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Le meraviglie ciclabili di Copenhagen

Danimarca, Itinerari • di

Copenhagen è ritenuta senz’ombra di dubbio la capitale mondiale della ciclabilità. Si calcola che quotidianamente, circa la metà degli spostamenti in città avvengano in bicicletta, sia durante le giornate di sole estive, sia durante le fredde, buie e nevose giornate invernali.


Il successo di Copenhagen nelle politiche della mobilità non è stato frutto di un caso ma di un’attenta attività di pianificazione nella costruzione degli itinerari cittadini che rendono sicuro per qualunque utente l’utilizzo della strada.
Per rendersi conto di quanto sia stato fatto e di quanto sia possibile fare, oltre a gironzolare per la città, si può percorrere un itinerario di una dozzina di km per capire nel dettaglio quali sono i punti chiave della scuola danese nella creazione di infrastrutture per la ciclabilità.

Traccia kml
La partenza del tour avviene dalla sede della Cycling Embassy of Denmark sulla Romersgade, nel centro di Copenhagen, a ridosso di Israels Plads, un magnifico esempio di riqualificazione, trasformata da parcheggio a luogo di ritrovo con infrastrutture per il tempo libero e lo sport. Il progetto, realizzato nel 2008 fu osteggiato da ampie fette della popolazione contrarie alla pedonalizzazione, al motto di “noi non siamo mica Italiani, noi non trascorriamo il tempo seduti all’aperto”.

green wave
Da qui si procede verso nordest, passando per la Norre Farimagsgade, una strada in cui si trovano i famosi cestini della spazzatura inclinati a misura di ciclista e un segnalatore di velocità per essere sicuri di poter ottenere l’onda verde.

cestino ciclisti copenhagen
Da qui si procede fino a raggiungere la Frederiksborggade, dove si trova una ciclabile monodirezionale sufficientemente ampia per consentire il sorpasso delle cargobike. Anche a causa della sezione molto ampia della carreggiata, la ciclabile è stata realizzata senza togliere spazio agli altri utenti della strada.
Arrivati all’incrocio con la Norre Sogade, la ciclabile in sede protetta, ovviamente, si interrompe, ma viene sostituita, nel tratto di attraversamento, da un’ampia striscia azzurra che serve a segnalare agli automobilisti in procinto di svoltare a destra che in quel punto devono prestare attenzione al flusso di biciclette, una soluzione che offre un senso di sicurezza a chi pedala, anche se in un’intersezione tanto ampia.

Leggi anche: Come e perché Copenhagen è diventata la capitale della bicicletta

Da qui si procede verso il (ponte) Dronning Louises Bro, dove ad accoglierci c’è un gigantesco contabici che testimonia il passaggio delle frotte quotidiane di ciclisti. Sul ponte ricomincia la ciclabile in sede protetta, separata dal traffico automobilistico da un piccolo gradino e dal marciapiede con un altro gradino. È da notare che, allo scopo di disincentivare il passaggio delle bici sul marciapiede, la ciclabile è realizzata con un asfalto liscio, mentre il marciapiede ha un tessuto più irregolare.
Contabici Copenhagen
Da qui si segue il percorso della Norrebrogade per circa due km passando per tratti in cui l’accesso alle auto è interdetto ma comunque con una ciclabile separata e una serie di intersezioni gestite con le stesse logiche precedenti.

Onda Verde Copenhagen

Qui vige l’onda verde in alcune ore della giornata, ovvero la garanzia di trovare tutti i semafori versi se si procede alla velocità di 20 km/h.

Indicazioni copenhagen bici
All’altezza del Cafe Castro (e comunque del segnale rappresentato nella foto in alto), si svolta a sinistra sulla Norrebruten, un ex-tracciato ferroviario trasformato in una green-way in cui è consentito l’accesso solamente alle biciclette e ai pedoni. La logica qui è quella di tenere interamente separato il flusso delle bici da quello delle auto, sufficientemente larghe per accogliere ciclisti che procedono a differenti velocità, per garantire una sensazione di sicurezza e di garantire l’opportuna velocità di crociera a tutti quanti.

Greenway
La Norrebruten si snoda quindi attraverso il Norrebroparken, un ambiente verde particolarmente curato e accoglienti dove si incontrano stili differenti di giardinaggio.
Dopo 2 km, la Norrebruten, grazie a un bellissimo ponte ciclopedonale sospeso, passa sopra la Agade, una specie di superstrada a tra corsie per ogni direzione che sarebbe stato altrimenti impossibile attraversare in modo diverso.

Ponte ciclabile Copenhagen
Per quanto la Norrebroruten continui ancora per decine di km verso sud, qui si utilizza la comoda rampa per scendere sulla Agade dove si trova la solita ampia ciclabile in sede protetta che si sviluppa verso sud-est. Curiosamente, la pista si interrompe prima della Brohusgade per trasformarsi in una semplice corsia ciclabile prima dell’arrivo al semaforo. La soluzione sembra essere staata studiata per favorire il rallentamento delle automobili che, in prossimità dell’incrocio, si trovano di fronte a una situazione di promiscuità con altri veicoli.

Fine ciclabile segregata
Forse a causa dell’ampia sezione dell’incrocio, qui si attraversa sulle strisce pedonali (rigorosamente in sella).

Incrocio copenhagen
La Agade cambia nome in Aboulevard e, in prossimità dei laghetti artificiali, si arriva all’incrocio con la Rosenorns Allè, un gigantesco accrocchio di strade in cui nel corso degli anni sono state intentate differenti soluzioni per consentire il passaggio in sicurezza a tutti gli utenti, obiettivo raggiunto grazie a un sistema semaforico a tempo: difficile da descrivere, ma se funziona, complimenti!

Greenway Copenhagen Laghetti 2
Da qui ci si immette sulla Svineryggen, la ciclabile che costeggia i laghi artificiali. Anche in questo caso, gli ampi spazi hanno consentito una netta separazione dello spazio dedicato ai pedoni e ai ciclisti.
Si procede quindi verso sud-est fino ad arrivare nei pressi della stazione di Dybbolsbro dove si trova il concessionario delle cargobike a marchio Nihola e il noleggio di bici Baisikeli.

Stazione Dybbolsbro

A questo incrocio è possibile trovare i poggiapiedi per ciclisti: delle strutture metalliche pensate per consentire ai ciclisti di appoggiarsi durante la sosta ai semafori e per darsi una spintarella al momento della ripartenza: un piccolissimo elemento che, però, fa capire quanto l’amministrazione dia importanza all’utenza a pedali.

Poggiapiedi
Percorrendo il ponte Dybbolsbro si passa sopra i binari e si arriva quindi al centro commerciale Fisketorvets dove, il simbolo del gigantesco parcheggio dedicato ai clienti in bici è ancora più grande del logo del progetto. Vale la pena dare un’occhiata e prendere appunti su come realizzare un parcheggio per bici per grandi attrattori.

Shopping centre parcheggio bici
Da qui parte lo Snake, il ponte ciclabile più famoso del mondo.

78 snake
Leggi anche: Snake, il ponte ciclabile che ha riqualificato Copenhagen

Percorrendo la leggera discesa dello Snake, si arriva a Islands Brygge, la zona del vecchio porto, ormai riqualificata e diventata uno dei punti più attrattivi della città, soprattutto durante le giornate di sole in cui i Copenaghesi vengono qui a bere birra, grigliare carne, prendere il sole e fare il bagno.

ciclabile Islands Brygge
L’ambiente è reso tanto popolare soprattutto dall’assenza di automobili e dalla ciclabile che percorre tutto il lungo canale fino ad arrivare al ponte di Langebro a cui si accede con una serie di svolte a destra. Procedere per svolte a destra, è il modo comune di svoltare a sinistra a Copenhagen dove le piste ciclabili sono costruite con tanto di svincoli per evitare conflitti al centro della carreggiata.
Una percorso il ponte di Langebro si procede sull’H.C. Andersens Boulevard, l’arteria che solca il centro storico e passa davanti alle principali attrazioni turistiche della città come la Gipsoteca Carlsberg, i Giardini di Tivoli, il Palazzo Comunale e il Parlamento e da cui, girando a destra, si può giungere a Christiania. Anche su questa ciclabile vige l’onda verde.
Arrivati all’incrocio con la Norrevoldgade si costeggiano i giardini di Orstedsparken e si rientra a Israelsplads.

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Volendo allungare un po’ il percorso è possibile arrivare fino alla stazione di Norreport dove si può rimanere a bocca aperta davanti al gigantesco parcheggio per biciclette.

Download dell’e-book

L’e-book “Copenaghen in bicicletta” è scaricabile
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