Allenamento in bici: tabelle o autogestione?

Allenamento in bici: meglio le tabelle o l’autogestione? Quale tra le due filosofie di allenamento in bici è la migliore? Andiamo a vederlo con questo articolo.

Allenamento in bici: le tabelle

Con il termine “tabelle” indichiamo in realtà quella che viene definita programmazione dell’allenamento. In sostanza si parte da una valutazione delle capacità fisiche dell’atleta, lo si sottopone a dei test e si hanno i risultati. Dopodiché si effettua l’analisi della prestazione, cioè si determinano quali capacità condizionali e coordinative è necessario possedere per svolgere una determinata prestazione. Infine si va a creare un programma di allenamento in bici che permetta all’atleta di raggiungere tali capacità in modo da arrivare pronto e preparato alla competizione.

Allenamento in bici

Solitamente il ciclista che intende allenarsi con le tabelle ha a disposizione diverse scelte:

  • Scaricare delle tabelle di allenamento da internet: la scelta peggiore (e anche stupida) ma che tutti facciamo quando ci approcciamo all’allenamento in bici. Le tabelle scaricate da internet sono pensate per qualcuno che non siamo noi e non sono individualizzate sui nostri parametri. Se invece sono generiche rischiano di “andare bene per tutti e non per nessuno”, portandoci solo a perdere tempo senza guadagnare in performance;
  • Crearsi delle proprie tabelle: in questo caso il ciclista effettua degli studi attraverso letture, articoli, video online o veri e propri corsi di formazione e apprende le nozioni per creare piani di allenamento per sé stesso. Se questa è l’opzione che più vi interessa, allora potete dare un’occhiata al nostro corso apposito, che abbiamo chiamato “Allenamento ottimale per il ciclismo”;
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  • Affidarsi a un preparatore: in questo caso il ciclista si affida a un preparatore che crea le tabelle e le adegua sulla base delle risposte fisiologiche dell’allenamento. Se desiderate essere seguiti da un preparatore atletico laureato in scienze motorie, noi di Bikeitalia abbiamo creato un servizio apposito;
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Allenamento in bici: autogestione

L’autogestione dell’allenamento in bici è quella pratica dove il ciclista improvvisa sul momento l’intensità, la durata e la frequenza delle sue uscite. Improvvisazione che però non è per forza una cosa negativa: il ciclista si affida alle sue sensazioni e adegua l’allenamento in base alla fatica percepita, agli impegni di lavoro, alle richieste famigliari, al tempo a disposizione o anche al meteo, senza darsi obiettivi organici strutturati. Ci sono ciclisti, come i weekend warrior, che per esempio escono solo una volta a settimana, in totale autogestione.

Tabelle o autogestione: cosa è meglio?

Mi occupo di visite biomeccaniche dal 2015 e più di 1000 ciclisti si sono rivolti a noi nel nostro Bikeitalia LAB di Monza per un posizionamento. Ho avuto modo di parlare con molti di loro: alcuni si allenavano in totale autogestione, altri seguivano in modo religioso dei piani di allenamento, altri ancora si allenavano in una zona grigia tra la totale improvvisazione e la strutturazione fine dell’allenamento.

Vantaggi e svantaggi delle tabelle

In tema di allenamento in bici, tra i vantaggi del seguire un piano di allenamento strutturato abbiamo:

  • Migliora la motivazione;
  • Permette di lavorare sugli adattamenti sul lungo periodo e di non focalizzarsi solo sull’immediato;
  • Permette di rendere intelligente il proprio allenamento;
  • Se ci si affida a un preparatore serio si evita di pedalare troppo inutilmente;
  • Si evita di eccedere con l’intensità o il volume;

Ci sono ovviamente dei risvolti negativi da considerare:

  • Se si ha un lavoro flessibile o una situazione famigliare instabile il piano strutturato può essere troppo rigido;
  • Perdere un’uscita o saltare un allenamento può produrre stress emotivo e mentale;
  • Ci si devono dare obiettivi strutturati, cosa che alcuni ciclisti non amano fare;
  • De-responsabilizzazione (il ciclista aderisce al programma senza mai porsi domande sulla sua efficacia);

Autogestione: vantaggi e svantaggi

Tra i vantaggi dell’autogestione troviamo:

  • Massima flessibilità in base ai propri impegni;
  • Grande aderenza alle proprie sensazioni fisiche;
  • Responsabilizzazione e autoefficacia (sensazione di essere capaci di riuscire);

Tra gli svantaggi annoveriamo:

  • Rischio di ripetere sempre gli stessi allenamenti, senza mai variare intensità o volume, producendo uno stallo nella forma fisica;
  • Tendenza a non uscire mai dalla propria zona di comfort e di non eseguire allenamenti intensi o faticosi;
  • Scarsa valutazione dei progressi e impossibilità di monitorare gli adattamenti;

Allenamento in bici: cosa è meglio?

Se parliamo di allenamento in bici, cosa è meglio, l’autogestione o le tabelle? Partiamo da uno studio: “Effect of supervised, periodized exercise training vs. self-directed training on lean body mass and other fitness variables in health club members” (Journal of Stregth Conditioning Research, 2021). In questo articolo 34 utenti di una palestra sono stati divisi in due gruppi: il primo era allenato seguito da un preparatore, mentre il secondo si allenava in autogestione. Entrambi i gruppi si sono allenati 3 volte a settimana per 12 settimane, con esercizi simili ma con carichi diversi e gestiti da un lato dall’allenatore e dall’altro dall’atleta. Dopo 12 settimane il gruppo seguito da un preparatore mostrava un aumento della massa magra maggiore rispetto a quello autogestito.

Quindi sono meglio le tabelle? Dipende. Secondo me, prima di decidere che cosa è meglio per sé occorre considerare alcune variabili. Essere seguiti permette di risparmiare tempo nella creazione delle tabelle e nella valutazione degli adattamenti. L’autogestione invece richiede più tempo ma permette di affrancarsi da persone esterne e di adattare il proprio allenamento in maniera perfetta alla propria vita.

Per cui ciò che rende migliore un approccio rispetto all’altro non è la sua efficacia in sé quando l’essere idoneo al nostro modo di vivere il ciclismo e l’allenamento in bici: alcuni di noi preferiscono un piano strutturato e magari essere seguiti da un allenatore, altri (come me, per esempio) amano gestirsi al 100% in ogni aspetto della propria preparazione.

La differenza la fa soprattutto l’obiettivo: se vogliamo solo stare in forma, dimagrire e stare in salute, allora autogestirsi va benissimo. Se vogliamo competere allora affidarci a un preparatore è fondamentale.

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