[Aggiornamento 29/02/2024: Trenitalia sospende le nuove regole per trasporto bagagli, bici e monopattini sulle Frecce]
Trenitalia risponde alle domande di Bikeitalia in merito all’obbligo di sacca per trasportare le bici. Lunedì 19 febbraio avevamo mandato le nostre 10 richieste di chiarimento riguardo alla modifica del regolamento che entrerà in vigore venerdì 1 marzo 2024. Di seguito riportiamo le nostre dieci domande e le relative risposte di Trenitalia così come ci sono arrivate in redazione.
A seguire una breve sintesi riepilogativa punto per punto. E, in conclusione, alcune osservazioni di Bikeitalia in merito alle risposte ricevute da Trenitalia.

Dieci domande a Trenitalia sull’obbligo di sacca per le bici pieghevoli
1. Quali sono le motivazioni alla base dell’introduzione dell’obbligo di sacca per le bici pieghevoli sulle Frecce Trenitalia?
Alla base c’è l’esigenza di garantire un viaggio ancora più confortevole a tutti i clienti evitando, così, che le bici pieghevoli vengano lasciate in punti sensibili del treno, come ad esempio i corridoi di transito o all’ingresso delle carrozze. Trenitalia sostiene e incoraggia l’intermodalità, come conferma la possibilità di trasportare gratuitamente a bordo delle Frecce una bicicletta a passeggero e a condizione che sia opportunamente chiusa, spenta (se elettrica) e riposta nell’apposita sacca e come confermano i circa 27mila posti bici quotidianamente offerti su Regionali e Intercity. L’obbligo di sacca, inoltre, è stato introdotto anche da altre imprese ferroviarie in Europa (SNCF, Eurostar, Renfe, SBB), proprio con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza di tutti i passeggeri a bordo.
2. Il regolamento definisce la sacca come “apposita”: quali caratteristiche deve avere detta sacca per risultare idonea a poter contenere la bici pieghevole piegata?
Una sacca idonea deve contenere bici pieghevoli non superiori a 80 x 110 x 45 centimetri.
3. Quali sono i materiali ammessi per le sacche delle bici pieghevoli? Ad esempio: una maxi busta della spazzatura in plastica sarà equiparabile a una sacca?
Quando si parla di “apposita sacca”, si fa riferimento a sacche e borse adibite al trasporto di bici regolarmente in vendita in negozi specializzati o online.
4. Quali concreti vantaggi comporta l’utilizzo della sacca per le bici pieghevoli in termini di gestione e sicurezza durante il trasporto a bordo treno?
Il fatto di riporre la bici all’interno della sacca permette di ridurre i movimenti della bici stessa. Un ulteriore elemento di sicurezza, inoltre, è garantito dal fatto che la bicicletta viene collocata esclusivamente negli appositi spazi dedicati ai bagagli e non può essere riposta in prossimità delle porte di accesso al treno, all’ingresso delle carrozze o nei corridoi di transito.
5. Secondo il regolamento il passeggero con bici pieghevole al seguito sprovvisto di sacca per riporla non potrà salire sul treno pur se in possesso di regolare titolo di viaggio per sé: lo confermate?
La possibilità di salire sul treno con bici pieghevole al seguito è garantita solo a condizione che sia opportunamente chiusa, spenta (se elettrica) e riposta nell’apposita sacca. In caso contrario, il passeggero non potrà accedere a bordo. In caso di inadempienza delle disposizioni previste, il passeggero dovrà scendere dal treno alla prima stazione in cui si effettua fermata e verrà regolarizzato con il pagamento di una penalità di 50 €.
6. Secondo quanto scritto nel regolamento il passeggero che sale ugualmente sul treno – pur non avendo l’apposita sacca per la propria bici pieghevole al seguito – sarà passibile di multa di 50 euro e dovrà scendere alla prima fermata utile del treno: lo confermate?
Già risposto alla precedente domanda.
7. Chi controllerà l’effettivo rispetto di quest’obbligo durante l’imbarco dei passeggeri con le loro bici pieghevoli al seguito?
Sarà il personale ferroviario, per esempio il capotreno o gli addetti alla sicurezza in stazione, a garantire che il regolamento venga rispettato.
8. Nelle Frecce lo spazio tra i sedili nei corridoi (dove solitamente vengono riposti bagagli poco voluminosi e dove si riescono a stivare le bici pieghevoli di dimensioni più compatte) potrà continuare a ospitare le bici pieghevoli nell’apposita sacca?
La bicicletta, con le modalità già illustrate precedentemente, deve essere collocata esclusivamente negli appositi spazi dedicati ai bagagli.
9. La bici pieghevole piegata riposta in una sacca e che rispetta le dimensioni massime consentite dal regolamento ingombra come un trolley: perché non c’è limite al numero di trolley/bagagli che un passeggero può portare con sé e invece per le bici pieghevoli c’è il limite di un’unità per persona?
Solitamente una persona porta con sé una sola bicicletta. Il limite di un’unità per persona ci sembra un numero adeguato.
10. Ultima domanda: perché l’apposita sacca sarà obbligatoria sulle Frecce e sugli Intercity (come riportano le informazioni pubblicate sul sito Trenitalia.com) mentre invece sui Treni Regionali continuerà a essere sufficiente piegare la bici pieghevole e trasportarla anche senza sacca?
Il nuovo regolamento è destinato soltanto ai passeggeri delle Frecce. Sui treni Intercity e Intercity Notte è ammesso il trasporto gratuito di una bicicletta per ciascun passeggero, purché sia smontata e contenuta in una sacca o si tratti di una bicicletta pieghevole opportunamente chiusa. Su treni Intercity, ove è previsto il servizio, nella carrozza n° 3 sono presenti 6 posti bici, dove è possibile agganciare la bicicletta montata alla rastrelliera in posizione verticale. Sono inoltre disponibili due punti di ricarica per le bici elettriche. Sui treni regionali, limitatamente ai posti disponibili, ogni passeggero può trasportare con sé o una bici pieghevole o una bicicletta montata, anche a pedalata assistita, per una lunghezza massima di 2 metri, acquistando il supplemento bici al prezzo di 3.50 euro.

Sintesi e osservazioni di Bikeitalia in merito alle risposte ricevute
Ecco una sintesi riepilogativa seguita da alcune osservazioni di Bikeitalia, punto per punto, in merito a quanto risponde Trenitalia.
In sintesi
1. Trenitalia comunica che l’obbligo di sacca per tutte le bici è stato introdotto per motivi di sicurezza.
2. Per Trenitalia una sacca idonea a contenere la bici dovrà avere misure non superiori a 80 x 110 x 45 centimetri.
3. Una maxi-busta della spazzatura, secondo quanto ci scrive Trenitalia, non è equiparabile a una sacca per contenere la bici.
4. Trenitalia sostiene che la bici riposta in una sacca sia più sicura perché si muove di meno e può essere collocata più facilmente negli appositi spazi per i bagagli.
5. Trenitalia conferma che senza sacca per la bici pieghevole al seguito il passeggero non potrà accedere a bordo.
6. In caso di inadempienza delle disposizioni previste, Trenitalia conferma che il passeggero dovrà scendere dal treno alla prima stazione in cui si effettua fermata e verrà regolarizzato con il pagamento di una penalità di 50 €.
7. Trenitalia comunica che capotreno e addetti alla sicurezza garantiranno l’effettivo rispetto del regolamento.
8. Trenitalia comunica che la bicicletta pieghevole nella sacca dovrà essere collocata esclusivamente negli spazi dedicati ai bagagli.
9. Per Trenitalia, visto che solitamente una persona porta con sé una sola bicicletta, il limite di un’unità per persona appare adeguato.
10. Trenitalia chiarisce che per trasportare gratuitamente una bici pieghevole su un treno Intercity è sufficiente che sia opportunamente chiusa (senza obbligo di sacca) e che il regolamento sull’obbligo di sacca si riferisce soltanto ai passeggeri delle Frecce.

Osservazioni di Bikeitalia
Le bici non sono tutte uguali
Trenitalia ha introdotto l’obbligo di sacca per trasportare le bici sulle Frecce senza distinguere tra le diverse tipologie: per le bici tradizionali – per evidenti motivi di spazio – il fatto che vengano smontate e debbano essere riposte in una sacca per poter essere trasportate a bordo appare ragionevole (in assenza di spazi idonei per poterle trasportare montate, presenti invece su alcuni Intercity e sui Treni Regionali in cui è presente la carrozza bici, ndr).
Pieghevoli da mettere nella sacca prima di salire sul treno
Viceversa per le bici pieghevoli destinate all’intermodalità e con un ingombro minimo l’obbligo di sacca appare come un’ulteriore complicazione: oltre a piegare la bici prima di salire sul treno va anche riposta nella sacca, un passaggio in più da fare sulla banchina in stazione con il treno in partenza.
Una novità percepita come una vessazione
Probabilmente aver comunicato contestualmente all’introduzione della novità anche l’assoluto divieto di salire a bordo se sprovvisti di sacca per la bici pieghevole al seguito (pur in possesso di biglietto per il treno) e l’obbligo di discesa alla prima fermata utile con pagamento di 50 € in caso di inadempienza – anche con messaggi sonori diffusi dagli altoparlanti sui treni – non è stata una scelta di comunicazione felice e ha contribuito a creare un clima negativo rispetto al nuovo obbligo, specie tra i pendolari intermodali con bici pieghevole al seguito che hanno percepito la novità come una vessazione.
Le buste della spazzatura non possono essere considerate sacche
Contrariamente a quanto sosteneva qualcuno sui social commentando i primi articoli usciti sull’argomento la definizione di “apposita sacca” non contempla soluzioni fai-da-te come le buste della spazzatura utilizzate a mo’ di sacca.
Come sfruttare tutti gli spazi bagagli disponibili
Un altro punto riguarda l’obbligo di collocare le bici pieghevoli piegate e riposte in una sacca soltanto negli appositi spazi dedicati ai bagagli. Il vano tra i sedili delle Frecce – come conferma questo video aziendale di qualche anno fa – è a tutti gli effetti uno spazio dedicato ai bagagli e dunque una bici pieghevole sufficientemente piccola da entrarci (come la Brompton, ad esempio) potrà continuare ad essere collocata lì (naturalmente nell’apposita sacca a partire da venerdì 1 marzo 2024):
Disparità di trattamento bici pieghevoli / trolley
Il limite categorico di una bici per persona imposto da Trenitalia non contempla eccezioni: eppure due bici pieghevoli piegate di dimensioni contenute occupano molto meno spazio dei trolley XXL di tanti turisti internazionali che viaggiano sulle Frecce (specialmente sulla linea Roma-Firenze-Bologna-Milano). E sottolineiamo che non c’è limite per i bagagli che un passeggero può portare gratuitamente con sé sulle Frecce. In conclusione riteniamo che una misura per favorire l’intermodalità sull’Alta Velocità sarebbe quella di aumentare gli spazi-bagagli a bordo dove poter collocare anche le bici pieghevoli.




















Basta boicottare Trenitalia e viaggiare su Italio (non mi risulta abbia adottato simile divieto), si renderanno conto che stanno perdendo clienti e si ravvederanno da una scellerata scelta priva di senso.
E i monopattini? E i monoruota (che di per se hanno già un comodo trolley e sono praticamente uguali ad una valigia) ? Dove sarebbe questa apertura all’intermodalità? Se per esempio 4 amici volessero andare con la bici/monopattino/monoruota da Roma a Milano con un comodo viaggio di 3h di treno (come fatto fino ad oggi 29/02/24) da domani sarebbero costretti a farlo in auto. Complimenti per la scelta a Trenitalia!!!
Mi sembra che stiano rendendo questi viaggi tra grandi citta, solo per uomini d’affari (infastiditi dall’ingombro di una bici) e il normale cittadino debba ridursi a lunghissime trasferte con i treni regionali. Che tristezza!!
Mmmmm, ma questa sacca apposita, come la porto fino alla stazione in bici? E poi quando arrivo alla destinazione dove mi la infilo la sacca da un chilo con le belle maniglie e logo? Ovvero, se non ci abito a 1km dalla stazione centrale e non vado a lavorare a 1km dalla stazione centrale da altra parte, chiedo a qualcuno che mi viene a prendere la sacca e io proseguo?
Qualcuno sa se esistono sacche apposite monouso? Tipo le mascherine FFP2?
[Sacche monouso – tipo maxi buste della spazzatura – non sono considerate come idonee da Trenitalia per trasportare le bici: sul mercato esistono sacche portabici che possono essere ripiegate su sé stesse e con un peso contenuto (tra i 200 e i 500 grammi): resta il fatto che vanno trasportate con sé una volta scesi dal treno e messe in una borsa o assicurate al telaio della bicicletta – Bikeitalia.it]
Salve,
Personalmente trovo molto riduttiva la soluzione della sacca. Ogni treno dovrebbe avere un vagone addebito per il trasporto bici. Questo estate insieme al mio compagno vorremmo andare a Parigi in bicicletta e tornare in treno. Però su tutti i treni internazionali c’è l’obbligo della sacca, ma questa regola ti obbliga o di comprare ogni volta una sacca quando arrivi alla fine del viaggio (impensabile) oppure di inviare via posta da qualche parte le proprie borse, però c’è tanta perdita di tempo e soldi. Peccato non ci sia ancora l’apertura totale verso questo tipo di mobilità.
Saluti
Un po discutibile questa scelta anche se comprensibile a mio avviso
Trovo invece inopportuno quello di destinare solo lo spazio dei bagagli alle bici (senza alternativa) quando non si mendiona affatto il numero max di bagagli XXL che posso trasportare.
Se porto mezza casa in treno non ho problemi, se porto una bici e non ho spaxio per riporla dive ta un mio problema. Questo mi lascia pensare e non lo trovo corretto.
Anche le frecce potrebbero adeguarsi con spazi esclusivi come regionali e intercity in modo da coprire agevolmente l offerta alla clientela
Trenitalia non intende favorire il trasporto di biciclette sui treni.
Ad esempio perché non prevedere la possibilità di stipulare un abbonamento per la bicicletta? Io faccio il pendolare, e per raggiungere la stazione, e poi il luogo di lavoro, utilizzerei volentieri la bici. Ma mi costerebbe 3,5 al giorno.
Ora uso un monopattino, sto considerando una pieghevole veramente tale, che costa un botto
Io non trovo giusto limitare il trasporto della bici ma neanche il trasporto di bagagli normali.
Come già succede su alcuni treni all’estero dovrebbero prevedere una mezza carrozza adibita a deposito bagagli, indipendentemente se il bagaglio è una bici o un valigione XXL. Con il metodo che si usa per gli aerei. Con persona addetta che etichetta il bagaglio, lo carica e lo scarica alla fermata prestabilita in un area apposita. Al momento le bici creano magari un problema, ma a mio avviso lo è molto di più vedere gente che si trascina dietro per il vagone dei valigioni improponibili occupando spesso dei posti a sedere e creando disagio a gli altri. Chi ha questo tipo di bagagli però non deve essere limitato, ma organizzato: se ho tutti questi bagagli mi prenoto lo spazio nella carrozza deposito bagagli. Ricordo che una volta sui treni ci portavamo i cavalli…e ora su gli aerei mi posso portare sci, snowboard, windsurf e deltaplani quindi non mi sembra una cosa così fantascientifica…
sono norme che non risolvono nulla servono appositi spazi dedicati o carrozze prenotabili come in altri paesi
Il problema sta nel fatto che, anche in presenza di appositi spazi per le bici di dimensioni standard, questi siano spesso sistematicamente pieni zeppi di bagagli enormi al seguito dei passeggeri; al punto che spesso nemmeno un piccolo trolley riesce ad essere infilato, figuriamoci una bici. Personalmente non capisco perché non venga normato anche questo aspetto, come si fa sugli aerei, limitando il numero e la misura dei bagagli trasportabili per singolo passeggero (bambini inclusi… ché sennò sarebbe troppo facile aggirare la regola).
In ogni caso i nostri treni non sono adeguatamente progettati per riporre un gran numero di bagagli, specialmente sui viaggi a lunga percorrenza.
Ancora una volta è chiaro che si limita qualcosa senza prima aver adeguatamente adattato il sistema alle esigenze di trasporto e comodità di tutti.
Dove metto la sacca una volta arrivato a destinazione?
Bisogna chiedere con forza che anche sulle frecce venga identificata una carrozza per il trasporto biciclette. Una in cui si possa fissare la propria bici NON pieghevole in appositi spazi dedicati come già avviene su altri tipi di treni, dove le pieghevoli possano essere riposte agganciate con catena agli spazi normalmente dedicati ai bagagli ingombranti e dove le pieghevoli di ridotte dimensioni possano essere incastrate tra i sedili. Così facendo si informerebbero gli utenti NON ciclisti della presenza di questi mezzi riducendo al minimo gli episodi di interferenza e si garantirebbe con le prenotazioni un utilizzo degli spazi più consapevole. Si potrebbero inoltre garantire pendolarismi intermodali ed un turismo con spostamento veloce promuovendo ed incentivando ecologia e sostenibilità. In questa carrozza “speciale” si potrebbe anche ovviare all’utilizzo della sacca in quanto il collocamento delle bici avverrebbe in spazi a loro dedicabili, dunque idonei e sicuri. Questa possibilità aggiunta non preclude comunque di utilizzare CON sacca altri spazi bagagli in altre carrozze come ad esempio quella di prima classe
Una domanda utile per tutti gli utenti intermodali delle frecce è quella di chiedere con forza una carrozza identificata per gli utilizzatori di bici (come avviene già su altri treni) che garantisca spazi adeguati per queste ultime così che, anche su questi treni veloci, si possa effettuare del pendolarismo al seguito della propria bici nonché creare un’offerta turistica adeguata e non preclusa. Eventualmente una carrozza così identificata potrebbe anche permettere ad un numero importante di utenti di collocare la propria bici non pieghevole, o una pieghevole opportunamente agganciata alle rastrelliere normalmente adibite a ricovero bagagli ingombranti o incastrata tra sedili senza sacca perché impossibilitate a muoversi dunque decadrebbe la motivazione sicurezza. Un biglietto o una prenotazione su questa carrozza “speciale” risolverebbe interferenze con altri utenti, o meglio, informerebbe questi ultimi della presenza di utenti muniti di biciclette. Questo non escluderebbe comunque di poter viaggiare con la propria pieghevole riposta in opportuna sacca nelle restanti carrozze
con queste disposizioni ridicole si va a far friggere l’intermodalità e la semplicità per uno spostamento in bici, semplice. “La sacca” non garantisce nessuna sicurezza. Le bici pieghevoli quando racchiuse son ferme e ben salde, perchè studiate per esserlo. Che tristezza, creare un problema su cose semplici. W l’Italia
ma per le bici tradizionali tipo una mtb 29 riposta nella sacca come ci si deve comportare , perché le misure sicuramente superano quelle richieste.
[Le bici non pieghevoli vanno smontate > https://www.bikeitalia.it/imballare-la-bici-per-il-treno/ > e riposte in una sacca che non superi le dimensioni massime indicate da Trenitalia]
Grazie per le precisazioni, ma dall’ultima risposta sembrerebbe che anche le bici pieghevoli paghino sui treni regionali, nel caso sarebbe una novità e non se ne sapeva nulla…
[Salve Lara, no: per il trasporto delle bici pieghevoli sui Treni Regionali non cambia nulla, la “o” è disgiuntiva > “Sui treni regionali, limitatamente ai posti disponibili, ogni passeggero può trasportare con sé o una bici pieghevole o una bicicletta montata, anche a pedalata assistita, per una lunghezza massima di 2 metri, acquistando il supplemento bici al prezzo di 3.50 euro” quindi o “bici pieghevole” (senza sacca e senza supplemento bici) OPPURE “bicicletta montata, anche a pedalata assistita, per una lunghezza massima di 2 metri, acquistando il supplemento bici al prezzo di 3.50 euro” – Bikeitalia.it]
ottimo articolo e vi ringraziamo, soprattutto per aver citato i trolley di grandi dimensioni che occupano la maggior parte dei treni su territorio nazionale e non viene pagato nessun supplemento, una domanda interessante per un’altra volta, potrebbe essere “perchè trenitalia non mette a disposizione un abbonamento annuale per le bici al seguito sui regionali/intercity?” oltre al bike to work, ci sono migliaia di ciclisti che viaggiano in bici.
Grazie per il commento e per il suggerimento, Dante: monitoreremo la situazione e daremo aggiornamenti tempestivi su Bikeitalia in caso di novità.
Un caro saluto e buone pedalate,
Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it