Pensavo che in Italia fosse normale pedalare su strade pericolose e piene di macchine, poi ho fatto un giro in bici in Basilicata, 170 km da Potenza a Maratea, e ho scoperto che non bisogna andare in Svizzera per sentirsi al sicuro e che non servono neanche reti infinite di piste ciclabili.

Certo, l’intera Basilicata ha meno abitanti di Genova, distribuiti su una superficie che è il doppio della Liguria e questo significa che il traffico è un concetto pressoché inesistente e quando pedali da queste parti gli altri esseri umani ti trattano con interesse e rispetto, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.
Nonostante questo, è facile restare meravigliati dalle antiche ferrovie ormai dismesse che sono state trasformate in ciclabili pazzesche: infrastrutture che attraversano montagne e territori agricoli lontani ancora anni luce dalle monocolture dell’Europa centrale.

La Basilicata è un territorio che ha una storia antichissima (visitate Grumentum per rendervene conto) che è stato risparmiato dall’industrializzazione forzata del secolo scorso. E, invece delle infinite distese di capannoni, accompagnano lo sguardo villaggi aggrappati alla roccia da millenni, santuari e chiese intitolati a qualunque tipologia di madonna che la fede cattolica abbia mai saputo produrre.

Se vi capita di andarci a Maggio potreste rimanere sorpresi da un’esplosione di fiori di ginestra che colora di giallo ogni punto del paesaggio e da una cultura locale che ha prodotto la parata dei Turchi a Potenza e le feste della Madonna (maggio è il mese dedicato alla stessa) in quasi ogni villaggio.
E quando le montagne non dominano tutto, si aprono campagne che sembrano pensate apposta per diventare una pubblicità di minestroni surgelati.

La Basilicata è una terra antica che è stata terreno di conquista di Romani, Saraceni, Normanni, Spagnoli, che riesce a conservare traccia di ogni passaggio e allo stesso tempo a mantenere un aspetto selvaggio, con montagne impervie che si trasformano chilometro dopo chilometro, quando la macchia mediterranea lasciano il posto alle foreste di querce e a faggete.
Pedalare in Basilicata non è uno scherzo: si accumulano metri di dislivello con estrema facilità e per questo servono gambe buone o, almeno una buona ebike.

Ma il premio della fatica sono i laghetti vulcanici che si trovano in quota, una cucina che è il frutto di millenni di ricerca e sviluppo davanti al focolare e delle piccole perle, come i palazzi liberty di Trecchina e i suoi gelati alla castagna, borghi come Sarconi e Moliterno o la riservata bellezza di Maratea.

Visitare la Basilicata in bicicletta oggi è più facile che mai, basta un po’ di organizzazione logistica per pianificare in modo intelligente le soste un navigatore su cui seguire le tracce gpx dell’Anello dei Parchi lucani, della Ciclovia Meridiana o del Basilicata Coast to Coast.
E perdersi nei propri pensieri.
[PS: La traccia del percorso da Potenza a Maratea è presente a questo link]




















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