre eliminare la possibilità di svolgere attività all’aria aperta in bicicletta (che pure desidererei svolgere come poche altre cose al mondo) dalle attività concesse in questo momento. Perché so che ci ritroveremmo con migliaia se non milioni di cittadini a spasso che con la scusa del giretto in bicicletta trovano modo di incontrarsi in barba a qualunque provvedimento pensando di essere più furbi degli altri.

Mi auguro che sia possibile rettificare la nota e stare qualche giorno in più segregati in casa al fine di poter uscire nuovamente tutti insieme il prima possibile. Insomma, restiamo a casa.

p.s.

Per quanto non fossimo d’accordo nel merito abbiamo deciso di pubblicare comunque la notizia della circolare del Ministero della Salute perché questo è il ruolo di una testata giornalistica: riportare le notizie che riteniamo rilevanti anche se non siamo d’accordo.

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Commenti

8 Commenti su "Perché la circolare su Coronavirus e biciclette è sbagliata"

  1. Avatar Stefano ha detto:

    Innanzitutto grazie non solo per questo post ma per tutto il lavoro che fate quotidianamente!

    Sono anch’io un appassionato di bici e ho sempre pensato che nel mio caso non fosse completamente giusto il provvedimento, ma mi sono ovviamente attenuto alle indicazioni. Viaggio da solo, solo in strade asfaltate e poco trafficate. Non sono spericolato e non faccio gare. È chiaro che un minimo di rischio c’è, sono consapevole. È giusto condividere le opinioni e rispettarle comunque. Sempre nel rispetto delle regole vigenti.

    Quello che però non tollero è quando si scrive che in questo modo si dà modo ai furbetti di aggirare il problema, allora ognuno farà quello che vuole. È vero che è un po’ questa la nostra mentalità, però sarebbe anche ora di finirla di pensare che gli italiani siano tutti furbetti. Non è vero che siamo tutti menefreghisti delle regole, siamo meglio di quanto ci crediamo e di quello che si crede all’estero! Per esempio guardate cos’è successo oggi a Parigi con la migrazione di massa oppure come ora ci vedono positivamente nel mondo per la prova di coraggio e di esempio riguardo al coronavirus.
    Smettiamola di pensarci così e rialzeremo presto la testa, facendo vedere maggiormente il nostro lato positivo. A volte manchiamo di senso civico, dobbiamo migliorare parecchio, ma credo che questa lezione ci farà bene e ne usciremo migliorati come persone e come popolo.

  2. Avatar Diego ha detto:

    Buongiorno BIkeItalia,
    mi trovo perfettamente d’accordo con il vostro articolo su tutta la linea.
    E’ un momento cosi difficile che necessità di sacrificio da parte di tutti.. eppure pare che i 2mila morti su molti non facciano presa..
    Avete ragione su una cosa.. la circolare lascia aprti spiragli che forse andavano evitati.

  3. Avatar Gianluca A. ha detto:

    Giustissime osservazioni, giustissime su un argomento che ci lascia impietriti ad assistere o se va male a soggiacere inermi in ospedale..
    Complimenti, per il vostro lavoro

  4. Avatar Franco Faggin ha detto:

    Dissento dall’articolo.
    Non vedo che male possa fare, ai fini della della diffusione del contagio, un giro in bici, nell’ambito del proprio comune, da soli e quindi senza alcun contatto con altre persone.
    Del resto il decreto del 9/3/2020 parla chiaro, consentendo lo sport e l’attività motoria all’aperto, mantenendo la distanza di sicurezza di un metro dalle altre persone.
    Lo stesso vale per le passeggiate solitarie, che non possono che giovare alla salute e allo spirito.
    Siamo già abbastanza colpiti dalle giuste misure adottate dal Governo, senza andare a cercarne altre e stare peggio, senza alcun motivo.

  5. Avatar velobicide ha detto:

    Caro Sig. Franco,
    forse le sfugge che non è solo la paura del contagio a motivare la decisione dello stare a casa.
    Si è chiesto se per qualche malaugurata sorte negativa (ricorda il detto: la fortuna e cieca, la sfiga ci vede benissimo) le capitasse, durante un giretto salutare (bici o piedi o schettini o roller non fa differenza) di avere un incidente e di dover magari aspettare ed impegnare una ambulanza che è in giro per gli infetti?
    Si è chiesto se, a seguito del suddetto incidente, lei andasse ad occupare un posto in un ospedale già al collasso.
    Collasso che deriva dai contagiati ma anche da coloro che hanno operazioni e/o degenze non procrastinabili.
    Si è chiesto se poi nel suo lettino d’ospedale non possa essere a sua volta colpito dal virus?
    Quando avrà trovato le risposte, magari, avrà anche cambiato opinione.
    Comunque buoni giretti salutari a Lei e a tutti i salutisti dell’ultima ora.

  6. Avatar Sergio Signanini ha detto:

    Il luogo dove succede il maggior numero di incidenti è la casa: dobbiamo allora restringerci tutti in salotto (chi ce l’ha) a guardare la televisione!

  7. Avatar Salvatore Aliperti ha detto:

    Dissento anche io con le ragioni della vostra disapprovazione. Ma a chi da fastidio un ciclista che gira per fatti suoi, da solo e senza avere contatti con nessuno??? Le restrizioni hanno senso solo per situazioni di potenziale assembramento di persone. Leggo commenti assurdi!!! “se vai in bici e cadi…..” per la stessa mentalità potrei dire che di non fare più la doccia perché si potrebbe scivolare coi piedi bagnati; di non andare a lavorare perché (in certi lavori usuranti e pericolosi) ti puoi infortunare ed aver bisogno di andare in ospedale. Purtroppo l’ignoranza prende sempre il sopravvento sul raziocinio, peggio ancora se con la paura. Siamo davvero nel medioevo culturale per la maggioranza delle persone.
    Ciò nonostante resto anche io a casa per rispettare il valore “morale” delle disposizioni, per rispettare chi lavora in prima linea e chi soffre ma non capisco questa “caccia al ciclista” come si faceva per le streghe.

  8. Avatar Lillo Cucinotta ha detto:

    I furbetti ci sono dappertutto, per fortuna la maggior parte di chi ama questo sport non lo è. Chi esce nel fine settimana anche con il freddo e con la pioggia è tutt’altro. Nonostante ciò, ho deciso che in questa situazione sia corretto rimanere a casa.

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