Test: 6 mesi con ViviBici di CoopVoce

Come vi abbiamo raccontato alla fine del 2014, ViviBici è il nuovo profilo tariffario pensato dall’operatore telefonico virtuale, CoopVoce, per tutti coloro che si muovono quotidianamente in bici. La formula è quella del “più pedali, più ti ricarichi“, quindi si pagano 7,50 € al mese in cambio di 200 mintui di traffico telefonico verso tutti, 200 sms e 500 mb e, grazie all’app, ogni km pedalato si traduce in un minuto e 5 mb da utilizzare il mese successivo.

La promozione con cui è stato lanciato il prodotto lo scorso dicembre prevede traffico extra (400 minuti, 200 sms e 1,5 Gb per il primo mese) e, per questo motivo, ho deciso di cambiare operatore per capire come funziona questa nuova tariffa e, a distanza di 6 mesi, ho deciso di tirare le somme.

Indice
CoopVoce
Attivazione
Call center
App
“Km Voce”
Per chi è Vivibici
Convenienza
Difetti

CoopVoce


L’idea di affidarmi a un’operatore telefonico che non ricadesse nella sacra triade TIM – Vodafone – Wind mi faceva un po’ paura: alla fine Coop è una catena di supermercati e che c’azzecca una catena di supermercati con la telefonia mobile? Come fanno a garantire la copertura su tutto il territorio nazionale? Ma soprattutto il mio timore era “vuoi vedere che per fare una telefonata devo andare alla Coop più vicina e piazzarmi accanto alla cassa per prendere meglio il segnale?”. Un po’ di ricerche su internet mi hanno portato a scoprire che CoopVoce si avvale della rete mobile di Telecom a cui paga un canone per l’uso dei ripetitori: CoopVoce prende dove prende anche TIM, quindi pressoché ovunque.

Attivazione


L’attivazione del nuovo numero è stata particolarmente facile: mi sono recato in un normalissimo supermercato Coop e alla cassa ho detto di voler portare il mio numero al nuovo operatore. È bastato presentare agli addetti del supermercato carta d’identità e codice fiscale e nell’arco di una decina di minuti mi sono ritrovato con la nuova sim inserita nel telefono che è stata attivata nell’arco di 48 ore.

Call center


Una volta attivata la sim ho iniziato a chiamare a destra e manca, ma di entrare in internet neanche a parlarne. Indispettito, ho iniziato a fare un po’ di ricerche e, non riuscendo a cavare un ragno dal buco, mi sono  rassegnato a chiamare il call center al 188, dopo essermi preparato ad affrontare qualunque tipo di peripezia tra menù digitali che hanno il compito di tenerti lontani da una voce umana che sappia dare una risposta precisa a una domanda puntuale. E invece, con mia somma sorpresa, già il primo menù prevedeva l’ipotesi “per parlare con un operatore, premi 8”. Ho premuto 8 e sono stato messo subito in contatto con una gentile signorina che mi ha spiegato che per mettere in funzione il traffico dati dovevo modificare le impostazioni APN con un nuovo indirizzo: “Vada su impostazioni, poi altro…”. In 2 minuti, problema risolto.

App


coopvoce vivibici screenshot

La home dell’app: estrememente intuitiva

Per attivare il pacchetto ViviBici occorre, però scaricare l’app omonima dall’appstore di Googleplay, faccenda abbastanza elementare, e da qui, è bastato cliccare su “Bonus” per attivare la promozione associandovi il mio numero di telefono. Facile. Da questo momento in poi, quello che ho dovuto fare è stato semplicemente ricordarmi di far partire l’app prima di ogni giro in bici e di spegnerla alla fine, inviare i dati del percorso effettuato e contare i “km voce” accumulati. I “km voce” vengono registrati all’interno del menù “Diario” dove è possibile avere uno storico di tutti i km pedalati mese per mese e di tutti i “km voce” accumulati, sessione per sessione. L’app è particolarmente user-friendly e non richiede lauree in ingegneria informatica per essere utilizzata.

coopvoce vivibici screenshot2

Le statistiche di una sessione.

Cliccando sulla singola sessione effettuata è possibile poi recuperare diverse informazioni che possono essere interessanti: oltre alla lunghezza del percorso, alla velocità media complessiva, alla velocità massima e ai metri di dislivello, è possibile andare a verificare gli stessi dati anche chilometro per chilometro oltreché sulla cartina generale dove, oltre al percorso, vengono anche indicati anche i tratti in cui si è riusciti ad accumulare i preziosissimi “km voce”.

coopvoce vivibici screenshot1

In verde, il tratto in cui si è mantenuta una velocità che consentisse di accumulare i “km voce”. In grigio, quelli in cui la velocità media era troppo bassa o le frazioni di km.

“Km Voce”


L’app di CoopVoce è stata pensata per offrire i bonus solamente a chi utilizza la bicicletta in città. Per questo motivo, per ottenere un “km voce” occorre avere una velocità media sul singolo km compresa tra 1 e 25 km/h. Se si supera la velocità media di 25 km/h sul singolo km, quindi, il km pedalato non sarà considerato utile per essere trasformato in traffico dati e telefonico; se, invece, si supera la velocità massima di 30 km/h, questo sforamento annulla tutti i km precedentemente percorsi durante la sessione, ma non quelli successivi.

coopvoce vivibici screenshot3

Non tutti i km vengono convertiti in “km voce”

Per chi è Vivibici


Alla luce di quanto scritto sopra riguardo ai limiti per accumulare i km voce, Vivibici è un profilo tariffario pensato per chi va in bici senza ricercare la velocità. Utilizzando la bicicletta per fare cicloturismo, per i miei spostamenti urbani e durante il fine settimana per fare un po’ di sport (bici da corsa), ho notato che l’app, con il limite massimo dei 25 km/h di media, tende inevitabilmente ad escludere gli sportivi, ovvero tutti coloro che macinano km su km in continuazione e privilegia, invece, tutti coloro che utilizzano la bici in città e per il cicloturismo.

coopvoce vivibici screenshot5

Una sessione in bici da corsa: non ho accumulato neppure un “km voce”

Anche l’app si rivela particolarmente utile per tutti coloro che, non avendo un contachilometri montato sulle diverse bici, vogliono conoscere il totale dei km percorsi durante l’anno.

Convenienza


A conti fatti nei 6 mesi di utilizzo di questa tariffa ho accumulato 450 “km voce”, quindi una media di 75 “km voce” al mese che corrispondono a 75 minuti, 75 sms e 375 mb aggiuntivi. In totale è come se per 7,50 €  avessi a disposizione 275 minuti voce e 875 mb di traffico al mese. Insomma, sicuramente una delle tariffe più competitive sul mercato anche se, bisogna dirlo, 275 minuti al mese possono non bastare, soprattutto a chi utilizza il telefono per lavoro, ma la proposta di CoopVoce è rivolta appunto ai privati, quindi a tutti coloro che utilizzano il telefono per accordarsi sulle uscite in bicicletta, chiamare la nonna, organizzare gli aperitivi e cose simili, non per lunghe trattative al telefono sul contratto da far andare in porto.

Difetti


Non c’è rosa senza spine, però. Il progetto ambizioso di CoopVoce ha infatti qualche pecca che può essere migliorata con qualche intervento di miglioramento sul codice di programmazione: l’app è esclusiva, ovvero vuole funzionare solamente lei e, alle volte, se per caso vi entra una telefonata durante la sessione, questa vi azzera la sessione in corso. Ma sembra che questo inconveniente sia rientrato dopo l’ultima release dell’app degli ultimi giorni.

Al netto di questo, credo che l’offerta Vivibici sia un affare per tutti coloro che vanno in bici in città e non solo nel fine settimana per la pratica sportiva. Alla fine, pedalando si fa del bene a se stessi e alla società, in alcuni paesi d’Europa chi pedala riceve dei bonus fiscali da parte dello stato. In Italia siamo ancora lontani da questa condizione ma, dove non arriva il pubblico, arriva il privato e quindi: brava CoopVoce e speriamo che anche gli altri operatori imitino questa buona pratica.

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