Ciclismo: quando freddo, abbigliamento e alte percorrenze stressano il ginocchio

In una società sempre più frenetica e con poco tempo, riuscire a far sport all’aperto, e con tutte le condizioni climatiche risulta difficile: la bici rappresenta un’ottima opportunità.

Molte persone l’hanno scoperta, altri la stanno “riscoprendo”. Ci si allena di più grazie anche ai nuovi mezzi elettroassistiti, e la si usa di più, sia per lavoro, che per i viaggi all’insegna della mobilità eco-friendly.

Ultimamente proprio per questo mi capita sempre più di osservare infortuni a causa della scarsa preparazione atletica, delle viziose posizioni in bici e soprattutto a causa dell’errato abbigliamento soprattutto per chi è alle prime armi.

Il “dolore anteriore di ginocchio” è la seconda meccanopatia accusata, dopo il mal di schiena, sia dal “ciclista della domenica” che dal professionista del Tour de France.

L’overtraining (sovrallenamento, ndr), o al contrario anche la scarsa preparazione, possono favorirne l’insorgenza. Purtroppo la condropatia femoro rotulea è spesso additata come causa principale ma questa è spesso sovrastimata pur non essendoci un reale danno cartilagineo.

Sempre più spesso, noto che i pazienti sportivi, quando accusano dolore anteriore a questa articolazione, soprattutto dopo attività ciclistica, vengono indirizzati – non consultando uno specialista –  verso trattamenti fisico-riabilitativi che si riveleranno inconcludenti perché non si conosce quasi mai la vera origine del problema.

Ultimamente mi è capitato di visitare qualche ginocchio che non permetteva al paziente di affrontare lunghe distanze in bici, soprattutto nel periodo invernale e primaverile, costringendolo allo stop forzato senza che  sussistesse un vero e proprio danno alle strutture interne. Erano pazienti che non avevano mai riportato traumi.

Il fattore curioso che mi veniva riferito è che il dolore scemava o scompariva del tutto al di fuori dell’attività ciclistica, e si manifestava solamente ad alcuni range di pedalata (in media 85 pedalate/minuto circa). Da medico e appassionato di bici, mi sono incuriosito e ho deciso di andare a fondo al problema per trovarne la possibile soluzione.

Cercando qualche fonte scientifica in merito, mi sono imbattuto in qualcosa di interessante riscontrato in alcuni atleti dei Paesi del Nord Europa, dove il panorama ciclistico e’ molto nutrito e si compone di un grande uso della bici per il lavoro, per viaggi, per gare ma soprattutto per l’amato e diffuso ciclocross in campi umidi e fangosi.

Alcuni colleghi belgi hanno scoperto e trattato una nuova entità clinica in merito: la Patellar friction Syndrome (sindrome da frizione prepatellare).

Ginocchio ciclismo freddo abbigliamento Patellar Friction Syndrome

Il ginocchio di questi ciclisti tendeva ad infiammarsi e ad essere dolente solamente durante un uso  prolungato del mezzo (migliaia di chilometri annui in bicicletta), ad alta cadenza e soprattutto quando indossavano abbigliamento invernale aderente che creava dello sfregamento sui tessuti molli  rotulei. il dolore svaniva durante attività extraciclistiche e durante il periodo estivo; ritmo e  cadenza ne influenzavano l’insorgenza (il ritmo agile era un problema).

Alcuni sono stati costretti a interrompere gare o sessioni di allenamento perché il riposo, la fisioterapia e le infiltrazioni non erano sufficienti a risolverne la sofferenza. La soluzione definitiva per molti, dopo numerosi  tentativi, è stata la chirurgia.

Patellar Friction Syndrome ginocchio Sebastiano Giambartino Bikeitalia

Il ginocchio è dotato di diverse borse che servono a proteggerne lo scorrimento e l’articolarità; a volte infiammandosi si versano e diventano  palpabili, arrossate, dolenti e molli; spesso si risolvono con il riposo, il drenaggio o, nei casi più gravi, con l’escissione chirurgica. La zona prepatellare del ginocchio, dove ha sede una delle borse che più facilmente si infiamma, è strutturata in modo trilaminare alternato. Uno sfregamento prolungato su uno di questi “fogli” crea flogosi e blanda tumefazione non riconducibili ad una vera e propria borsite perché istologicamente non si accumula liquido in nessuna camera virtuale.

Nella Patellar Friction Syndrome i test, che normalmente risultano positivi per una borsite o per una condropatia, sono silenti. Il dolore non è modificato dalla flesso estensione o dalla pressione rotulea. È presente in maniera costante e puntoria in zona supero mediale e supero laterale della rotula; possono essere presenti rigonfiamenti locali puntiformi. Non è un problema retrorotuleo come da danno cartilagineo  ma prerotuleo superficiale dei tessuti molli sottocutanei. Il sospetto può esser confermato da una risonanza o da una ecografia, che essendo un esame altamente dinamico e operatore dipendente, può evidenziare tessuto infiammatorio trilaminare  durante la flesso-estensione del ginocchio. Il test con iniezione locale di anestetico e infine  l’atto chirurgico dirimono ogni dubbio perché, in seguito ad incisione, si trova sempre l’ematoma dello strato superficiale prepatellare.

Questa curiosa meccanopatia è strettamente correlata alla cadenza di pedalata e all’abbigliamento indossato durante le uscite prolungate. Il materiale sintetico con la ripetitività del gesto, se non particolarmente confortevole e di qualità, può creare micro abrasioni quindi frizione con consequenziale infiammazione dello strato sottocutaneo superficiale rotuleo. Naturalmente non tutti quelli che pedalano tanto anche di inverno ne saranno soggetti, ma chi ne è predisposto per motivi idiopatici, può andare incontro a tale problema.

Patellar Friction Syndrome ginocchio ciclismo

Come affrontare quindi un iniziale dolore anteriore al ginocchio e nel caso specifico questa sindrome?

Innanzitutto va fatta una diagnosi differenziale per escludere patologie artrosiche e/o traumatiche quindi escludere problemi strutturale di base. Bisogna affidarsi a professionisti che sappiano raccogliere con attenzione  una corretta  anamnesi e procedere con le giuste metodiche strumentali. Una volta riscontrato uno stato infiammatorio bisogna saper osservare il riposo per evitare ulteriore affaticamento evitando terapie alternative o manipolazioni manuali tali da compromettere ulteriormente le delicate strutture articolari.

Praticare se necessario farmacoterapia dopo adeguata prescrizione. Gli antiinfiammatori e la terapia fisica non sono nostri nemici se adeguatamente usati.

Una volta diagnosticata la Patellar Friction Syndrome è sconsigliato stressare ulteriormente il ginocchio allenandosi con climi rigidi; non tutti i fisici sono in grado di sopportare basse temperature. In questo caso meglio preferire i rulli. Se la sintomatologia non dovesse migliorare con quanto sovradescritto, va considerata la chirurgia che comporta micro incisioni con la rimozione del tessuto compromesso.

Intervento chirurgico per operare la Prepatellar Friction Syndrome

È consigliato, qualora non si possa far a meno dell’allenamento invernale, per gare programmate, di fare sedute di allenamento progressive con il corretto acclimatamento o di preferire allenamenti indoor. È mandatario, e non mi stanco di ripeterlo, indossare dell’ottimo abbigliamento invernale non lesinando soldi ma pensando che il nostro sport non deve esser mai sofferenza fine a se stessa.

Non siamo macchine. Spesso il corpo ci dà questi segnali per farci capire che stiamo andando oltre i nostri limiti e dovremmo ascoltarlo e conoscerlo meglio. Impariamo a rispettarlo e ce ne sarà grato ma soprattutto non ci coglierà impreparati durante lo sforzo fisico.

Buone pedalate a tutti sempre col giusto allenamento aspirando al massimo divertimento.

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