Buone Pratiche

Perché gli italiani pedalano nelle Fiandre?

Perché gli italiani pedalano nelle Fiandre?

Da oltre un decennio seguo gli interventi sullo sviluppo e la promozione del cicloturismo, ma qualche settimana fa, a Bruxelles, ho ascoltato un intervento che mi ha fatto riflettere. Il responsabile della promozione del cicloturismo di VisitFlanders ha mostrato un dato sorprendente: tra gli stranieri che pedalano nelle Fiandre ci sono olandesi, tedeschi, inglesi… e italiani.

I primi tre gruppi sono “vicini di casa”. Ma gli italiani? Perché scelgono di andare a pedalare proprio lì? La risposta non è romantica: è strategica.

Nelle Fiandre il turismo non è considerato un obiettivo isolato, ma un metodo. Infrastrutture, servizi e investimenti sono progettati per generare valore per tutti: visitatori, residenti e imprenditori. Il cicloturismo fa parte di una visione strutturale, non di un progetto spot.

giro delle fiandre in bicicletta

Ogni anno vengono investiti 280.000 euro nella promozione del cicloturismo, di cui 165.000 destinati allo sviluppo dei prodotti bike. A questi si aggiungono altri 6–8 milioni per infrastrutture dedicate a pedoni e ciclisti, gestiti dall’ufficio tecnico della regione. Quattro persone lavorano a tempo pieno sul segmento bici, e da quando esiste una figura che coordina le province, la qualità dell’offerta è cresciuta in modo evidente. La parola chiave è continuità.

Hanno identificato tre principali categorie di ciclisti:

  • Visitatori in bicicletta – chi esplora la regione senza impegni sportivi;
  • Cicloturisti – chi viaggia su più giorni, spesso con pernottamenti;
  • Ciclisti sportivi – chi cerca la sfida e vuole testare le proprie capacità.

Per ciascun gruppo sono stati creati prodotti specifici. Le Flanders’ Finest Cycle Routes, 27 itinerari tematici “ready to ride” dai 30 ai 60 km, offrono esperienze complete, con bike sharing, noleggi e contenuti informativi facilmente accessibili. Le Iconic Cycle Routes sono nove percorsi multi-day, segnalati in entrambe le direzioni e collegati alla rete EuroVelo, pensati soprattutto per visitatori stranieri. Per i ciclisti più allenati, c’è la Flandrien Challenge, un itinerario che celebra la tradizione e la fatica del ciclismo fiammingo.

In soli quattro anni, il team ha sviluppato mappe, siti multilingue e una piattaforma unica dove trovare tutte le informazioni per pianificare il viaggio. Sono stati introdotti elementi di gamification, come “collezionare icone” lungo i percorsi, per coinvolgere i ciclisti e raccogliere dati sull’utilizzo delle reti.

Il lavoro non si limita ai percorsi: l’ospitalità è altrettanto curata. Webinar per le strutture ricettive, linee guida sui pernottamenti brevi, kit di primo soccorso, attrezzi di riparazione e spazi sicuri per le bici contribuiscono a creare un ecosistema completo.

Nel 2023 sono stati intervistati oltre 20.000 ciclisti: il 60% è locale, il 40% straniero. Tra gli stranieri, gli italiani figurano tra i primi. In media percorrono 400 km e il 47% rimane almeno quattro notti. La Flanders Route risulta la più popolare.

I dati hanno guidato nuovi sviluppi: ampliamento dell’offerta ricettiva, miglioramento dei camping e servizi per camper, e attenzione al turismo lento come priorità strategica. Particolare attenzione è dedicata anche ai ciclisti sportivi, i cosiddetti “mamils” (middle-aged men in lycra) e “wilma” (donne in lycra), con l’obiettivo di distribuire le presenze durante tutto l’anno.

Infine, le Fiandre puntano sull’accessibilità: la Kempen Route, 100 km completamente accessibili, è un esempio concreto di inclusività per tutti i tipi di ciclisti.

Alla mia domanda: perché le Fiandre sì e molte altre destinazioni no? La risposta è stata chiara: political will. La bicicletta resta una priorità costante nell’agenda politica, indipendentemente dall’amministrazione. Non è un progetto temporaneo, ma una direzione stabile.

Forse è per questo che sempre più italiani scelgono di pedalare nelle Fiandre: non solo per il mito delle classiche e delle pietre, ma perché qui trovano un sistema che funziona. E quando un sistema funziona, il cicloturista lo capisce. E ritorna.

FIERA DEL CICLOTURISMO

L’ispirazione per la prossima vacanza

SCOPRI ORA

Alla prossima edizione della Fiera del Cicloturismo si terrà un convegno sul tema ‘Progettare ciclovie e attrarre cicloturisti’. Il programma di venerdì 27 marzo prevede interventi di professionisti del settore, che condivideranno esperienze e buone pratiche. Tutte le informazioni sul programma sono disponibili qui.

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *