Valdidentro, la perla nascosta tra Stelvio, Gavia e Mortirolo.

29 Giugno 2014

Segue da qui.

Se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare durante questo viaggio alla scoperta delle Perle delle Alpi è la colazione: ti svegli la mattina e, dalla frutta alle uova, passando per speck, formaggio, burro, miele, marmellate, nutella, biscotti, torte, pane, brıoches e cereali, sul tavolo c’è qualunque cosa ad aspettarti.
Qui sulle Alpi lo sanno bene che là fuori il mondo è impegnativo e che serve tanta tanta energia per affrontarlo al meglio. L’albergo di Thomas non fa eccezione e, dopo aver mangiato in abbondanza, riempito le nostre borse e oliato la catena delle biciclette, siamo pronti a salire in sella e andare.
Gasthof Lanthaler

La giornata ci riserva una discesa fluida verso Merano e poi una pedalata per risalire il corso dell’Adige fino a raggiungere le pendici dello Stelvio. Il sole splende forte in cielo e le gambe girano bene, nonostante la fatica del passo di Giovo del giorno prima.

moos

In men che non si dica siamo già a Merano, dove ci fermiamo per raccogliere qualche informazione sul prosieguo, dare un’occhiata alla città e continuare con la tradizione germanica del caffè con torta che qui ha preso la forma definitiva dell’Apfelstrudel (Strudel di mele). Merano la conoscevo esclusivamente per i racconti dei miei amici che vi avevano fatto il militare: dalle loro parole mi ero fatto l’idea di un luogo orribile, mai mi sarei aspettato una città tanto incantevole.

Merano

Nelle mezz’ore che abbiamo trascorso esplorandola, Merano si è presentata come una città invasa da biciclette, con gigantesche zone pedonali strapiene di persone che prendono d’assalto negozi, bar e ristoranti. LE bici sono talmente tante che ci sono dappertutto cartelli che ne vogliono limitare l’uso.

Sicuramente la stessa città vista d’inverno e con una divisa indosso deve fare un altro effetto, ma noi ne siamo rimasti semplicemente estasiati.

centro merano

Lasciare la città è un po’ laborioso, ormai siamo viziati e ci aspettiamo indicazioni continue, cartelli che ci indichino la strada da seguire nel modo più semplice, senza bisogno di usare la testa, ma il gioco è semplice, basta trovare il fiume Adige e andare verso le sorgenti.

terrazza merano1

Passata la splendida sede del birrificio Forst, la ciclabile si trasforma in un gran premio della montagna in miniatura che si fa spazio attraverso le infinite coltivazioni di mele. Dieci tornanti ci invitano a salire di un centinaio di metri fino ad arrivare a un terrazzo pensato apposta per i ciclisti da cui si gde di una vista spettacolare di Merano e della sua valle. Senza esagerare e con tutto il rispetto per la ciclabile della Drava, ma credo che questo sia il tratto più spettacolare che abbiamo visto fino a questo momento.

terrazza merano2

Qui ogni singolo paesino sembra fatto su misura per accogliere i ciclisti che transitano in entrambe le direzioni e rimaniamo di stucco quando, a un certo punto, lungo la ciclabile troviamo un punto di ristoro self service a base di mela: ti mesci un bicchiere di succo di mela, lasci 0,50 € nell’apposita cassetta e poi continui. Il succo è talmente buono che noi ce ne beviamo ben tre bicchieri.

Selfservice appleCosa succederebbe a un chioschetto simile in un’altra parte d’Italia?, ci chiediamo. Mah, forse è meglio pedalarci su e non porsi troppe domande, in questo momento, tutto quello che serve sapere è che il cielo è blu, il sole non troppo caldo e la strada davanti a noi è aperta.

san martino funivia

Come una freccia al rallentatore fendiammo la Val Venosta e ci lasciamo indietro Naturno. Senales, Ciardes, Castelbello, Laces, Silandro e tutta una serie di piccoli borghi che hanno capito perfettameente che le frotte di ciclisti che passano di lì quotidianamente, non sono propriamente dei rompicoglioni, ma sono un’interessante fonte di introiti.

ponte adige

laghetto

Attraversando un campo di mele dopo l’altro e, quasi senza rendercene neppure conto ci ritroviamo a Prato allo Stelvio, campo base dell’omonimo passo, meta privilegiata dei ciclisti italiani di sempre. Arriviamo in paese verso l’ora di cena, giriamo un po’ alla ricerca di un posto per passare la notte: non abbiamo prenotato niente e la cosa ci crea qualche preoccupazione perché dei soliti cartelli con la doppia dicitura “Camere/Zimmer” non c’è neanche l’ombra.

Ci spiegano che il motivo è che all’indomani c’è un raduno di trattori e la cosa ci lascia un po’ sbalorditi: noi che parliamo sempre di bikenomics, abbiamo trascurato il valore della trattoronomics (risate registrate). Alla fine troviamo un buco per passare la notte e all’indomani, neppure il tempo di fare colazione, sentiamo un gran frastuono in strada: uno dopo l’altro passano davanti alla porta della nostra pensione qualche migliaio di ciclisti, si tratta della granfondo Drei Laender Giro che, partendo dall’Austria e dopo aver superato lo Stelvio, passa per la Svizzera per poi chiudere nuovamente in Austria.Stelvio2

Gonfiamo le gomme al massimo della pressione consentita per ridurre l’attrito con il terreno e ci mettiamo in sella anche noi: i corridori saranno sicuramente distanti anni luce davanti a noi. Noi ce la prendiamo con comodo.

stelvio pinzSalendo mi rendo conto di quanto sia bello il paesaggio di questa strada e di quanto, però, l’immagine che viene più spesso trasmessa della salita allo Stelvio, invece che delle montagne che ti controollano e ti proteggono dall’alto, sia invece la solita serpentina di 47 tornanti che si arrampica sù fino al temibile passo a 2750 metri.Stelvio1

Mentre alzando gli occhi al cielo ci sentiamo minuscoli rispetto all’enormità delle montagne, volgendo gli occhi alla strada ci sentiamo dei veri giganti rispetto a quelli della granfondo che è passata qualche ora prima di noi: per terra c’è un cimitero di confezioni di gel e barrette energetiche, addiirittura anche una camera d’aria di qualche imbecille che ha pensato bene di liberarsene dopo aver forato.vrgogna Mi vergogno dello spettacolo offerto e al pensietro che loro sono ciclisti tanto quanto lo sono io che impiego 6 ore per arrivare al passo.

Se Pantani diceva che andava così forte in salita per accorciare l’agonia, io posso dire di andare così piano per fermare nella memoria ogni dettaglio di quei in cui sei tu da solo con i milioni di sassi che compongono il lato di una montagna, ma è solo una paraculata: se vadoo così piano è solo perché non riesco ad andare più forte.inseguimento

Arrivati in cima allo Stelvio, l’autostima è alle stelle, ma lo spettacolo è indecente. Sembra di trovarsi di fronte a un centro commerciale a cielo aperto, perfetta rappresentazione della società basata sull’automobile: ovunque si vendono magliette, cappellini, panini, magneti e souvenir di ogni tipo. Addirittua c’è una banca: è lo sportello bancario più alto d’Europa.

passo stelvio

Il tempo di un caffè molto molto corretto e la discesa è nostra. Nel versante lombardo è ancora inverno, fa freddo ed è colpito da una leggera pioggia. Rotoliamo veloci verso valle senz sentire neppure l’esigenza di fermarci a fare foto. Il cielo si sta guastando e i colori sono spenti.

stelvio lombardia

Poco prima di Bormio, prendiamo una strada sulla destra che passa dai Bagni Vecchi e Bagni Nuovi, località tradizionali della villeggiatura termale. E’ iniziato il comune di Valdidentro, il comune più esteso di tutta la Lombardia, settima perla delle Alpi, finalmente raggiunta. valdidentro2

Siamo in Alta Valtellina, qui. Finalmente si parla nuovamente italiano. C’è un autobus che va verso Livigno e che offre l’opportunità di caricare le biciclette sul retro, potremmo prenderlo, ma mentre facciamo i biglietti, quello è già passato. Ci tocca pedalare fino a Li Arnoga, frazione di Valdidentro, dove andiamo a pernottare. Lungo la strada incontriamo frotte di ciclisti che vanno in ogni direzione, con mountain bike e bici da corsa, il motivo è semplice: Valdidentro si trova in un punto strategico per i ciclisti che vogliono affrontare lo Stelvio, il Gavia e il Mortirolo, ma anche per quelli che sono di passaggio per l’esecuzione del Transalp. 

Punto strategico per le vacanze sulla neve d’inverno, Valdidentro diventa d’estate punto di ritrovo per ciclisti che godono in particolare dei 3.200 km di percorsi per mountain bike diffusi su tutto il territorio comunale. Questi infatti rappresentano la quasi totalità dei clienti degli hotel della zona nei mesi estivi.

valdidentro

Arriviamo all’hotel Li Arnoga che sta iniziando a piovere. Prima ancora di fare il check in uno dei proprietari ci offre una canna dell’acqua per pulire le bici, poi ce le fa mettere nell’apposito deposito e, prima di salire in camera, ci regala un’ultima delizia: “se prima della cena mi date i panni sporchi da lavare, li ritrovate puliti e asciutti davanti alla vostra porta domani mattina prima di ripartire“.

arnoga

Dopo un piatto di pizzocccheri degno di questo nome e due bicchieri di vino rosso a testa, scambiamo quattro chiacchiere con un gruppo di ciclisti tedeschi impegnati nel TransAlp e tiriamo tardi a colpi di grappa, racconti a pedali e piccole discussioni tecniche.

Siamo vicini al confine e tocca decidere il percorso per entrare in Svizzera.

map

Abbiamo a disposizione tre alternative: (1) andando a Nord, passando da Livigno (sfruttando la strada detta Decauville che, a 1850 di altitudine ha una pendenza dello 0,05 % per 13 km porta alle Torri di Faele e poi ai laghi di San Giacomo e di Cancano), (2) andando a sud, passand da Bormio (scendendo di quota fino a raggiungere Tirano e da lì prendere il celeberrimo Treno del Bernina), (3) andando dritti verso ovest (attraversando la Val Viola su un percorso che, tra laghetti, sentieri e mulattiere sale fino a 2.400 metri).

Tocca pensarci bene, ma, soprattutto, bisogna dormirci su.

Route 2.672.586 – powered by www.bikemap.net

1. Introduzione

2. Bad Reichenhall

3. Berchtesgaden 

4. Werfenweng

5. Weissensee

6. Racines & Moso in Passiria

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Commenti

2 Commenti su "Valdidentro, la perla nascosta tra Stelvio, Gavia e Mortirolo."

  1. Avatar Fabio S. ha detto:

    Tappe meravigliose! E fra pochi giorni passerò anche io dallo Stelvio, nel mio prossimo cicloviaggio!

    1. Avatar Paolo Pinzuti ha detto:

      Grande Fabio! Che giro farai?

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