Salute

Allenarti solo con i watt è un errore: ecco come evitarlo

Allenarti solo con i watt è un errore: ecco come evitarlo

Perché allenarti solo con i watt è un errore? Negli ultimi anni la grande diffusione e la riduzione del prezzo dei sensori di potenza hanno reso l’allenamento con i watt molto più abbordabile anche per i ciclisti amatoriali. Molti di questi hanno deciso di abbandonare il cardiofrequenzimetro e di utilizzare solo i watt per monitorare l’allenamento. Il che, però, può essere un approccio sbagliato. In questo articolo voglio spiegarti perché allenarti solo con i watt può essere un errore.

I concetti di carico di allenamento esterno e interno

Ogni attività fisica che svolgiamo – sia essa pedalare, correre o camminare – si manifesta in due modi: un carico esterno e un carico interno. Il carico esterno è effettivamente ciò che noi svolgiamo con tale attività fisica e indica l’azione meccanica eseguita. Il carico esterno può essere la velocità mantenuta, il numero di chilometri percorsi o il dislivello superato. Invece, il carico interno è la risposta fisiologica al carico esterno. In sostanza va a identificare come il nostro corpo ha risposto con degli aggiustamenti momentanei al carico esterno.

Quando pedaliamo, ovviamente, l’allenamento presenta un carico esterno e uno interno. La potenza, determinata dalla forza espressa sui pedali moltiplicata per la velocità, indica l’azione meccanica che generiamo in bici e viene misurata in watt. Il carico interno viene spesso monitorato con la frequenza cardiaca, che va a identificare la diversa richiesta di sangue, nutrienti e ossigeno dei muscoli impegnati nell’attività fisica.

Il vantaggio dei watt è che sono più “precisi” e “affidabili”, nel senso che misurano effettivamente la potenza espressa, che è un mero fattore meccanico. La frequenza cardiaca invece è influenza da molti parametri, come il sonno, la stanchezza accumulata, il caldo, la disidratazione e anche la deriva cardiaca, cioè dal fatto che il cuore tende ad aumentare i battiti nel tempo, anche se il carico esterno non varia.

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Perché allenarti solo con i watt è un errore

Perché allenarti solo con i watt è un errore, se sono più “affidabili” rispetto alla frequenza cardiaca? In un’intervista, l’Head of Performance del Team UAE Emirates, il prof. Inigo San Millàn, lo ha spiegato in questo modo:

“Se un atleta ha come obiettivo un allenamento in Z2 per migliorare la base aerobica, magari fa quattro ore a wattaggio costante, diciamo 250 watt. Il carico esterno si mantiene regolare ma magari per le prime due ore il cuore batte a 145 bpm, poi sale a 155 bpm e nell’ultima ora è a 165 bpm. L’atleta è convinto di aver passato 4 ore in Z2 ma in realtà ne ha passate 2 in tale zona e le altre due in zone più elevate. Nel lungo periodo questo approccio può portare all’overtraining”.

Allenarti solo con i watt è un errore perché è un parametro parziale, che indica il lavoro che fai sulla bici ma non permette di capire che impatto ha tale lavoro sul tuo corpo.

Allenarti solo con i watt è un errore? Le opinioni degli esperti

Ho girato questa domanda ai miei colleghi che gestiscono con me il servizio “Allenati con Bikeitalia”, il nostro servizio di allenamento a distanza per ciclisti. Alessandro Gallizia, nostro preparatore e titolare del Bikeitalia LAB di Finale Ligure, mi ha risposto dicendo: “Sono d’accordo, il rapporto watt/battiti è fondamentale. A inizio stagione il cuore tende a battere di più rispetto al termine della stagione. Nelle marathon in mtb tenere sott’occhio questo disaccoppiamento tra lavoro esterno e interno è fondamentale per mantenere una corretta durability dell’atleta”.

Allenati con Bikeitalia

Alessandro Rovelli, allenatore e titolare del LAB di Rimini, mi ha risposto in modo laconico: “Per un ciclista amatoriale è quasi meglio usare solo la frequenza cardiaca rispetto alla potenza. Usare solo i watt non ha quasi senso”.

Lorenzo Davini, preparatore e biomeccanico nel LAB di Milano, mi ha sottolineato le parole di Alessandro Rovelli: “Sì vero, soprattutto dal punto di vista di aumentare progressivamente il carico la FC funziona meglio. Se faccio 10 minuti a 160 bpm, più sono allenato e più sarà alta l’andatura. Se invece uso i watt l’andatura rimane sempre quella, a meno di ricalibrare la FTP”.

Per queste ragioni allenarti solo con i watt è un errore: non puoi prescindere dal monitorare la tua frequenza cardiaca, per quanto questo dato possa essere alterato da cause non legate all’allenamento.

L’allenamento in bici deve essere gestito in modo organizzato e completo ed è impensabile che basti un solo dato per valutare l’impatto della preparazione sulle tue capacità fisiche. Alcuni dati sono più affidabili di altri, più precisi o ripetibili ma nessun dato da solo potrà mai rappresentare tutte le capacità che noi ciclisti dobbiamo sviluppare per eccellere in bici.