Salute

Perché allenarti solo con i watt è un errore

Perché allenarti solo con i watt è un errore

Perché allenarti solo con i watt è un errore? Negli ultimi anni la grande diffusione e la riduzione del prezzo dei sensori di potenza hanno reso l’allenamento con i watt molto più abbordabile anche per i ciclisti amatoriali. Molti di questi hanno deciso di abbandonare il cardiofrequenzimetro e di utilizzare solo i watt per monitorare l’allenamento. Il che, però, può essere un approccio sbagliato. In questo articolo voglio spiegarti, con il supporto dei preparatori del servizio “Allenati con Bikeitalia”, perché allenarti solo con i watt può essere un errore.

I concetti di carico di allenamento esterno e interno

Ogni attività fisica che svolgiamo – sia essa pedalare, correre o camminare – si manifesta in due modi: un carico esterno e un carico interno. Il carico esterno è effettivamente ciò che noi svolgiamo con tale attività fisica e indica l’azione meccanica eseguita. Il carico esterno può essere la velocità mantenuto, il numero di chilometri percorsi o il dislivello superato. Il carico interno è invece la risposta fisiologica al carico esterno. In sostanza va a identificare come il nostro corpo ha risposto con degli aggiustamenti momentanei al carico esterno.

Quando pedaliamo, ovviamente, l’allenamento presenta un carico esterno e uno interno. La potenza, determinata dalla forza espressa sui pedali moltiplicata per la velocità, indica l’azione meccanica che generiamo in bici e viene misurata in watt. Il carico interno viene spesso monitorato con la frequenza cardiaca, che va a identificare la diversa richiesta di sangue, nutrienti e ossigeno dei muscoli impegnati nell’attività fisica.

Il vantaggio dei watt è che sono più “precisi” e “affidabili”, nel senso che misurano effettivamente la potenza espressa, che è un mero fattore meccanico. La frequenza cardiaca invece è influenza da molti parametri, come il sonno, la stanchezza accumulata, il caldo, la disidratazione e anche la deriva cardiaca, cioè dal fatto che il cuore tende ad aumentare i battiti nel tempo, anche se il carico esterno non varia.

Scopri come allenarti al meglio con il nostro ebook gratuito!

Se vuoi scoprire tutti i segreti dell’allenamento in bici, per migliorare le tue prestazioni e per diventare più forte, puoi scaricare il nostro ebook “Allenamento ottimale per il ciclista”. Grazie all’ebook scoprirai come programmare l’allenamento e come ottimizzare la tua preparazione.

Ed è gratis, basta cliccare nel box qui sotto:

ebook

Guida all’allenamento del ciclista
Scarica ora

Perché allenarti solo con i watt è un errore

Perché allenarti solo con i watt è un errore, se sono più “affidabili” rispetto alla frequenza cardiaca? In un’intervista, l’Head of Performance del Team UAE Emirates, il prof. Inigo San Millàn, lo ha spiegato in questo modo:

“Se un atleta ha come obiettivo un allenamento in Z2 per migliorare la base aerobica, magari fa quattro ore a wattaggio costante, diciamo 250 watt. Il carico esterno si mantiene regolare ma magari per le prime due ore il cuore batte a 145 bpm, poi sale a 155 bpm e nell’ultima ora è a 165 bpm. L’atleta è convinto di aver passato 4 ore in Z2 ma in realtà ne ha passate 2 in tale zona e le altre due in zone più elevate. Nel lungo periodo questo approccio può portare all’overtraining”.

Allenarti solo con i watt è un errore perché è un parametro parziale, che indica il lavoro che fai sulla bici ma non permette di capire che impatto ha tale lavoro sul tuo corpo.

Allenarti solo con i watt è un errore? Le opinioni degli esperti

Ho girato questa domanda ai miei colleghi che gestiscono con me il servizio “Allenati con Bikeitalia”, il nostro servizio di allenamento a distanza per ciclisti. Alessandro Gallizia, nostro preparatore e titolare del Bikeitalia LAB di Finale Ligure, mi ha risposto dicendo: “Sono d’accordo, il rapporto watt/battiti è fondamentale. A inizio stagione il cuore tende a battere di più rispetto al termine della stagione. Nelle marathon in mtb tenere sott’occhio questo disaccoppiamento tra lavoro esterno e interno è fondamentale per mantenere una corretta durability dell’atleta”.

Allenati con Bikeitalia

Alessandro Rovelli, allenatore e titolare del LAB di Rimini, mi ha risposto in modo laconico: “Per un ciclista amatoriale è quasi meglio usare solo la frequenza cardiaca rispetto alla potenza. Usare solo i watt non ha quasi senso”.

Lorenzo Davini, preparatore e biomeccanico nel LAB di Milano, mi ha sottolineato le parole di Alessandro Rovelli: “Sì vero, soprattutto dal punto di vista di aumentare progressivamente il carico la FC funziona meglio. Se faccio 10 minuti a 160 bpm, più sono allenato e più sarà alta l’andatura. Se invece uso i watt l’andatura rimane sempre quella, a meno di ricalibrare la FTP”.

Per queste ragioni allenarti solo con i watt è un errore: non puoi prescindere dal monitorare la tua frequenza cardiaca, per quanto questo dato possa essere alterato da cause non legate all’allenamento.

L’allenamento in bici deve essere gestito in modo organizzato e completo ed è impensabile che basti un solo dato per valutare l’impatto della preparazione sulle tue capacità fisiche. Alcuni dati sono più affidabili di altri, più precisi o ripetibili ma nessun dato da solo potrà mai rappresentare tutte le capacità che noi ciclisti dobbiamo sviluppare per eccellere in bici.